Gennaio 16, 2022

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Libera la tua mente

Le opzioni russe in un mondo diretto verso la guerra

Il mondo è diretto verso la guerra, e lo è stato da un bel po’ di tempo. Più volte, proprio sull’orlo, l’Occidente ha deciso di tirarsi indietro, ma ogni volta che lo ha fatto le sue élite hanno sentito due cose: primo, hanno provato ancora più odio per la Russia per averli costretti a fare marcia indietro e, secondo, hanno interpretato il fatto che non sia avvenuta (ancora) nessuna guerra come prova, almeno nelle loro menti, che stare sull’orlo della guerra è un esercizio abbastanza sicuro. Eppure, una grande guerra è del tutto possibile in uno dei seguenti luoghi, o anche in più contemporaneamente: (in nessun ordine specifico)

  1. Guerra USA-Cina per Taiwan
  2. Attacco Anglo-Sionista all’Iran
  3. Una guerra che coinvolge i 3B+PU contro la Bielorussia
  4. Una guerra tra Ucraina e LDNR+Russia
  5. Una guerra NATO-Russia nella regione del Mar Nero
  6. Una ripresa di una guerra tra Armenia e Azerbaigian

Come possiamo vedere, tutte queste probabili guerre potrebbero potenzialmente coinvolgere la Russia, direttamente (3,4,5) o indirettamente (1,2,6).

Oggi voglio esaminare le opzioni russe nel gruppo di guerre a coinvolgimento diretto (3, 4 e 5).

La prima cosa che penso sia importante notare è che mentre l’Ucraina non ha alcuna prospettiva di diventare un paese membro della NATO, alcuni stati membri della NATO hanno già adottato le seguenti misure per trasformare l’Ucraina in un protettorato della NATO di fatto:

  1. Sostegno politico pieno e incondizionato al regime Nazista a Kiev e a qualsiasi sua azione
  2. Sostegno economico minimo, quanto basta per mantenere i Nazisti al potere
  3. Consegna minima di armi alle forze ucronaziste
  4. Dispiegamento di piccoli contingenti NATO in Ucraina
  5. Un sacco di teatro Kabuki sul “staremo con voi per sempre a discapito di tutto

Ho già discusso il quinto punto qui, quindi non lo ripeterò tutto qui. Il punto importante nell’elenco è il #4, il dispiegamento di una piccola forza di unità britanniche, svedesi, francesi, statunitensi e altre unità della NATO in Ucraina. Tali piccole forze dispiegate in avanguardia sono denominate “forze trappole”, la cui missione è quella di morire eroicamente innescando così un coinvolgimento automatico (almeno in teoria) del loro paese di origine nella guerra.

Prima di andare oltre, penso di voler condividere con voi un elenco di fatti assiomatici:

  1. La Russia non può essere sconfitta militarmente da nessuna combinazione di forze. Per la prima volta da secoli, la Russia non sta giocando a “recuperare” sui suoi nemici occidentali, ma è in realtà avanti sia con le sue forze convenzionali che con quelle nucleari. Il vantaggio russo è particolarmente evidente nelle sue capacità di deterrenza strategica convenzionale.
  2. L’Occidente, i cui leader sono ben consapevoli di questo fatto, non vuole una guerra aperta con la Russia.
  3. Il blocco 3B+PU vuole la guerra a tutti i costi, sia per ragioni politiche interne che esterne.
  4. In una guerra contro l’Ucraina, la Russia avrà diverse opzioni di contrattacco in cui non avrà bisogno di portare nemmeno un carro armato oltre il confine

I primi tre sono piuttosto incontrovertibili, quindi diamo un’occhiata al 4° punto un po’ più da vicino. Cominciamo esaminando le opzioni di contrattacco russe contro l’Ucraina. Riassumendo grossolanamente, ecco quelle che vedo come le principali opzioni possibili per un contrattacco russo contro l’Ucraina:

  1. Proteggere la LDNR nei suoi attuali confini (linea di contatto) con una combinazione di una no-fly zone, attacchi missilistici contro i centri di comando, controllo, comunicazione e intelligence ucraini, l’uso della guerra elettronica per disorganizzare le forze ucraine, e attacchi molto mirati (dall’interno della Russia) contro i principali quartier generali, depositi di munizioni/carburante, ecc.
  2. Dare copertura alle forze LDNR per liberare completamente le regioni di Donetsk e Lugansk.
  3. Dare copertura alle forze LDNR per liberare completamente le regioni di Donetsk e Lugansk e creare un corridoio terrestre verso l’area Mariupol-Berdjansk-Crimea.
  4. Dare copertura alle forze LDNR per liberare completamente le regioni di Donetsk e Lugansk e creare un corridoio di terra nell’area Mariupol-Berdjansk-Crimea e quindi liberare la costa ucraina lungo l’asse Kherson-Nikolaev-Odessa.
  5. La liberazione di tutte le terre sulla riva sinistra orientale del fiume Dnepr (comprese le città di Kharkov, Poltava, Dniepropetrovsk, Zaporozhie e altre).
  6. La liberazione dell’intera Ucraina

In termini puramente militari, queste sono tutte opzioni fattibili. Ma guardare a questo problema da un punto di vista puramente militare è altamente fuorviante. Ma prima, sulle forze trappola della NATO.

I comandanti USA/NATO non sono troppo brillanti, ma sono abbastanza intelligenti da capire che in caso di un contrattacco russo queste forze verrebbero spazzate via, coinvolgendo così potenzialmente tutta la NATO in quella che potrebbe essere un’enorme guerra continentale. Non è quello che vogliono.

Quindi il vero scopo di queste forze trappola sarebbe quello di creare un’isteria anti-russa abbastanza potente da trasformare l’Occidente (attualmente disorganizzato e profondamente disfunzionale) in un unico blocco anti-russo unito. In altre parole, queste forze trappola presentano una sfida politica al Cremlino, non militare. Detto questo, dobbiamo esaminare una serie di fattori non militari assolutamente cruciali.

  1. Qualunque territorio la Russia liberi dalle forze Naziste, dovrà ricostruirlo economicamente, proteggerlo militarmente, e riorganizzarlo politicamente. Più territorio sarà liberato, più acute diventeranno queste pressioni.
  2. Sono già passati 30 anni da quando l’Ucraina ha deciso di diventare un’anti-Russia, e ora c’è un’intera generazione di ucraini completamente sottoposti a lavaggio del cervello che credono davvero in ciò che i media ucronazisti e le fonti della propaganda che promuovono la “democrazia” o la “società civile” hanno detto loro. Il fatto che molti di loro parlino meglio il russo che l’ucraino non cambia minimamente questo fatto. Anche se gli ucraini non possono fermare l’esercito russo, possono sicuramente organizzare e sostenere un’insurrezione anti-russa che la Russia dovrebbe sopprimere.
  3. Economicamente, l’Ucraina è un buco nero: puoi lanciarci quello che vuoi, in qualsiasi quantità, e tutto semplicemente scomparirà. La nozione di “aiuto economico all’Ucraina” è semplicemente ridicola.
  4. L’Ucraina è un’entità artificiale che non è mai stata, e mai sarà, praticabile, almeno non nei suoi attuali confini.

Per questi motivi sostengo che sarebbe estremamente pericoloso per la Russia fare il passo più lungo della gamba. Come il miglior (di gran lunga) analista politico dell’Ucraina, Rostislav Ishchenko, ha dichiarato in un’intervista la scorsa settimana: “Putin non può salvare l’Ucraina, ma sicuramente può rovinare la Russia [se ci proverà]” – e sono totalmente d’accordo con lui.

Qualunque pretesa legale possa essere avvolta attorno ad una liberazione russa dell’Ucraina, la realtà è che qualunque terra la Russia libererà, sarà poi proprietaria, e dovrà amministrarla.

Perché la Russia dovrebbe voler reimporre legge e ordine all’interno di un buco nero?

Poi c’è questo: mentre storicamente gli ucraini non sono altro che “russi sotto occupazione polacca”, gli ultimi 30 anni hanno creato una nuova nazione molto diversa. In effetti, sostengo che abbiamo assistito a una vera etnogenesi, la nascita di una nuova nazione la cui stessa identità è russofoba al suo interno. Sì, parlano il russo meglio dell’ucraino, ma parlare la lingua del tuo nemico non ha impedito all’IRA, all’ETA o agli Ustascia di odiare quel nemico e di combatterlo per decenni. Per molti versi, i moderni ucraini non sono solo non russi, sono antirussi par excellence: li considero polacchi, con vyshivankas [la tradizionale camicia ricamata ucraina] al posto delle piume.

La Crimea è stata solidamente filorussa in tutta la sua storia. Il Donbass era inizialmente piuttosto felice di far parte dell’Ucraina, anche nel primo periodo post-Maidan, quando le proteste furono organizzate sotto le bandiere ucraine. Quelle bandiere sono state successivamente scambiate con bandiere della LDNR/russe, ma solo dopo che Kiev ha lanciato un’operazione militare contro il Donbass. E più si va a ovest, più chiara è questa distinzione. Come disse una volta un comandante della LDNR, “più andiamo a ovest, meno siamo visti come liberatori e più come occupanti”.

Il punto cruciale è questo: non importa cosa voi, o io, o chiunque altro pensi delle parti costitutive della nuova identità nazionale ucraina, possiamo riderci sopra quanto vogliamo, ma finché loro la prendono sul serio, e abbastanza di loro lo fanno, allora questa è una realtà che non possiamo semplicemente trascurare o allontanare.

L’altro punto che spesso viene trascurato è questo: il Banderastan ucronazista è già quasi crollato. Sì, nel centro di Kiev le cose sembrano più o meno normali, ma tutti i rapporti dal resto del paese indicano la stessa realtà: l’Ucraina è già uno stato fallito, totalmente deindustrializzato, dove regnano caos, povertà, criminalità e corruzione. Lo stesso sta diventando vero anche per i sobborghi di Kiev.

Quando osservo quanto siano lenti gli sforzi russi per riorganizzare (in realtà, aggiustare) la Crimea, non per colpa dei russi, tra l’altro, mi ritraggo con orrore al pensiero di ciò che servirebbe alla Russia per ri-civilizzare e ri-sviluppare QUALSIASI parte liberata dell’Ucraina.

La Russia è tipicamente paragonata a un orso, e questa è un’ottima metafora su molti livelli. Ma nel caso dell’Ucraina, vedo la Russia come un serpente e l’Ucraina come un maiale: il serpente può facilmente uccidere quel maiale (con veleno o per costrizione), ma quel serpente non può digerire quel maiale morto, è semplicemente troppo grande.

Ma ecco il singolo fatto più importante di tutta questa situazione: il Banderastan ucraino sta morendo, la maggior parte del suo corpo è già necrotico, quindi non c’è assolutamente bisogno che il serpente russo faccia qualcosa (a parte ritirarsi in un angolo pronto a colpire, in posizione arrotolata, e sibilare a voce alta: “attaccami e sei morto!” Putin l’ha già detto tante volte).

Eppure, e se anche fosse? E se i Nazisti, spinti dai loro protettori “democratici”, lanciassero un attacco? A quel punto la Russia non avrà altra scelta che colpire, usando le sue armi da attacco (missili, artiglieria, missili da crociera a lungo raggio, ecc.). Dal momento che possiamo tranquillamente presumere che i russi abbiano provato esattamente un tale contrattacco, possiamo aspettarci che sia rapido e devastante. L’elenco degli obiettivi includerà: forze ucraine in avanzamento, basi aeree e qualsiasi aeromobile (con o senza equipaggio) in decollo, qualsiasi imbarcazione ucraina in avvicinamento all’area delle operazioni, nodi di comunicazione, depositi di rifornimenti, strade, ponti, posizioni fortificate, ecc., obiettivi da colpire in una volta, ma colpirli in una volta è anche il metodo più sicuro ed efficace per raggiungere rapidamente l’obiettivo immediato di fermare qualsiasi possibile avanzata ucraina sulla LDNR. Questa fase iniziale durerà meno di 24 ore.

[Nota a margine: la guerra moderna non è la Seconda Guerra Mondiale, non vedrete migliaia di carri armati e una chiara linea del fronte ma, piuttosto, vedrete attacchi in tutta la profondità strategica del lato nemico, intense manovre di fuoco e l’uso di gruppi tattici di battaglione]

Se ciò dovesse accadere, è probabile che le forze della NATO si sposteranno nell’Ucraina occidentale, non per “proteggerla” da un attacco russo che non arriverà mai, ma per prendersi più Ucraina possibile e metterla sotto controllo. Il pretesto per una tale mossa della NATO sarebbe la distruzione (parziale o totale) delle forze trappola. La NATO potrebbe anche dichiarare la propria no-fly zone sull’Ucraina occidentale, che i russi non avranno bisogno di sfidare. Infine, l’Occidente si unirà felicemente contro la Russia e reciderà tutti i legami economici, diplomatici e di altro tipo per “isolare e punire la Russia”. Non prendiamoci in giro, questo danneggerebbe l’economia russa, ma non in modo sufficiente a spezzare la volontà russa.

Poi verrà la grande domanda: fino a che punto dovrebbe spingersi la Russia?

Sono fiducioso che questo sia già stato deciso, e sono altrettanto fiducioso che la Russia non seguirà le opzioni 4, 5 e 6 di cui sopra. L’opzione 1 è scontata, possiamo metterla in banca (a meno che le sole forze LDNR non siano sufficienti per fermare un attacco ucraino). Il che lascia le opzioni 2 e 3 come “possibili”.

Quindi qui voglio suggerire un’altra opzione, quella che chiamerei la “rotta meridionale”: mentre la linea di contatto tra LDNR e Banderastan può essere spinta un po’ più a ovest, non credo che le forze russe dovrebbero liberare nessuna delle principali città dell’Ucraina centrale (Kharkov, Poltava, Dniepropetrovsk, Zaporozhie). Invece, penso che dovrebbero avvolgere queste forze con una mossa lungo la costa fino a tutta la Crimea (fino a Perekop) e forse anche fino, ma non nella, città di Kherson. Naturalmente, per raggiungere questo obiettivo, sarebbe necessario portare una forza abbastanza grande nel triangolo Voronezh-Kursk-Belgorod per costringere gli ucraini a stanziare forze nel loro nordest. La flotta russa del Mar Nero potrebbe anche condurre operazioni lungo tutta la costa ucraina, anche vicino a Nikolaev-Odessa per costringere gli ucraini ad allocare le forze alle difese costiere, alleggerendo così il carico sulle forze russe dirette verso Kherson.

[Nota a latere: intendiamoci, le forze della LDNR non possono condurre un’operazione così profonda senza rischiare l’accerchiamento e la distruzione. Quell’operazione può essere eseguita solo ad un costo relativamente basso dalle forze armate russe, inclusa la Flotta del Mar Nero]

In uno scenario del genere, la Bielorussia potrebbe trasformarsi in una “minaccia silenziosa dal nord” che costringerebbe ulteriormente gli ucraini a stanziare forze ai loro confini settentrionali, facendo sentire questi ultimi come avvolti da tenaglie strategiche.

E Odessa?

Odessa è una città unica sotto molti aspetti, e la sua popolazione è generalmente filo-russa. È anche una città che avrebbe un enorme potenziale economico se gestita da persone sane. Tuttavia, Odessa è anche una città simbolica per i Nazisti, che hanno compiuto grandi sforzi per controllarla. E quindi, Odessa è una delle poche città dell’Ucraina occupata dai Nazisti che potrebbe insorgere contro il loro occupante, specialmente mentre le forze russe si muovono lungo la costa verso di essa. Qui è dove la Russia potrebbe, e dovrebbe, essere coinvolta, ma non prendendo la città in stile Seconda Guerra Mondiale, ma sostenendo e spalleggiando le organizzazioni filo-russe a Odessa (principalmente usando le sue forze speciali e, quando necessario, la potenza di fuoco della Flotta del Mar Nero).

Quale sarebbe l’esito di una simile guerra?

Uno dei lati negativi: l’Occidente si unirebbe nel suo odio tradizionale per la Russia, e la Russia sarebbe colpita economicamente. Non è irrilevante, ma ritengo che questo scenario è già in divenire anche se la Russia non fa assolutamente nulla. Quindi, questa inevitabile realtà dovrebbe essere accettata dalla Russia come condizione sine qua non per la sua sopravvivenza come nazione sovrana.

Che dire del groppone Banderastan (stiamo parlando dell’Ucraina centrale)?? Finirebbe per trovarsi in condizioni persino peggiori di oggi, ma la Russia non dovrebbe pagare le bollette per questo pasticcio. Prima o poi, si sarebbe verificata un’insurrezione o una guerra civile, che avrebbe messo un tipo di ucraini contro un altro, e se uno di loro si fosse rivolto contro la Russia o contro le parti liberate dell’Ucraina, la Russia avrebbe potuto semplicemente usare le sue armi da attacco per scoraggiare rapidamente eventuali tentativi del genere.

Allora, quanto siamo vicini alla guerra?

Risposta breve: molto. Basta ascoltare questa recente conferenza stampa di Lavrov. E non è solo Lavrov, molti commentatori politici e analisti esperti in Russia stanno sostanzialmente dicendo che il problema non è “se” ma “quando” e, quindi, “come”. Penso che la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza della Russia sia il modo suicida in cui i veri (storici) europei hanno permesso ai 3B+PU di stabilire l’agenda per l’UE e la NATO. Oh certo, se l’NS2 andrà avanti, come probabilmente succederà ancora, i russi saranno felici di vendere energia all’Europa. Ma in termini di autonomia, l’unica potenza con cui la Russia è disposta a parlare sono gli Stati Uniti, come testimoniano le recenti visite della Nuland e di Burns a Mosca. Rendiamo la cosa molto molto chiara qui:

la Russia non vuole la guerra. In effetti, la Russia farà tutto ciò che è in suo potere per evitare una guerra. Se una guerra non può essere evitata, la Russia ritarderà l’inizio di quella guerra il più possibile. E se questo significa parlare con gente come la Nuland o Burns, allora è qualcosa che i russi faranno volentieri. E hanno assolutamente ragione (non parlare con il nemico è un disturbo mentale occidentale, non russo).

Come dico da quasi 2 anni, l’Impero è già morto. Gli Stati Uniti come li conoscevamo sono morti il 6 gennaio. Ma gli USA dopo il 6 gennaio esistono ancora e, a differenza degli europei, le classi dirigenti statunitensi hanno ancora autonomia. Basta guardare pagliacci come Stoltenberg, Borrell, Morawiecki o Maas: questi sono tutti piccoli burocrati, plancton da ufficio se volete, che potrebbero avere le capacità per gestire un’agenzia di autonoleggio, forse un motel, ma non veri leader che chiunque al Cremlino prenderà sul serio. Potete odiare la Nuland o Burns quanto volete, ma queste sono persone serie e pericolose, ed è per questo che la Russia è disposta a parlare con loro, soprattutto quando la richiesta di simili negoziati è stata avanzata dagli Stati Uniti (i russi non possono davvero parlare con pagliacci come Biden o Austin, che sono solo figure di pubbliche relazioni).

Una cosa merita di essere menzionata qui: la gente del dopo-Banderastan e cosa le accadrà.

In realtà, penso che l’Ucraina sia totalmente irrecuperabile in fase terminale, e l’unico buon piano per chiunque viva ancora lì sia fare ciò che milioni di ucraini hanno già fatto: fare le valigie e andarsene. Poiché la maggior parte della forza lavoro ucraina non qualificata viveva nelle regioni occidentali dell’Ucraina, preferiranno naturalmente trasferirsi nell’UE per lavorare come tassisti, idraulici, domestiche e prostitute. Allo stesso modo, poiché la maggior parte della forza lavoro ucraina qualificata proviene dall’Ucraina meridionale e orientale, si accontenterà di essere liberata dalla Russia o si trasferirà in Russia per lavorare come ingegneri, medici, specialisti IT o persino operai edili. La Russia ha bisogno di una forza lavoro così vicina culturalmente e qualificata, e ottenere posti di lavoro (e passaporti) per essa sarà un gioco da ragazzi per il Cremlino. È vero, ciò che resterà di questa Ucraina post-Banderastan non sarà un bel vedere: un paese povero, corrotto, la cui gente lotterà per sopravvivere con un sacco di idee politiche sciocche che galleggeranno in giro. Ma questo non sarà comunque un problema della Russia, mentre la principale minaccia per la Russia, un Banderastan unito che diventa un poligono di addestramento della NATO proprio oltre il confine russo, semplicemente evaporerà, morendo delle sue stesse emissioni tossiche. E se altri ucraini vogliono trasferirsi in Russia (o nell’Ucraina libera), allora la LDNR e le autorità russe potranno decidere caso per caso “vogliamo queste persone qui o no?”. Quegli ucraini che sono rimasti veri ucraini saranno i benvenuti in Russia, mentre agli ucronazisti sarà negato l’ingresso, e arrestati se ci provano ancora.

Addendum: le due potenze con dolori fantasma imperiali e sogni di guerra

Sto parlando, ovviamente, del Regno Unito e della Polonia, due attori minori che compensano le loro molto limitate capacità reali con un flusso infinito di dichiarazioni rumorose. Per lo più, stanno solo “giocando a fare l’impero”. Entrambi questi paesi sanno esattamente che una volta erano veri imperi, e perché oggi sono piuttosto irrilevanti: incolpano gran parte del loro decadimento alla Russia, e quindi il loro sogno è vedere la Russia, se non sconfitta, almeno col naso sanguinante. E, naturalmente, in piedi sulle spalle degli Stati Uniti, entrambi questi paesi pensano a se stessi come giganti: sicuramente recitano la parte con molta gravitas e pompa.

Infine, la loro leadership è abbastanza degenerata (complesso di inferiorità compensato da un narcisismo folle) da non avere nemmeno il buon senso di base di chiedersi se colpire l’orso russo sia una buona idea o meno. Più di ogni altro membro della NATO, questi paesi blateranti hanno bisogno di un buono schiaffo per essere riportati alla realtà. È impossibile prevedere se questo smacco arriverà sotto forma di un incidente in Ucraina o se accadrà altrove, ma una cosa è certa: il Regno Unito e la Polonia sono (ancora una volta!) i due paesi che vogliono, direi anche diciamo, hanno bisogno, di una guerra con la Russia più di chiunque altro (esempio uno, esempio due [entrambi i link in inglese]). Trovo quindi piuttosto probabile che, prima o poi, la Russia dovrà affondare una nave britannica/polacca o abbattere uno/diversi aerei britannici/polacchi, il che dimostrerà al mondo, compresi britannici e polacchi, che né il Gli Stati Uniti, né la NATO né nessun altro entreranno seriamente in guerra con la Russia per i sottoposti dell’Impero. Sì, ci saranno tensioni, forse anche scontri locali, e tonnellate e tonnellate di verbosità minacciosa, ma nessuno vuole morire per queste due iene d’Europa (Churchill si è dimenticato di citarne una), e nessuno lo farà mai.

Conclusione: guerra all’orizzonte

In questo momento, siamo già nel profondo del periodo prebellico e, come una persona che pattina sul ghiaccio sottile, ci chiediamo se il ghiaccio si romperà e, in caso affermativo, dove accadrà. In poche parole, i russi hanno due opzioni:

  • Una risposta verbale
  • Una risposta fisica

Stanno provando la prima come meglio possono fare da almeno 7 anni, se non di più. Putin ha scambiato lo spazio con il tempo, e questa è stata la decisione corretta considerando lo stato delle forze armate russe prima, all’incirca, del 2018. Anche l’elezione di Trump è stata un dono del cielo per la Russia, perché mentre l’Uomo Arancione minacciava il pianeta a destra e a manca, lo ha fatto senza iniziare una guerra su vasta scala contro la Russia (o, se è per questo, Iran, Cina, Cuba, Iran e Corea del Nord). Entro la fine del 2021, tuttavia, la Russia si è ritirata il più possibile. La buona notizia ora è che la Russia ha l’esercito più moderno e capace del pianeta, mentre l’Occidente è molto impegnato a commettere un suicidio politico, culturale ed economico.

Secondo gli analisti statunitensi, entro il 2025 gli USA non saranno in grado di vincere una guerra contro la Cina. Francamente, penso che questa nave sia già salpata molto tempo fa, ma quella semi-ammissione è un tentativo disperato di creare il clima politico per mettere in cerchio i carri prima che la Cina diventi ufficialmente la seconda nazione che gli Stati Uniti non possono sconfiggere; la prima è, ovviamente, la Russia (includerei anche l’Iran e la Corea del Nord in quella lista). Quindi tutto l’attuale atteggiarsi degli Anglo nel Mar Nero (che è anche molto più pericoloso per le navi USA/NATO rispetto ai mari cinesi) è proprio questo: atteggiarsi. Il rischio principale è che non sono affatto convinto dall’idea che “Biden” possa tenere a freno i britannici o i polacchi, soprattutto perché questi ultimi sono entrambi membri della NATO che si aspettano sinceramente che la NATO li protegga (dovrebbero chiedere a Erdogan prima). Ma, naturalmente, non esiste davvero una cosa come la “NATO”: ci sono solo gli Stati Uniti e i suoi stati vassalli in Europa. Se i due aspiranti imperi innescassero una vera guerra, tutto ciò che servirebbe è un singolo attacco missilistico convenzionale russo da qualche parte nel profondo degli Stati Uniti continentali (anche in una località desertica) per convincere la Casa Bianca, il Pentagono o la CIA ad “adeguarsi al programma” e cercare una soluzione negoziata, lasciando i britannici e i polacchi completamente disgustati e a fare la figura degli stupidi. Non credo che nient’altro possa riportare quei due paesi al senso della realtà.

Quindi sì, la guerra sta arrivando, e l’unica cosa che può impedirla sarebbe una sorta di accordo tra Russia e Stati Uniti. Succederà? Ahimè, non vedo nessun presidente degli Stati Uniti fare un accordo del genere, dal momento che chiunque sia al potere viene accusato dall’altra parte di “debolezza”, “essere una risorsa russa” e tutto il resto delle chiacchiere da sventolabandiere che arrivano da tutti i politici statunitensi, soprattutto al Congresso. Un possibile fattore attenuante è che i politici statunitensi sono anche determinati a confrontarsi con la Cina, anche durante i prossimi giochi olimpici, e se queste tensioni continueranno ad aumentare, allora gli Stati Uniti vorranno che la Russia almeno non rappresenti una minaccia diretta per gli interessi degli Stati Uniti in Europa e nel Pacifico. Quindi forse Putin e Xi possono giocare insieme, assicurandosi che ogni giorno che passa lo Zio Shmuel diventi ancora più debole, mentre Russia e Cina diventano ancora più forti. Forse quella strategia potrebbe evitare una guerra, almeno una grande guerra. Ma quando ascolto la verbosità che esce dal Regno Unito + 3B + PU, ho poche speranze che i pazzi in Europa possano essere allontanati dall’orlo del precipizio.

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 18 novembre 2021
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

http://sakeritalia.it/attualita/le-opzioni-russe-in-un-mondo-diretto-verso-la-guerra/