Vasilij Kandinskij, con alle spalle il suo quadro Composizione VIII


Francesco Cecchini


“L’ arte non è l inutile creazione di cose che svaniscono nel vuoto, ma è una forza che ha un fine…”. Vasilij Kandinskij
Vasilij Kandinskij fu un pittore rivoluzionario, che produsse opere d’ arte di valore e importante fu il suo pensiero su forma e colore. Collaborò anche con molti altri grandi artisti. A Monaco di Baviera fondò, tra il 1909 e il 1913, prima la Nuova Associazione degli artisti di Monaco, poi il movimento artistico Il Cavaliere Azzurro, le cui mostre annoverano, tra i partecipanti, Pablo Picasso, Paul Klee, André Derain e Emil Nolde. Kandinsky e il gruppo di artisti con cui collaborò proposero un rinnovamento dell arte a partire dalle sue origini.
Non fu certo un militante politico rivoluzionario, ma dette un suo contributo artistico ai primi anni della rivoluzione sovietica dal 1917 al 1921.
La Rivoluzione di Ottobre segnò, innanzitutto all’ inizio, una profonda svolta per l arte russa. Questa fase ebbe due grandi promotori: Anatoliij Lunacharskij e Maksim Gorkij. Il primo, Commissario per l Educazione, era un menscevico, quindi intellettualmente estraneo ai furori ideologici della componente bolscevica del partito. Il secondo, Maksim Gorkij , si compiaceva di esercitare sulla intelligencija russa una funzione pontificale. Insieme e con l aiuto di Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov, il cui vero cognome era Malinovskij, professore di economia all’ università di Mosca e direttore della nuova Accademia Sovietica di Scienze Sociali, i promotori dell arte sovietica fecero in modo affinché gli intellettuali e gli artisti potessero esprimere liberamente il loro talento.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Kandinskij rientrò in Russia. Qui, dopo la rivoluzione del 1917, viene chiamato, innanzitutto da Lunacharsky a ricoprire importanti cariche pubbliche nel campo dellarte. Creò l Istituto per la Cultura Pittorica e fonda lAccademia di Scienze Artistiche. Partecipò al clima avanguardistico russo che in quegli anni conobbe importanti fermenti con la nascita del Suprematismo e del Costruttivismo.
Tuttavia, avvertita l imminente svolta normalizzatrice, che avrebbe di fatto tolto spazio alla ricerca delle avanguardie, nel 1921 ritornò in Germania e non farà più ritorno in Russia. Nel 1922 venne chiamato da Walter Gropius ad insegnare al Bauhaus di Weimar. Questa scuola di arti applicate, fondata nel 1919 dall architetto tedesco, svolse un ruolo fondamentale nel rinnovamento artistico europeo degli anni 20 e 30.

La Piazza Rossa
Mia madre era nata a Mosca e incarnava tutte le caratteristiche di questa città: una bellezza seria e severa, una semplicità di razza, unenergia naturale, una sensibilità forte e personale, una calma solenne e maestosa, un dominio di sè quasi eroico, un misto di convenzioni tradizionali e di vera libertà spirituale.” Vasilij Kandinskij

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

Un pensiero su “KANDINSKIJ E LA RIVOLUZIONE SOVIETICA, DAL 1917 AL 1921.”

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