Antonio Julio Mella


Francesco Cecchini


“…Mella è stato uno dei dirigenti più autorevoli del movimento rivoluzionario dellAmerica Latina. Cubano di nascita ha iniziato la sua attività nel movimento rivoluzionario organizzando gli studenti in gruppi di sinistra. Grazie a lui, fu creata a Cuba un Università Popolare per i lavoratori. Poco dopo capì che il suo miglior servizio per la causa rivoluzionaria sarebbe stato quello di dedicare tutto il suo sapere, tutte le sue capacità, alle lotte politiche ed economiche del proletariato. È stato uno dei fondatori del Partito Comunista di Cuba e uno dei più prestigiosi dirigenti del movimento antimperialista latinoamericano….” Tina Modotti a Mosca nel terzo anniversario dell’ assassinio di Antonio Julio Mella
Antonio Julio Mella ha avuto una vita da rivoluzionario a Cuba e in Messico, breve, ma intensa.
Nel 1925 durante una commemorazione per gli studenti di medicina ingiustamente fucilati dal governo coloniale spagnolo nel 1871, ulio Antonio Mella fu arrestato e imprigionato con la falsa accusa di aver messo della dinamite in un teatro dell’ Avana. Mella per protesta iniziò uno sciopero della fame e ottenne l’ appoggio della popolazione, che si mobilitò e costrinse il dittatore Machado a liberarlo. Ma essendo diventatato un simbolo della rivolta e avendo la vita in pericolo abbandonò Cuba e andò in Messico. Anche in Messico continuò l’ attività rivoluzionaria unendosi al Partito Comunista, lavorò come giornalista per El Machete, organo di quel partito, partecipò a diverse campagne a favore dei contadini e degli operai. A Città del Messico conobbe ed ebbe un’ intensa relazione con la fotografa Tina Modotti, anche lei comunista e militante rivoluzionaria. Mella chiamava Tina “Tinissima. Il 10 gennaio mentre lui e Tina rientravano a casa due killer assoldati dal dittatore Gerardo li raggiunsero e colpirono Mella alla schiena. Morì tra le braccia di Tina Modotti e sembra che le sue ultime parole furono: ” Muoio per la rivoluzione”. L’ amore di Tina per Julio Antonio durò tutta la vita, quando nel 1942 morì a Città del Messico aveva nella borsetta una sua foto.
I suoi funerali a Città del Messico furono una dimostrazione di massa di dolore. Quattro contadini fecere da guardia d’ onore al feretro. Le ceneri rimasero nelle mani dei suoi compagni del Partito Comunista messicano. Oggi si trovano in un monumento che si innalza di fronte all’ Università dell’ Avana.
Il link con un articolo su Antonio Julio Mella pubblicato su Ancora Fischia il Vento è il seguente.
https://www.ancorafischiailvento.org/2020/04/10/ricordando-julio-antonio-mella-un-rivoluzionario-cubano

Julio Antonio Mella, alle spalle un’ immagine del suo funrale a Città del Messico

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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