Maurizio Acerbo

“Il caso Djokovic è un sintomo del comunismo sanitario“, a dirlo è stato il vicedirettore de La verità, Francesco Borgonovo, tra i maître-à-penser dei sovranisti a corrente alternata di casa nostra.

Prossimi passi: espropriare Big Pharma e produrre vaccini per tutta l’umanità a basso costo, mandare Draghi ai lavori forzati negli ospedali in Grecia, isolare i paradisi fiscali e far pagare le tasse a miliardari e multinazionali, assunzioni di massa a tempo indeterminato nella sanità, nei trasporti e nella scuola per farla finita con liste d’attesa, classi pollaio, bus sovraffollati, ecc. ecc.

L’ho sempre saputo che il comunismo fa bene alla salute.

Il comunismo sanitario

È davvero un complimento per noi comunisti che l’ultradestra mondiale definisca comunismo le misure per proteggere la salute della popolazione.

Da quando è cominciata la pandemia l’ultradestra mondiale, che ha il suo centro negli USA di Trump e Bannon, ha lanciato la sua campagna di contrasto alle misure di contenimento del contagio in nome della sua ideologia ultraliberista e antistatalista (lo stato per loro deve sparare alla gente ma non curarla).

Per loro il distanziamento sociale, le mascherine, le chiusure, i vaccini non sono altro che comunismo. Non a caso negli USA il 50% dei Repubblicani non si è vaccinato.
Gli epigoni italiani ovviamente ripetono come pappagalli.

Anche la stupidaggine del paragone con la stella gialla imposta agli ebrei non è un’originale idea italiana. La prima a fare il vergognoso paragone è stata una congressista dell’ultradestra repubblicana seguace di Qanon 

QAnon, la congiura dei cretini

Purtroppo non è vero quel che scrivono e governi come quello Draghi o Macron non hanno nulla di comunista e neanche di sinistra. Anzi si tratta di politici che da anni sono all’assalto dello stato sociale e portatori di un modello neoliberista.

Altrimenti l’Unione Europea non continuerebbe a porre il veto in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio alla moratoria sui brevetti dei vaccini per difendere i profitti delle multinazionali.
Però una cosa è vera: il comunismo fa bene alla salute.

Senza il movimento operaio socialista/comunista non avremmo conquistato in tutta Europa il diritto alla cura per tutte/i da parte del servizio sanitario nazionale. Infatti negli USA non c’è proprio perchè non hanno mai avuto sindacati e partiti di massa apertamente socialisti e comunisti.

Non a caso i difensori più feroci della sanità privata a pagamento negli USA sono proprio quelli dell’ultradestra che accusano di comunismo Bernie Sanders quando propone di garantire l’assistenza sanitaria a tutti e di far pagare più tasse ai miliardari.

Demonizzare qualsiasi regolazione statale – strumentalizzando anche la statofobia antiautoritaria di sinistra – è essenziale per i super ricchi che non vogliono pagare molte tasse e non vogliono forti legislazioni che limitino i movimenti di capitale, tutelino il lavoro o l’ambiente, ecc.

Non a caso negli USA è più facile comprare un mitra che iscriversi a un sindacato.
Per capire questo neoliberismo reazionario che arriva da decenni dagli USA consiglio l’ultimo libro di Marco D’Eramo, Dominio, Feltrinelli 2021.

Noi contrastiamo da sempre Draghi perchè è un’esponente di quella classe dirigente capitalistica che da decenni sta smontando il modello sociale europeo (frutto del compromesso tra capitale e lavoro reso possibile dalla forza del movimento operaio nel dopoguerra e dalla minaccia comunista) e non simpatizziamo per chi è ancor più a destra.

Questi sono più neoliberisti di Draghi e scambiarli per antisistema è un pericoloso errore.

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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