Banchetto per le primarie popolari della sinistra


Francesco Cecchini


Manca poco alle elezioni predenziali in Francia. Il primo turno si svolgerà domenica 10 aprile 2022 e nel caso nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta il ballottaggio tra i due candidati più votati si terrà il 24 aprile.
Le primarie popolari sono elezioni primarie francesi avviate da attivisti indipendenti per designare un candidato comune di sinistra per le elezioni presidenziali del 2022. Le primarie hanno lo scopo di far vincere l’ ecologia e la giustizia sociale e si terranno tra il 27 e il 20 gennaio.
Sono stati proposti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 15 gennaio, sette politici che saranno sottoposti alla valutazione degli elettori: Anna Agueb-Porterie, Anne Hidalgo, Yannick Jadot, Pierre Larrouturou, Charlotte Marchandise, Jean-Luc Mélenchon e Christiane Taubira. Gli elettori dovranno valutare ogni candidato e il miglior piazzato sarà dichiarato vincitore. Vengono fornite cinque valutazioni, da insufficiente a molto buono, passando per passabile, abbastanza buono e buono. Tra i principali candidati, solo Christiane Taubira è pronta ad accettare il risultato di questo scrutinio senza precedenti, ma saranno messi ai voti anche gli altri nomi, con o senza il loro consenso. Qualunque sia l’esito della Primaria popolare, per la quale finora hanno confermato la loro partecipazione 120.000 elettori, non tutti i candidati sono disposti ad accettarlo. “Non partecipo alle primarie popolari, l’ ho già detto 100 volte, quindi non mi ripeterò”, ha commentato in particolare Yannick Jadot, candidato ambientalista. E anche il candidato della LFI Jean-Luc Mélenchon ha espresso il suo fastidio: “Combattete tra di voi e lasciatemi in pace!” Anche Anne Hidalgo che lo scorso dicembre era disponibile a partecipare ha recentemente dichiarata che non partecipare. Anne Hidalgo che con il suo programma Oser Paris con l’ appoggio di verdi e comunisti aveva conquistato l’ amministrazione di Parigi non è riuscita a elaborare un Oser la France e ha solo l’ appoggio, più o meno del Partito socialista.

Jean-Luc Mélenchon, Anne Hidalgo e Yannick Jadot, che non parteciperanno alle primarie popolari


A sinistra gli occhi sono puntati su Christiane Taubira che si è fatta politicamente le ossa combattendo frontalmente il Paese di cui vuole diventare presidente: i suoi primi anni di impegno, tra il 1978 e il 1993, sono stati dedicati alla causa dell’ indipendenza della Guyana, in compagnia dell’ uomo che sarebbe diventato padre dei suoi quattro figli, Roland Delannon. E’ stata ministra della Giustizia nel governo del socialista François Hollande. Christiane Taubira ha annunciato ufficialmente il 15 gennaio a Lione la sua candidatura a Lione e il suo programma punta a sovvertire una situazione di “assenza di dialogo sociale” soprattutto assicurando salari più elevati e migliori condizioni nel sistema sanitario e della protezione ambientale.
Comunque il punto debole resta la divisione a sinistra di fronte a una destra più compatta, che vede Emanuel Macron in testa ai sondaggi.

L’ex ministre de la justice Christiane Taubira – La maire de Paris inaugure la promenade Edouard Glissant, à Paris, France, le 21 septembre 2021. © Stéphane Lemouton/Bestimage

Christiane Taubira

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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