– Annalisa Laudicella – 

La mia generazione è stata una delle ultime – forse la penultima – a frequentare il liceo avendo la “grazia” di assistere, senza doverla svolgere, all’esordio dell’alternanza scuola-lavoro. Agli studenti di appena due anni meno di me invece toccò farla nonostante tutte le nostre proteste, l’occasione era troppo buona per essere sprecata: una fonte enorme e continua di lavoro gratuito spacciato, gentilmente, per formazione. Le aziende non avrebbero chiesto di meglio. La scuola avrebbe fatto meglio a svolgere il proprio ruolo formativo.

‌Così è andata avanti in questi sei anni a venire. Ciò significa che tutti gli studenti iscritti dal 2016 in poi hanno conosciuto e conservano il ricordo di una scuola con annessa l’alternanza; al primo anno ne hanno già sentito parlare dagli studenti più grandi fino al loro ultimo, in cui avranno fatto lo stesso con quelli più piccoli. Un’intera generazione di studenti, dal primo al quinto anno, è già passata da scuola vedendo l’alternanza come qualcosa che si deve fare appena arriva il proprio turno, come già altri hanno fatto prima di loro.

Quando qualcosa entra nella propria routine si rischia di considerarla normale, soprattutto se si è in tanti a farla. Il sole e la luna si alternano in modo naturale, il lavoro e la scuola è bene che restino fasi distinte nella vita di una persona. Il danno più grosso viene fatto agli attuali e futuri studenti, che oscillano tra il pensare che la normalità sia questa, il credere che si possa essere fortunati o sfortunati nel tipo di alternanza da svolgere o che valga la pena impegnarsi a proporre qualche progetto interessante per migliorarla, magari alcuni sono così ottimisti da pensare che un po’ di impegno in più apra le strade al merito e che quindi dipende da noi. Come è dipeso da Lorenzo?

‌Non conosco più nessuno che frequenta il liceo ma se lo potessi fare gli direi che la normalità a scuola non è affatto questa. I morti sul lavoro non sono incidenti, sono spietati omicidi calcolati e previsti, frutto di tagli alla sicurezza dei lavoratori già sfruttati, in nome del dio denaro. Non vi abituate mai a considerare la morte di un coetaneo un incidente, è il preludio per ignorare la morte di un collega lavoratore. Per ognuna di esse c’è più di un semplice responsabile, c’è un’intera gestione corrotta che nel vostro caso svende la cultura al profitto, anticipando i tempi per aumentare la produttività. Si alza la soglia di sopportazione, facendovi adattare prima alle condizioni di lavoro che vi aspettano.

Verrà il momento in cui si dovranno prendere delle scelte lavorative, ma il periodo trascorso a scuola deve rimanere separato da questo, deve servire come occasione di confronto e crescita, per formare la nostra identità, per comprendere cosa significa dignità umana e non per familiarizzare col servilismo. Non c’è alcun motivo che possa tenere conto del benessere degli studenti e allo stesso tempo promuovere la loro iniziazione al mondo del lavoro a 16 anni. E se vi hanno detto che il vostro lavoro è necessario o utile, diffidate da questa retorica: se è necessario ci sono tantissimi disoccupati pronti a lavorare, ma i padroni non vogliono prendersi responsabilità con loro perché i lavoratori si pagano, gli studenti, invece, si “educano” gratis.

Era da anni che le aziende cercavano di infilarsi a scuola, di ottenere potere decisionale sugli obiettivi formativi da raggiungere. Non è passato così tanto da quando l’alternanza è entrata in vigore, ma occorre subito intervenire affinché non faccia da precedente per queste vere e proprie ingerenze delle aziende nell’ambito scolastico. Se non si torna indietro immediatamente il prossimo passo dopo la normalizzazione sarà avanti, sempre più verso l’azienda.

‌Agli studenti come al solito tocca l’ultima mossa e la più difficile. Se vi si chiede di essere abbastanza grandi da poter lavorare, significa che lo siete senz’altro per poter decidere da soli come venga gestita la vostra istruzione. Siete gli unici che possono agire liberi e con il sincero obiettivo di migliorare realmente la scuola pubblica, tutti gli altri avranno qualche interesse esterno a guidarli. Migliorate la scuola non l’alternanza, quella va eliminata subito e sfanculati i suoi promotori

https://www.pressenza.com/it/2022/01/sfanculiamo-lalternanza-miglioriamo-la-scuola-non-si-puo-morire-per-il-lavoro/

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy