Il senatore Iván Cepeda tiene un cartello che dice “Pace totale”, durante l’insediamento del nuovo Congresso nazionale colombiano.


Francesco Cecchini

Lo scorso 30 agosto a Bogotá, il ministro dell’Interno colombiano, Alfonso Prada, ha presentato al congresso (bicamerale) un disegno di legge per raggiungere la pace totale nel Paese. L’ulteriore iniziativa modifica ed estende la legge 418 del 1997, con l’obiettivo di definire questa nuova politica del governo di Gustavo Petro, per garantire la sicurezza umana e la costruzione della pace totale. Prada ha spiegato che tale progetto trasforma la strategia di pace in politica dello Stato e ciò implica che dia carattere all’Accordo del 2016 in modo che non venga interrotto nella fase di attuazione e adeguamento. Anche, per quelli che sono in corso, collegare i seguenti governi nella continuità di quello che è un diritto e un dovere costituzionale come la ricerca della pace che non è potere esclusivo di un governo, ha aggiunto Prada.
Il presidente Petro ha tra gli obiettivi principali del suo mandato quello di porre fine a tutti i conflitti interni al Paese e raggiungere la pace definitiva, obiettivo che considera trasversale a tutto il suo programma di governo. Uno dei primi passi compiuti in questa direzione, una volta entrato in carica, è stato l’invio di una delegazione a Cuba per esplorare le possibilità di riprendere i negoziati con l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN).
La missione era composta dal ministro degli Esteri colombiano, Álvaro Leyva; l’Alto Commissario per la Pace, Danilo Rueda, e il senatore Iván Cepeda, che presiede la Commissione per la pace del Congresso. Dopo un incontro con i leader dell’ELN all’Avana, Rueda ha annunciato che il governo colombiano riconosce la legittimità della delegazione di dialogo della guerriglia nella ricerca della pace. “Di conseguenza, il governo adotterà tutte le misure politiche e legali nel quadro del diritto interno e del diritto internazionale, per garantire le condizioni che consentano la ripresa dei colloqui con l’ELN, compreso il riconoscimento dei Protocolli”, ha affermato. Il funzionario ha anche ratificato la volontà del governo di Gustavo Petro, di adempiere agli impegni precedentemente assunti dallo Stato colombiano per raggiungere la pace. La ricerca per la costruzione della Pace Totale, parte del rispetto degli Accordi, ha sottolineato in una nota. “Confermiamo che l’ELN condivide la volontà di pace del governo colombiano, che ascolta le voci di molteplici settori della società, che dai territori e da varie istanze chiedono una soluzione negoziata al conflitto armato”, ha affermato il funzionario.
La Pace Totale non sarà né facile né semplice da ottenere, la Colombia è profondamente scossa dalla violenza. Per esempio Indepaz ha recentemente informato che la Colombia ha registrato finora 70 massacri. Inoltre recentemente sono stati uccisi due giornalisti nel nord della Colombia, mentre una terza persona sarebbe gravemente ferita.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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