Premessa. Ho pubblicamente sostenuto un’alleanza fra M5S, Unione Popolare, Sinistra Italiana, Verdi e anche Articolo Uno. Non sarebbe stata una semplice sommatoria ma avrebbe avuto un effetto moltiplicatore perché dava una risposta piena alla domanda di giustizia sociale e ambientale a cui il neoliberismo sposato dal Pd non è in grado di rispondere. Sarebbe stato il vero terzo polo, altro che quei due pericolosi estremisti liberisti di Renzi e Calenda. Nel nostro piccolo alle elezioni comunali del mio paesello una esperienza del genere l’abbiamo costruita e ha preso il 18%.

Ma le cose sono andate diversamente. Conte non ha nemmeno risposto a De Magistris, Articolo Uno si è nascosto dentro la lista del Pd, Sinistra Italiana e Verdi non prendono neanche in considerazione una scelta autonoma. Quindi UP ha fatto benissimo ad andare avanti e De Magistris va ringraziato per averci messo la faccia in un’operazione spericolata.

Di fronte a questo quadro per un elettore di sinistra votare UP è fondamentale per due motivi.

Un motivo aritmetico: ogni voto a Unione Popolare è sottratto alla destra. Perché se Unione Popolare supera lo sbarramento partecipa alla distribuzione dei seggi nella parte proporzionale prendendo 8/9 parlamentari e di conseguenza li sottrae in quota parte alle altre forze, dalla più grande alla più piccola. Con UP al 3% si tolgono dunque seggi alla Meloni che il Pd non è in grado di togliere, dal momento che con la coalizione di centrosinistra al 18 o al 20% e il m5s al 12 o 14% cambia relativamente poco l’assetto parlamentare. Al contrario della misera propaganda per il voto utile del Pd, un voto a Unione Popolare è un voto contro la destra.

E un motivo politico, immediato e di prospettiva.
Nell’immediato un voto a UP è un voto per portare in parlamento una voce di sinistra autentica e permettere l’avvio su basi solide di un processo aggregativo a sinistra – a me piace chiamarlo fronte – che vada oltre gli stessi fondatori di Unione Popolare. Non mi nascondo dietro un dito: con UP sotto al 3% ricostruire una sinistra d’alternativa diventa ancora più difficile.
In prospettiva, Unione Popolare in Parlamento serve anche al M5S per consolidare la sua spinta progressista. Ho l’impressione che Conte abbia scelto di non fare alleanze con l’area della sinistra-sinistra oggi per non essere etichettato in un preciso campo e intercettare voti in tutte le aree politiche e domani per avere le mani libere in Parlamento. E domani Letta non sarà più segretario del Pd e si riaprono i giochi in quella che, ricordiamolo sempre, è una repubblica parlamentare. È in questo preciso momento che una forza di sinistra-sinistra come Unione Popolare può essere estremamente utile al M5S per non cadere di nuovo nell’errore di alleanze spurie, spostarsi davvero a sinistra e mettere in discussione l’agenda neoliberista.

Auguro al M5S di ottenere un buon risultato e domani di collaborare insieme, ma oggi elettori ed elettrici di sinistra dovrebbero votare e far votare Unione Popolare.

Stefano Lugli Prc

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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