Alessandro Orsini: “Un’Italia piena di cretini che commentano la guerra accresce le probabilità che il presidente del Consiglio sia uno stupido.”

Orsini e la guerra dei cretini

Nuova puntata della lunga docufiction su Alessandro Orsini, la guerra e i media. Il professore dal suo pulpito social stavolta tratta il delicato ruolo del “cretino” nell’opinione pubblica.

Molti sottovalutano il ruolo degli stupidi nello sviluppo storico. L’idea prevalente è che gli stupidi debbano essere ignorati, così come i loro commenti demenziali su Facebook o Youtube, ma credo che questa sottovalutazione sia un errore contrario al nostro interesse nazionale per due ragioni principali. 

La prima è che i governanti provengono dalla società italiana. Ne consegue che un’Italia piena di cretini che commentano la guerra accresce le probabilità che il presidente del Consiglio sia uno stupido. Da dove credete che provengano i politici italiani se non dalla società italiana? 

La seconda ragione è che gli stupidi sono contagiosi, soprattutto in democrazia, dove i governanti possono diventare tali se ottengono i consensi. 

Se milioni di italiani – in preda a un tifo calcistico del tipo è una guerra che finisce ai calci di rigore però la Russia ha la panchina corta e l’Ucraina c’ha Shevchenko – pensano stupidamente che per sconfiggere la Russia basti un battito di mani, gli aspiranti governanti dovranno ottenere i voti di milioni di individui incapaci di ragionare.

E così ci ritroviamo con le scimmie urlanti in Parlamento e nei consigli comunali.

Ecco il mio consiglio: caro leone da tastiera, prima di scrivere un commento cretino e triviale, pensa che stai facendo del male all’Italia. 

Pensa che il tuo commento cretino accresce le probabilità di avere una classe dirigente senza luce nel cervello.”

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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