LE COSE MOLTO GRAVI E PREOCCUPANTI

Dopo il voto gravissimo del Parlamento europeo che definisce la Russia ”stato sponsor del terrorismo”, ieri ci sono state due dichiarazioni che rendono la situazione ancora più grave.
Si tratta della dichiarazione del segretario generale della NATO Stoltenberg il quale ha dichiarato che ”L’Ucraina farà parte della NATO”.
E, subito dopo, la dichiarazione di Zelensky: “la guerra non finirà fino a quando la Crimea non sarà liberata”.
In merito alla eventuale adesione dell’Ucraina alla Nato, si tratta di una aperta violazione di tutti gli accordi sottoscritti e di tutte le promesse fatte, fin dai tempi di Gorbaciov, dal 1989 ad oggi.
Per quanto riguarda poi la Crimea nessuno, nemmeno in Occidente, aveva mai posto questa condizione per raggiungere la pace, sapendone la impraticabilità.
Ora dobbiamo chiederci: come mai nonostante la situazione per il popolo ucraino sia sempre più tragica, con un inverno che incombe e rischia di provocare una catastrofe, il capo della Nato e il presidente ucraino, alzano il livello dello scontro?
Non riesco a darmi che una spiegazione: appurato che l’Europa non conta niente, al punto che con le scelte che sta facendo sta danneggiando sé stessa, mi sembra palese il fatto che il governo americano non voglia fermare la guerra. È chiaro che una telefonata di Biden a Stoltenberg e Zelensky potrebbe modificare la situazione, ma evidentemente questa non solo non arriva, ma, al contrario, arrivano rassicurazioni su ulteriori forniture economiche e militari.
La cosa è molto grave perché ogni giorno che passa aumenta la possibilità di un’estensione del conflitto o per una provocazione preparata a tavolino (non dimentichiamoci la guerra in Iraq costata un milione di morti costruita sulla menzogna dell’antrace), o per una decisione politico-militare in sede europea e Nato.
Cosa possiamo fare noi per evitare questo scenario? Recentemente vi è stata una imponente manifestazione per la pace a Roma, un fatto importantissimo.
Penso dobbiamo dare continuità a quell’evento.
Per esempio promuovendo in ogni città, a partire dalle forze che hanno organizzato la manifestazione di Roma, delle iniziative locali: assemblee, manifestazioni, sit-in…Questo è importante anche per il secondo obiettivo che dobbiamo darci, ancor più importante del primo: evitare che il Parlamento italiano voti ulteriori invii di armi all’Ucraina. Alcune forze politiche hanno già dichiarato che non lo voteranno, ma non sono sufficienti per bloccare il provvedimento. Dobbiamo far crescere la mobilitazione affinché anche nelle altre forze politiche si aprano contraddizioni e ciò renda difficile avere una maggioranza in Parlamento.
Anche la Cgil, che ha dato un contributo importante per la riuscita della manifestazione di Roma, deve insistere sulla pace. È infatti evidente che il peggioramento delle condizioni di chi vive con un salario o una pensione o, peggio, è disoccupato, è strettamente legato a questa guerra.

Claudio Grassi

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