Manifesto del convegno Cercivento e non solo, fucilazioni per l’esempio nella 1^ guerra mondiale.

Il caporal maggiore Silvio Gaetano Ortis,25 anni di Paluzza, il caporale Basilio Matiz, 22 anni di Timau, il caporale Giovan Battista Corradazzi 23 di Forni di Sopra e il soldato Angelo Massaro 22 di Maniago dell’VIII Reggimento alpini appartenenti alla 109.ma Compagnia del Battaglione ‘Monte Arvenis’, i fucilati di Cercivento, i fusilâz di Çurçuvint in friulano, vennero uccisi all’alba del primo luglio del 1916, con la faccia rivolta al nemico, davanti al muro di cinta del cimitero di Cercivento, Udine. Alpini appartenenti alla 109.ma Compagnia del Battaglione ‘Monte Arvenis’, si erano opposti al comando del loro capitano di uscire in avanscoperta sul monte Cellon richiedendo l’ausilio dell’artiglieria e di agire di notte e accusati dal proprio Comandante di Compagnia, il capitano Armando Ciofi e il suo vice tenente Pietro Pasinetti, d’insubordinazione e ribellione .In base all’articolo 114 del codice penale militare: rivolta in faccia al nemico, per quattro Alpini le accuse del tribunale si commutarono in condanne a morte, per altri ventinove a 145 anni di carcere complessivi e per  i rimanenti militari in assoluzioni.
Lo scorso 11 novembre si è tenuto all’ Università di Udine il convegno “Non solo Cercivento. Le fucilazioni per l’esempio in Friuli Venezia Giulia durante la Prima guerra mondiale”. Il convegno è stato promosso dalla “Consulta storica sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio” nominata dalla Presidenza del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. La Consulta è stata istituita nel maggio 2021 dalla legge regionale “per la riabilitazione storica attraverso la restituzione dell’onore dei soldati nati o caduti” nel territorio attuale della Regione “condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della Prima guerra mondiale”. La legge, approvata all’unanimità, è il risultato di una mobilitazione iniziata molti anni fa nella piccola comunità di Cercivento per ricordare quattro alpini fucilati il 1° luglio del 1916 davanti al cimitero del paese. In particolare, la legge ha istituito una “Giornata regionale della restituzione dell’onore” da celebrare il 1° luglio di ogni anno e, al tempo stesso, ha dato vita alla Consulta storica per approfondire la conoscenza di questi temi e promuoverne la memoria. «Il convegno – sottolinea il presidente della Consulta, Guido Crainz – è il primo appuntamento scientifico promosso dalla Consulta e si colloca all’interno di un percorso iniziato sin dalla fine degli anni Sessanta da un libro fondamentale come “Plotone d’esecuzione” di Enzo Forcella e Alberto Monticone, e proseguito poi sino al convegno su “L’Italia nella guerra mondiale e i suoi fucilati: quello che (non) sappiamo”, tenutosi a Rovereto nel maggio del 2015 e ad altri incontri ancora». Il convegno si è aperto con i saluti del rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton; del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, e del consigliere regionale e già sindaco di Cercivento, Luca Boschetti. L’introduzione è stata affidata allo storico Guido Crainz, componente della “Consulta regionale sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio”. I lavori sono stati presieduti da Stefano Santoro, membro della Consulta. Nicola Labanca, dell’Università di Siena, ha tenuto la relazione introduttiva su “I fucilati della Grande guerra, lo stato della ricerca storica”. Sono seguite cinque comunicazioni. “Le fucilazioni senza processo in un teatro di guerra: il confine orientale”, di Irene Guerrini, e “Fucilate i fanti della Catanzaro”, di Marco Pluviano, entrambi del “Collectif de recherche international et de débat sur la guerre de 1914-1918”; “Rivolte e fucilazioni sommarie negli eserciti della Prima guerra mondiale”, di Paolo Gubinelli, sostituto procuratore della Repubblica di Ancona; “Santa Maria la Longa cento anni dopo, tra storia e memoria”, di Giulia Sattolo dell’Università di Udine; “Militari e civili: il caso di Villesse” di Lucio Fabi della Cineteca del Friuli. Le conclusioni spetteranno ad Andrea Zannini, della Consulta regionale sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio.


Lapide in ricordo dei fucilati di Cercivento

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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