Ottobre 28, 2020

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Roma, polizia contro rifugiati: «Devono sparire, spaccategli le braccia»

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Roma, la guerra ai migranti di Piazza Indipendenza finisce con lo sgombero violento degli ultimi cento accampati dopo lo sgombero di via Curtatone. Sabato manifestazione

di Ercole Olmi

MIGRANTI, SCONTRI DURANTE SGOMBERO PIAZZA INDIPENDENZA - FOTO 9

 

Sgomberati gli sgomberati dal palazzo di Via Curtatone. L’ordine regna a piazza Indipendenza. L’ordine lugubre di una città incapace di accoglienza, di rispetto per il diritto internazionale, di solidarietà di massa tra gli sfruttati. La polizia ha mostrato il suo volto brutale. Donne e bambini inginocchiati e con le braccia alzate contro cui robocop in assetto antisommossa hanno azionato gli idranti. E’ il film di Roma città chiusa e Raggi sindaca muta. A mezzogiorno è iniziato un presidio all’angolo tra via Volturno e via Solferino. Vicino alla stazione Termini. Chi può lo raggiunga, per dimostrare solidarietà alle persone vigliaccamente attaccate e buttate in strada. Cose utili da portare: acqua, cibo, teli ombreggianti. E’ bene tenere a mente che si è trattato di una guerra contro migranti, rifugiati eritrei e etiopi, con regolare permesso di soggiorno, senza nessuna reale alternativa abitativa, accampati per giorni senza che Sindaca, né alcun assessore comunale si è fatto vedere. E la Giunta Zingaretti è stata completamente assente, nonostante le responsabilità amministrative che le appioppa uno degli ultimi Decreti Minniti.
IL VIDEO

Dopo essere stati cacciate dal piazzale in cui avevano dormito gli ultimi giorni, le persone sono rimaste per diverse ore sedute sotto il sole nelle vie adiacenti. Alla fine hanno deciso di dirigersi verso un giardinetto vicino alla stazione Termini. Ma le forze dell’ordine hanno nuovamente caricato i rifugiati che sono fuggiti in direzione della stazione inseguiti anche con le camionette. Durante l’inseguimento il funzionario che guidava la celere gridava: “Devono sparire, peggio per loro. Se qualcuno tira qualcosa spezzategli un braccio”.

«Da domani mattina alla ore 9 sarà possibile entrare nell’immobile di Piazza Indipendenza. Per adesso non si può entrare perché ci sono dei lavori in corso». Così ha riferito un poliziotto a una rifugiata che cercava di entrare nello stabile per prendere dei documenti.

Roma, scontri a Piazza Indipendenza: polizia sgombera i migranti

È terminata poco prima di mezzo giorno l’operazione di polizia finalizzata – recita la velina diramata alle agenzie – “al ripristino delle condizioni di vivibilità, legalità, igiene e sicurezza in piazza Indipendenza ed in via Curtatone. Tutte le persone presenti sui giardini sono state allontanate, mentre gli occupanti dello stabile, comprese le «fragilità», sono state trasferite presso l’Ufficio Immigrazione di via Patini, dove la Sala operativa sociale del Comune di Roma si sta occupando della loro assistenza. In corso la pulizia dell’area da parte degli operatori Ama. Parallelamente gli uffici investigativi hanno già isolato le immagini delle aggressioni alle forze dell’ordine, effettuate anche attraverso bombole del gas, lanciate o accese. Al momento è al vaglio la posizione di 4 cittadini stranieri”. La versione ufficiale narra di sassi lanciati dai migranti contro la polizia. E, come nel gioco del dito e della luna, verranno mostrate scene di resistenza spacciate come attacchi e sbirri che mostrano atteggiamenti di tenerezza contro le persone brutalizzate pochi istanti prima.

Migranti sgomberati a Roma: "Vergogna, vogliamo solo casa"

Roma, scontri a Piazza Indipendenza: polizia sgombera i migranti

«Attualmente alcuni rifugiati si trovano in Via Solferino, le famiglie che si trovavano nell’immobile di Piazza Indipendenza invece sono state portate al centro immigrazione di Tor Sapienza. Non sappiamo il motivo». Lo ha detto verso le 11 Sonia Manzi del Baobab ai giornalisti presenti in piazza Indipendenza.

Bambini terrorizzati

«Questa mattina all’alba in piazza Indipendenza è avvenuto lo sgombero dei rifugiati che vivevano nel palazzo occupato di via Curtatone, sotto gli occhi terrorizzati dei bambini che erano stati lasciati al primo piano insieme alle loro famiglie dopo lo sgombero di sabato scorso», spiega Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia. «Questi bambini, dopo aver assistito a scene di guerriglia urbana, sono stati caricati sui pullman delle forze dell’ordine e portati in Questura – continua Iacomini- alcuni testimoni ci hanno raccontato che continuavano a gridare e battere le mani sui vetri durante tutto il tragitto, in preda al terrore. Sconvolti. È una situazione molto triste: parliamo di 800 persone con status di rifugiato, sopravvissute a guerre, persecuzioni o torture che in alcuni casi hanno anche ottenuto la cittadinanza italiana, buttate in strada in condizioni disumane senza una alternativa sostenibile (non il meno peggio) da parte del Comune di Roma che abbiamo invano atteso in piazza». «Malgrado le soluzioni offerte dal Comune, 80 posti sprar in due strutture diverse, e dal privato, alcune villette in provincia di Rieti, ci sembra che nessuno abbia riflettuto sul destino di queste persone – continua Iacomini- I bimbi vanno a scuola a Roma e molti degli adulti lavorano, segno di un percorso di integrazione ed emancipazione dal sistema di accoglienza che verrebbero interrotti di netto e non valorizzati, in particolare gli 80 posti sprar di cui si parla verrebbero sottratti ai nuovi arrivati titolari di protezione o in attesa di riconoscimento. Per quanto riguarda la proposta del privato di mettere a disposizione per 4 mesi alcune villette presenti in provincia di Rieti la distanza territoriale non garantirebbe continuità a scuola e lavoro e sradicherebbe queste persone dal tessuto sociale. La verità va detta tutta: questa situazione non è legata alla cosiddetta emergenza migratoria, è una situazione storica di Roma, sintomo dell’assenza di politiche adeguate e lungimiranti. Si continua con interventi emergenziali quando sarebbe stato possibile valutare soluzioni strutturali», conclude Iacomini.

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Un’operazione che sarebbe dovuto essere di soccorso sociale è stata svolta da persone armate, schierate in tenuta anti sommossa che hanno azionato l’idrante per “liberare” la piazza come fosse un teatro di guerra contro un gruppo di migranti, principalmente donne sgomberate sabato dal palazzo di via Curtatone. Per evitare lo sgombero le donne si sono inginocchiate per terra con le braccia alzate. Poi la polizia ha azionato gli idranti.

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La velina della questura

Tutto è iniziato nelle prime ore del mattino nei giardini di piazza indipendenza, dove erano accampati circa 100 cittadini stranieri già occupanti di via Curtatone. L’intervento, spiega la Questura nella velina, «si è reso urgente e necessario dopo il rifiuto di ieri ad accettare una sistemazione alloggiativa offerta dal comune di Roma, ma soprattutto per le informazioni di alto rischio pervenute, inerenti il possesso da parte degli occupanti di bombole di gas e bottiglie incendiarie».

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«In un clima di tensione innalzato alle stelle dai gravi fatti di Barcellona, prefettura e Campidoglio sotto l’egida del ministero dell’Interno, scelgono di gettare altra benzina sul fuoco – sottolinea il Movimento per il diritto dell’abitare – inseguendo la pancia del paese (almeno per come viene rappresentata dai più ‘potentì mezzi di informazione), si vuole mostrare all’opinione pubblica il pugno duro del governo. Peccato che lo si faccia contro il nemico sbagliato: poveri, migranti e rifugiati. Il risultato, dopo gli sgomberi di via Quintavalle e di via Curtatone, sono centinaia di persone accampate in zone nevralgiche della città, decine di donne, uomini e bambini costretti a vivere all’addiaccio in piazza Indipendenza e in piazza Ss Apostoli. Un’operazione ancora più odiosa se si considera che i nuclei familiari di queste due realtà erano inseriti all’interno di quella delibera regionale per l’emergenza abitativa che il Campidoglio ancora oggi rifiuta di attuare, nonostante i fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio.

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Nelle scorse ore abbiamo appreso la notizia dell’apertura di un tavolo permanente fra una rappresentanza degli sgomberati di via Curtatone e l’assessore alle Politiche Sociali Laura Baldassarre. Non vorremmo che si trattasse di una iniziativa del Campidoglio volta soltanto a far desistere e separare la tenace comunità dei rifugiati, visto che si continua a parlare di soluzioni diversificate fra le persone che condividono questa tragica situazione e soprattutto di ‘attenzionè verso le cosiddette situazioni di fragilità sociali (anziani, invalidi, donne con minori). Siamo ancora in tempo per convocare le istituzioni competenti e le forze sociali coinvolte, per costruire una strada ed un percorso comune e serio, prima che la città divenga una immensa tendopoli prima che la città venga caricata di nuove pesanti ed insensate tensioni, e si trasformi nel campo di un vero e proprio genocidio sociale dei poveri e dei migranti».

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Così commenta Stefano Galieni, responsabile immigrazione del Prc, assieme al segretario di quel partito, Maurizio Acerbo: «Lo sgombero è semplicemente una barbarie. Le immagini delle forze dell’ordine che con gli idranti e le cariche si scagliavano contro un gruppo in cui erano presenti anche donne e bambini sono vergognose. In questo agosto dell’infamia governo e opposizioni fanno a gara nella guerra ai migranti, con la Meloni che rivendica il merito delle operazioni della polizia del governo PD. Ricordiamo che nel 2016 l’allora ministro degli Interni Alfano aveva messo lo sgombero dell’immobile di via Curtatone tra gli obiettivi prioritari della Prefettura. La giunta Raggi si rende corresponsabile di un nuovo episodio di repressione inaudita verso chi invece aveva diritto all’accoglienza. Con colpevole ignavia la giunta Raggi non ha contrastato uno sgombero che aveva come scopo solo quello di garantire un’operazione immobiliare speculativa, sul solito immobile pubblico svenduto a privati negli anni scorsi e di non aver predisposto un’alternativa per gli sgomberati. Come Rifondazione Comunista parteciperemo e invitiamo a partecipare alla manifestazione con i rifugiati sabato 26 alle 15 da Piazza Esquilino».

Migranti bloccano traffico in Piazza dei Cinquecento

Il 26 Agosto, ore 16 – Piazza dell’Esquilino – i poveri, italiani e migranti, scenderanno in piazza per contestare il governo del decreto Minniti, che difende gli interessi dei palazzinari, degli speculatori, dei ricchi. «Chiediamo Casa, Diritti, Dignità per tutti!
Basta sfratti, basta sgomberi, è ora di riprenderci ciò che ci spetta!».
#stopsfrattiesgomberi #casaxtutti

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http://popoffquotidiano.it/2017/08/24/roma-polizia-contro-rifugiati-devono-sparire-spaccategli-le-braccia/