Ottobre 20, 2020

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LUIS DE LA PUENTE UCEDA E IL PERU’ D’OGGI.

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20Francesco Cecchini

Luis DE LA PUENTE UCEDA

Vengo a sapere chi è Luis De la Puente Uceda perché a Lajas, un villaggio delle Ande settentrionali peruviane, conosco Fernando Gasco suo compagno di guerriglia. Fernando abita a Chiclayo e ogni volta posso lo incontro. Fernando mi parla del Perù di allora, di Izquierda Unida, di Sendero Luminoso, molto presente nel paese negli anni 80 e 90, e mi racconta cosa è stato il MIR e chi è stato Luis Puente Uceda. Lo scorso 23 ottobre sono stati 52 anni da quando fu ucciso nei pressi di Cuzco, a La Convención, Mesa Pelada. La storia di come Luis de La Puente Uceda fondò e organizzò il MIR, Movimiento de Izquierda Revolucionaria, per assaltare con le armi il cielo peruviano e per fare una rivoluzione socialista è parte importante di quella del Perù. Era figlio di una famiglia di proprietari terrieri di Santiago de Chuco e parente alla lontana di Haya de la Torre, il fondatore dell’APRA, Alianza Popular Revolucionaria Americana. Militò nell’ APRA, ma abbandonò questa formazione nel 1959 e con altri compagni fondò il comitato l’APRA Rebelde. Nel 1961 ruppe definitivamente con l’APRA e nel giugno del 1965 iniziò la lotta armata. Il MIR operò innanzitutto nelle Ande con i gruppi Manco Capac e nel nord guidato da Fernando Gonzalez Gasco, Tupac Amaru nel centro guidato da Guillermo Lobaton e Pachacutec nel sud, guidato da Ruben Tupayachi Solorzano. Le ragioni della scelta armata furono spiegate con semplicità ed energia da Luis de La Puente il 7 febbraio 1964 nel famoso discorso di Plaza San Martin a Lima

http://www.cedema.org/ver.php?id=1350

Dopo aver affermato che la borghesia nazionale di un paese semicoloniale come il Perù era incapace di compiere una missione rivoluzionaria ed elencato gli interessi dell’oligarchia e dei proprietari terrieri disse:” Come conseguenza, qualsiasi rivoluzione in Perù dovrà necessariamente andare contro questi interessi e dovrà essere al tempo stesso antioligarchica e antimperialista.” In poco tempo, a fine 1965, l’esercito sconfisse il MIR uccidendo quasi tutti i suoi guerriglieri. La tomba di De La Puente e di altri 8 miristas si trova a Choquellohuanca, nella zona di Amaybamba, ma i suoi resti non furono mai trovati. I militari che eliminarono il MIR nell’ottobre del 1968 con un colpo di stato rovesciarono il governo di Fernando Belaunde Terry. Il generale progressista Juan Velasco Alvarado rimase al potere fino al 1975 tentando, con un governo rivoluzionario di mettere in atto cambi politici sociali ed economici. Realizzò uno dei punti del programma del MIR di Luis De La Puente Uceda, la terra ai contadini, con una riforma agraria. Ancora oggi Luis De La Puente Uceda, per il suo coraggio e per la sua generosità, regalò le terre che possedeva ai campesinos che le lavoravano, viene ricordato in Perù. Ogni 23 ottobre viene commemorato all’università di Trujillo, dove studiò, con una forte partecipazione di insegnanti e studenti. Lo stesso avviene in altre parti del paese. Per esempio a Choquellohuanca, distretto di Huayopata, dove c’è una statua di Luis de La Puente Uceda.

Il Perù di Luis de La Puente Uceda degli anni 60 non è certamente quello del 2017. Lima è ora una megalopoli di oltre 7 milioni di abitanti, molte strade andine sono asfaltate, anche la panamericana è tutta asfaltata, e nei villaggi della selva o delle Ande hanno iternet. Il Perù resta però uno dei paesi che ha radici più profonde nella storia dell’America Latina: perché le civiltà preispaniche vi raggiunsero un alto livello culturale e di organizzazione economico-sociale, perchè costituì il centro del potere coloniale spagnolo in America Latina e perché vi sopravvivono ancora oggi strutture, tradizioni e costumi appartenenti alle fasi di sviluppo indigeno e coloniale del paese. Per esempio nelle Ande si parla quechua e aymara. Perù, terra di tradizioni e contraddizioni, è uno dei paesi con più contrapposizioni del continente latinoamericano. La crescita economica non tocca la maggioranza del popolo peruviano. La megacity di Lima è circondata da pueblos jovenes, barriadas dove vivono disoccupati o sottoccupati milioni di persone in condizioni miserabili in abitazioni fatte di latta, mattoni, cartone e stuoie. Barriadas sono anche attorno ad altre città, Arrequipa. Chimbote, Trujillo, Chiclayo, Piura. Le ricchezze minerarie sono, per la maggior parte controllate da imprese nordamericane. Mentre a Lima e in altre realtà urbane il costo della vita è molto alto salario medio è di circa 200 euro. Veronika Mendoza del Frente Amplio por Justicia, Vida y Libertad con le parole d’ordine: fare una vera politica è lavorare per e con il popolo ha tentato alle elezioni presidenziali del 2016 di cambiare questa situazione unendo la sinistra peruviana con i seguenti assi del suo piano governativo: un’economia senza esclusioni, uno stato senza corruzione, diritti senza discriminazioni e progresso senza contaminazione, innanzitutto per coloro che sono danneggiati dalla contaminazione mineraria. Il risultato è stato il terzo posto con 2.819.546 voti 18,85% a poca distanza dal secondo, ma ha contribuito nel ballottaggio a sconfiggere il partito di estrema destra Fuerza Pupular della figlia di Fujimori, Keiko. Veronika Mendoza con il suo partito Nuovo Perù continua la sua battaglia dentro e fuori il parlamento. Importante è stata la sua presa di posizione dello scorso marzo contro il PKK di Pedro Pablo Kuczynski, in occasione degli ingenti danni provocati dal Niño costero. Un centinaio di morti, oltre tutto il resto.

http://ancorafischia.altervista.org/peru-veronika-mendoza-pkk

In Perù oltre a Veronika Mendoza c’è anche dell’atro che si oppone. Recentemente la Commissione delle popolazioni andine, amazzoniche e afro-peruviane, dell’ambiente e dell’ecologia ha dichiarato che il disegno di legge del 1893 colpirà diritti collettivi e sui territori delle popolazioni indigene. La costruzione dell’autostrada Puerto Maldonado, Mazuco, Limonchayoc, Gamitana, Salvación dichiarata di pubblica utilità mette a rischio i diritti collettivi e territoriali dei popoli originari. Lo scorso 17 novembre durante trattative in Ayaviri, le popolazioni di Puno hanno chiesto la chiusura della miniera a causa della contaminazione delle acque per le attività estrattive. Varie organizzazioni, COORDINADORA NACIONAL DE DERECHOS HUMANOS (CNDDHH), CENTRAL GENERAL DE TRABAJADORES DEL PERÚ (CGTP), ASOCIACIÓN NACIONAL DE CENTROS (ANC), COLEGIO DE SOCIÓLOGOS DEL PERÚ, FORO SALUD, FEDERACIÓN UNIVERSITARIA DE SAN MARCOS (FUSM), ASOCIACIÓN DE CENTROS DE ESTUDIANTES DE LA UNI (ACUNI). Hanno lanciato un appello per fermare l’autoritarismo del blocco parlamentare fujimorista che sta portando il paese verso una nuova forma di dittatura: la dittatura parlamentare. Movimenti di lavoratori e di studenti si riuniranno in assemblea il prossimo martedì nella sede della Coordinadora Nacional de Derechos Humanos a Lima, ma riunioni, manifestazioni si terranno in tutto il Perù per fermare l’autoritarismo, considerato che la democrazia sta attraversando una fase critica.

Conclusione, nel Perù di oggi è ancora possibile tentare di assaltare il cielo per un cambio politico, culturale, sociale ed economico.