Ottobre 30, 2020

AFV

Libera la tua mente

Le parole di chi non parla. “Educazione oggi e il ruolo della famiglia”

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L’infanzia è il tempo in cui il cucciolo di uomo ancora non parla; non è proprio vero, siamo noi che non lo ascoltiamo.
I cuccioli di uomo sono esposti ogni giorno a molti pericoli. Alcuni pensano che la rete – e i social in particolare – li abbiano fatti aumentare. In parte è vero, ma questo non può diventare un alibi per nascondere l’incapacità educativa di noi adulti.
I bambini sono sempre stati in pericolo. Collodi metteva in guardia i bambini – e i loro genitori – dai pericoli del mondo quando descriveva Pinocchio irretito da Lucignolo e portato nel Paese dei balocchi; e non c’era certamente la rete. Nel paese in cui sono nato e cresciuto, alle porte di Bologna, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, tanti ragazzi un po’ più grandi di me si sono fatti trascinare nel dramma della droga, eppure non c’era la rete, anzi quell’ambiente sembrava piuttosto protetto, nella sua chiusura provinciale; a noi ragazzi sembrava addirittura troppo protetto e chiuso.
Con questo non voglio dire che i social siano sicuri, tutt’altro, ci sono molte persone che, forti dell’anonimato, vi entrano con le peggiori intenzioni, voglio solo dire che serve attenzione da parte dei genitori e degli adulti, che bisogna essere educatori senza delegare ad altri questo compito. Nella nostra società invece sembra che la formazione sia una questione ininfluente, non ci sono investimenti nelle agenzie educative, i genitori sono spesso lasciati soli con compiti a cui non sono stati preparati, i mezzi di comunicazione lanciano messaggi e valori – o meglio disvalori – contro cui ci sono sempre meno anticorpi.
Non è la rete che banalizza il corpo della donna e il sesso, la rete è solo uno degli strumenti attraverso cui la nostra società mercifica il corpo femminile. Non possiamo poi meravigliarci se vediamo nei profili di Facebookfoto di ragazzine poco più che adolescenti vestite – o svestite – e truccate come le protagoniste dei video musicali – pare che non esistano ormai cantanti che non siano bellissime, con corpi statuari e intercambiabili nelle loro proporzioni sempre uguali. E non possiamo meravigliarci se per tanti ragazzini il rapporto con il sesso è mediato attraverso immagini per cui tutto è facile e a disposizione. Ovviamente in questo contesto è più facile per chi si vuole approfittare dell’ingenuità dei nostri figli trovare le forme in cui insinuarsi nelle loro vite. Ma ripeto non è la rete la causa, è solo uno degli strumenti in mano al Gatto e alla Volpe, per quanto sia potente e pervasivo.
Tocca a noi ascoltare i nostri figli, e i figli degli altri, tocca a noi ascoltare i cuccioli di uomo, che non parlano, ma non per questo ci pongono meno domande. E hanno meno diritti.

 

 

se avete tempo e voglia, qui trovate quello che scrivo…