By Vijay Prashad

 

Chi avrebbe pensato che fosse possibile che il popolo della Corea iniziasse dei veri colloqui verso la pace? Tutto sembrava puntare verso una guerra sicura: la belligeranza da parte della Casa Bianca di Trump, l’acquiescenza della Casa Blu (la residenza del presidente) della Corea del Sud e un test missilistico da parte del Nord lo scorso novembre che sembravano fornire un pretesto per una guerra su vasta scala. La situazione era cupa. L’orologio del giorno della fine del mondo  del Bollettino degli Scienziati Atomici era regolato su mezzanotte meno due minuti. Una catastrofe era inevitabile.

Poi sono arrivate le Olimpiadi invernali che hanno fornito al Presidente della Corea del Sud Kim Jong-un l’occasione che sembravano volere. La Corea del Nord ha inviato ai Giochi  una delegazione, guidata dalla sorella di Kim Jong-un, Kim Yo-jong, le due Coree hanno sfilato insieme nello stadio, e le squadre femminili di hockey sul ghiaccio si sono unite per giocare sotto la stessa bandiera: né Nord né Sud. Allo stadio, Moon Jae-in ha stretto la mano di Kim Yo-jong in tribuna, un gesto simbolico che sembra abbia affascinato la gente della penisola.

Unificazione

Poi, nel giro di settimanela Corea del Nord ha ospitato una delegazione ad alto livello del Sud, guidata da Chung Eui-yong che è a capo dell’Ufficio della Sicurezza Nazionale della Corea del Sud, e che un consigliere molto vicino al Presidente Moon. Il 5 marzo la delegazione si è incontrata  con Kim Jong-un in persona , che ha stretto la mano di ogni ospite prima di sedersi per un incontro e un pranzo che sono durati 4 ore. La delegazione è ritornata nella Corea del Sud con buone notizie: sembra che si sia stabilita una strada per progredire.

Kim Jong-un ha invitato  il Presidente Moon a visitare il Nord: è il primo invito del genere nella storia di questi due paesi. La visita di  Chung Eui-yong sono i primi colloqui tra le due Coree che si sono tenuti in  due anni. Le de parti sono state d’accordo a tenere il loro primo importante vertice alla fine di aprile. I due leader coreani hanno aperto una linea telefonica diretta, attraverso la Zona Demilitarizzata. La temperatura nella penisola è scesa. I sorrisi sostituiscono le espressioni accigliate, le possibilità sostituiscono la distruzione.

Quello che è sorprendente è che  Kim Jong-un della Corea del Nord ha detto apertamente che si deve costruire una strada per l’unificazione della penisola. Questa dichiarazione è stata circolare ampiamente non soltanto dalla Yonhap, l’agenzia di stampa della Corea del Sud, ma anche dalla Agenzia di stampa Centrale Coreana  (KCNA) del Nord. Questo significa che non ci dovrebbe essere nessun equivoco su questo punto: la Corea del Nord ha proposto di fare dei colloqui il cui scopo finale non è soltanto la pace nella penisola, ma la sua unificazione. Questo è il ramo di ulivo

più maturo che sia stato offerto nel corso dei sei decenni passati.

Annientamento

Perché la Corea del Nord vorrebbe riconsiderare la riunificazione? Dopo tutto, negli scorsi 60 anni ha cercato di difendersi da quello che considera l’annientamento da parte dei suoi nemici (Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud). Ha costruito un arsenale di armi nucleari e di armi convenzionali come scudo contro qualsiasi tentativo di rovesciare il governo nel Nord. Ha buoni motivi di preoccuparsi di un cambiamento di regime. Questa resta la politica dichiarata del governo degli Stati Uniti, anche se i funzionari americani sono spesso incoerenti nelle loro affermazioni.

Per esempio, lo scorso agosto, il Segretario alla Difesa di Trump, James Mattis,  e il suo  Segretario di Stato, Rex Tillerson, hanno scritto: ‘Gli Stati Uniti non hanno nessun interesse per un cambiamento di regime o per affrettare una riunificazione della Corea.’ Contemporaneamente, il Vice Presidente di Trump, Mike Pence, ha detto, riguardo alla politica statunitense verso la Corea del Nord, che ‘tutte le opzioni sono sul tavolo’. Trump stesso ha promesso ‘fuoco e furia’ contro il Nord, ha minacciato la guerra e ha detto che una ‘armada’ era sulla strada di prendere a pugni la Corea del Nord. Rifatevi a George W. Bush che ha messo la Corea del Nord in un ‘asse del male’ con l’Iraq e l’Iran. Gli Stati Uniti hanno poi condotto un cambiamento illegale di regime contro l’Iraq e continuano a minacciare un guerra simile contro l’Iran. Per forza i Nordcoreani sono sospettosi delle motivazioni degli Stati Uniti riguardo alla Penisola.

Non c’è perciò da meravigliarsi che il Nord abbia fatto una richiesta ai Sudcoreani di non fare le esercitazioni militari negli Stati Uniti in aprile. Tali esercitazioni, dicono i Nordcoreani infiammeranno il processo politico che ha iniziato a procurare dei reali vantaggi. Gli Stati Uniti non sono interessati a questo svolgimento dei fatti.

La resa

La replica di Trump è stata tiepida se non  spezzante. L’amministrazione Trump segue la linea sviluppata dall’amministrazione Trump: ‘prima smantellare, dopo  parlare’. In altre parole, i Nordcoreani devono prima rinunciare al loro programma di armi nucleari prima che gli Stati Uniti apriranno i colloqui di pace. Per gli Americani la denuclearizzazione è una precondizione per i colloqui. Sostanzialmente, gli Stati Uniti stanno chiedendo ai Nordcoreani di arrendersi prima di prendere in considerazione i colloqui. E’ un criterio  impossibile. E’ il motivo per cui sono finiti i colloqui delle Sei Parti nel 2009. Non cominceranno a meno che gli Stati Uniti cambino posizione.

Perché il Nord teme queste esercitazioni militari? L’esercitazione dell’anno scorso, ‘Vigilant Ace’, è durata 5 giorni. La Settima Flotta degli Stati Uniti ha usato le sue maggiori risorse strategiche nelle esercitazioni, compresi gli aerei da caccia  invisibili  ai radar (F-22 e F-15). Questi aerei sono stati di recente impegnati  in Giappone ed erano nel range stabilito della Corea del Nord. Gli Stati Uniti hanno anche usato i loro micidiali  bombardieri strategici  B-1B  che possono far cadere una bomba di circa 908 kg. su un obiettivo. E’ un veterano della guerra degli Stati Uniti in Iraq nel 2003. Gli Stati Uniti avevano 12.000 soldati nell’esercitazione, mentre 200 velivoli volavano tra le 8 basi americane e nella Corea del Sud. Attualmente ci sono 28.500 soldati statunitensi di base nella Corea del Sud. Il Nord considera una provocazione queste esercitazioni e le basi permanenti in Corea del Sud, in Giappone e nelle Filippine; come una infrastruttura per un attacco totale alla Corea del Nord.

Chung, della Corea del Sud deve ora andare in visita in Cina, Giappone, Russia e negli Stati Uniti che sono gli altri partner del processo sospeso delle Sei Parti (la Corea del Nord e la Corea del sud sono la quinta e sesta parte per il dialogo). Le due Coree sperano di aprire i colloqui delle Sei Parti come meccanismo per portare la discussione oltre i due governi. Finora, Cina, Russia e anche il Giappone hanno indicato che accoglierebbero tale apertura. Il solo paese che ha fatto capire che non ci ripenserà, sono gli Stati Uniti.

Il governo americano ha già fatto pressione sul Presidente Moon per non posticipare

le esercitazioni militari. Moon ha dovuto fare una strana affermazione: ‘senza una forte difesa militare e una  robusta difesa nazionale, non possiamo né fare né mantenere la pace.’ Kim, della Corea del Nord, a quanto pare, ha inviato un messaggio a Moon, della Corea del Sud, dicendo che comprende la pressione messa dagli Stati Uniti al Sud. Spera, tuttavia, che i Sudcoreani si rifiuteranno di essere tenuti in ostaggio delle ambizioni degli Stati Uniti per l’Asia Orientale.

Ban

La Corea del Nord è disponibile a parlare direttamente agli Stati Uniti. Ha detto che è disposta a parlare di una ampia denuclearizzazione della Penisola Coreana e della regione in generale. Questo significherebbe un ritiro dalla regione delle risorse militari statunitensi fornite di armi nucleari. Gli Stati Uniti trovano intollerabile questa cosa.

L’anno scorso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Tutti i nove stati forniti di armi nucleari hanno ignorato questa risoluzione. La Corea del Nord ha votato a favore. E’ stato un gesto importante ed è necessario svilupparlo. E’ un’altra indicazione di ciò che è possibile: un mondo, non soltanto la Corea del Nord, senza armi nucleari.

Vijay Prashad è  capo redattore di LeftWord Books (leftword.com) e direttore di

Tricontinental: Institute for Social Research. E’ autore di Red Star Over the Third World (La stella rossa sul Terzo mondo) e di The Death of a Nation and the Future of the Arab Revolution [La morte di una nazione e il futuro della rivoluzione araba], (University of California Press, 2016), e anche di altri libri.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/north-korea-we-could-finally-see-an-historic-agreement/

Originale: Alternet

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy