UN PROGRAMMA DEL POPOLO PER IL POTERE AL POPOLO.
Francesco Cecchini

Potere al Popolo è limpegno per la costruzione di un movimento popolare anticapitalista, e antiliberista. Di seguito le riflessioni su cinque punti: una nuova Europa, abolire i Patti Lateranensi, internazionalismo, cittadinanza universale ed ecosocialismo. UNA NUOVA EUROPA. Viola Carofalo, portavoce di Potere al Popolo, a Strasburgo ha detto: Siamo sicuramente una forza che crede nellEuropa dei popoli e nella possibilità di in una alleanza tra i Paesi del sud Europa. Secondo noi è possibile immaginare di votare sui Trattati europei, ma è possibile anche dallinterno dellEuropa fare battaglia politica. Tutti quelli che in questi anni hanno promosso politiche che hanno portato alla precarizzazione del lavoro e alla distruzione dellambiente sono per noi avversari. I paesi del sud dellEuropa sono Portogallo, Spagna, Italia, Grecia. Un modello per questi paesi potrebbe essere lALBA- TCP, Alianza Bolivariana para Las Americas- Tratado de Comercio de los Pueblos, uno strumento di integrazione tra i paesi che la compongono che ha cambiato latinoamerica, costruendo rapporti e sociali non più fondati sul modello liberale e capitalista, ma sul mutuo appoggio e su rapporti solidali che hanno come obiettivo la liberazione di interi popoli fino ad allora ignorati nelle loro istanze e diritti. Solo una nuova Europa del sud potrà garantire un’Europa dei popoli , la redistribuzione della ricchezza, la giustizia sociale e una poltica che si opponga al liberismo economico delle oligarchie, a fascismi e nazionalismi. ABOLIRE I PATTI LATERANENSI. Il giudizio di Gramsci sui Patti Lateranensi stipulati nel 1929 dal Duce e Pio XI, che per loccasione definì Mussolini lUomo della Provvidenza fu drastico, totalmente negativo. I concordati intaccano in modo essenziale il carattere di autonomia della sovranità dello stato moderno. Lo stato ottiene una contropartita? Certamente, ma la ottiene sul suo stesso territorio per ciò che riguarda i suoi stessi cittadini. Per quanto riguarda l’art. 7 della Costituzione è ora di abolirlo e quindi di abolire i Patti Lateranensi e porre fine all’esproprio vaticano. Il popolo italiano deve riprendersi la ricchezza che il concordato fascista, rinnovato da Craxi nel febbraio 1984 ha regalato al Vaticano. Una ricchezza valutata in un articolo pubblicato da Left nel febbraio 2018 in 6,5 miliardi di euro ogni anno. Il problema non è solo economico, ma essenzialmente politico. Antonio Gramsci ha scritto dei Patti Lateranensi nei Quaderni del carcere: “I Concordati intaccano in modo essenziale il carattere di autonomia della sovranità dello Stato moderno… cosa significa praticamente la situazione creata in uno Stato dalle stipulazioni concordatarie? Significa il riconoscimento pubblico a una casta di cittadini dello stesso Stato di determinati privilegi politici. La forma non è più quella medioevale, ma la sostanza è la stessa… “. Il pensiero, la linea di Antonio Gramsci vanno ripresi e l’obiettivo dell’abolizione dei Patti Lateranensi perseguito. INTERNAZIONALISMO”Gli operai non hanno patria. Non si può togliere loro quello che non hanno”. Marx-Engels, Manifesto del Partito Comunista (1848). Internazionalismo è una parola che è uscita da tempo dal vocabolario della sinistra, ma va rilanciata nella pratica. Potere al Popolo deve appoggiare quei popoli che combattono per la loro indipendenza, il popolo saharawi, il popolo curdo, il popolo mapuche e il popolo Palestinese. Sostenere i paesi dell’ALBA-TP, innanzitutto il Venezuela bolivariano, il processo di pace in Colombia, in Europa Repubblica Popolare di Donetsk, e molto altro. CITTADINANZA UNIVERSALE. I processi migratori vanno avanti da anni e riguardano tutto il mondo. In Italia la risposta è stato il famigerato decreto Minniti-Orlando che provocato lager in Libia e moltissime morti nel mediterraneo. Bisogna combattere il decreto Minniti-Orlando, salvare i migranti a mare, organizzare l’accoglienza in centri umani e l’integrazione, ma nel medio e lungo periodo ci vuole una rivoluzione politico culturale che riguardi non solo Italia ed Europa, ma il mondo intero. Questa rivoluzione politico-culturale è la cittadinanza universale. Nessun essere umano deve essere considerato clandestino o straniero in nessun luogo della terra. Vanno presi in considerazione i temi trattati all’interno dell’ALBA-TP e in particolare in Bolivia ed Ecuador, relazionati con la cittadinanza universale e la necessità di eliminare i muri. ECOSOCIALISMO. L’ambiente è un punto centrale e molto articolato del programma di Potere al Popolo, ma il movimento dovrebbe parlare di un socialismo ecologico, basato su un diverso rapporto tra uomo e natura, che garantisca il benessere delle generazioni presenti e future. L’ecosocialismo è una proposta per la soluzione globale dei problemi ambientali e come alternativa al capitalismo. L’ecosocialismo sia come categoria che come prassi politica, può essere inteso come la congiunzione di due specifici progetti di trasformazione della società: il socialista e l’ecologista. È un obiettivo basato su un diverso rapporto tra uomo e natura, che garantisce il benessere delle generazioni presenti e future. L’ecosocialismo è per la soluzione globale dei problemi ambientali e come alternativa al capitalismo, principale responsabile della distruzione e del degrado degli ecosistemi, nonché della crescita delle ingiustizie sociali nel mondo. L’ecosocialismo dovrebbe essere l’obiettivo di un movimento popolare, anticapitalista e antiliberista come Potere al Popolo.
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Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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