Gennaio 17, 2022

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GAS E TERREMOTI NELLA PEDEMONTANA TREVIGIANA.


Francesco Cecchini

La zona marron è classificata Zona 2, media, a rischio sismico medio alto.
Apennine Energy Srl è la succursale italiana di Sound Oil Plc con sede a San Donato Milanese. Si occupa di esplorazione e produzione di idrocarburi, petrolio e gas. Attuamente ha operazioni in vari comuni italiani: Rapagnano (Fm), Falconara Marittima (An) e Nervesa della Battaglia (Tv). Inoltre a fine 2017 è stata decisa una fusione tra Saffron Energy, Po Valley Energy che darà vita a Coro Energy plc, con sede in Inghilterra, una nuova impresa con più permessi esplorativi e maggior capacità operativa. Non è chiaro però se la fusione sia già diventata operativa in Italia. Appennine Energy ha una presenza diciamo storica nella Marca Gioiosa, la provincia di Treviso, dopo aver eseguito ricerche da Montebelluna a Conegliano e dalla Pedemontana fino a Casier. Subentrò infine al permesso dato nel 2010 alla Celtique Energie Petroleum Ltd per la ricerca di gas in unarea di Nervesa della Battaglia. La storia del gas a Nervesa viene da lontano. Pozzi furono perforati da ENI negli anni 80 e poi abbandonati. In un documento ENI del 1994, depositato allUfficio Nazionale Miniere Idrocarburi e Geotermia subito dopo aver chiuso il pozzo Nervesa, si legge che che i pozzi della concessione Carità, furono due: il Nervesa 1″ e il Nervesa 1 Dir A, Inoltre si afferma che, in caso di sfruttamento, sono da prevedere stimolazioni in profondità con fluidi opportunamente scelti e non si escludono acidificazioni con fratturazione idraulica. È chiaro perché l ENI non procedette a sfruttare il gas di Nervesa. Nel 1994 il petrolio era a 15 dollari al barile e il fracking (va detto che Apennine Energy ha affermato di non utilizzatìre il fraking) costava ancor di più di quanto costa oggi, non rendendo conveniente l operazione. Le aspettative prima di Sound Oil e dopo di Apennine Energy erano consistenti. Per esempio a suo tApeempo il CEO della Sound Oil, Parson, affermò che il giacimento era stimato in 21 miliardi di metri cubi e che avrebbe fruttato quando operativo 14 miliioni di dollari all’anno. Apennine Energy ci credette e le operazioni procedettero in modo normale. L’impresa perforò due pozzi nel territorio di Nervesa: Pozzo Cascina Daga 1 e Pozzo Sant’ Andrea. Il primo risultò sterile e per quanto riguarda il secondo il febbraio 2016 Apennine Energy dichiarò di aver trovato gas ed iniziare l’estrazione. Il maggio 2015 un terremoto scosse il trevigiano. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) l’epicentro è stato in prossimità dei comuni di Cornuda, Crocetta, Farra, Follina, Miane, Montebelluna, Moriago, Pederobba, Sernaglia, Valdobbiadene e Vidor. Profondità 2 km, magnitudo 3.5. Il sisma fu il più forte degli ultimi anni, in linea con i movimenti sismici che periodicamente avvengono nella faglia del Montello e fece riflettere sulle relazioni tra trivellazioni per ricerca di gas e terremoti. Non lontano dell epicentro del terremoto si trova Giavera del Montello, dove erano in corso le perforazioni per estrazione di gas. Trivellazioni e sisma e rischio sismico provocarono riflessioni e dibattiti tra la gente, comprese le opposizioni alle amministrazioni comunali, che pur non avendo potere di decisione, sedotte dale royalties, n ballo per il comune ci sono royalties per un valore di circa 2. 2 milioni di euro, non hanno mai preso in considerazione dubbi ed interpellanze e non si sono opposte allo sfruttamento del gas. Il sindaco Vettori ha organizzato un incontro in municipio con il geofisico Enzo Boschi che ha negato qualsiasi rischio di sisma in quanto la tecnica impiegata dallimpresa non prevede idro fratturazione, immissione di acqua ad alta pressione per rompere la roccia che isola il gas. Proposte di ascoltare tecnici di parere opposto come la docente universitaria, Maria Rita D Orsogna, non furono mai prese in considerazione. Le affermazioni di Boschi permisero di introdurre un ulteriore riflessione. In Italia la tecnica del fracking non è utilizzata. Nemmeno in Emilia e Romagna dove un paio di terremoti nel 2012 hanno colpito l Emilia Romagna con un bilancio di 27 morti, centinaia di feriti ed immensi danni materiali. Un terremoto della grandezza di 5.9 avvenne il 20 maggio 2012 ed il secondo di 5.8, nove giorni dopo. A fine 2012 la regione Emilia Romagna incaricò un comitato di geo scienziati internazionali di indagare sulla relazione tra estrazione di petrolio e gas ed attività sismica. Il maggio del 2013 il presidente della regione Emilia Romagna, Vasco Errani sospese tutte le richieste di esplorazioni per idrocarburi nell area del terremoto, in attesa del risultato del rapporto. Il rapporto dell ICHESE è stato consegnato il febbraio 2014, ma non ancora sufficientemente divulgato. La rivista inglese Science in un articolo firma di Edwin Cartidge, uno scrittore scientifico residente a Roma, ne ha rivelato il contenuto. Il rapporto, senza entrare ora in dettagli tecnici, mette in relazione i due terremoti con l attività umana di sfruttamento degli idrocarburi. Il ritardo a divulgarlo èi dovuto alla preoccupazione di condizionare negativamente tutta l attività estrattiva. Regione Veneta, in concomitanza con Apennine Energy affermò che il rapporto ICHESE non riguarda Nervesa. Il 17 luglio 2015 un i incontro pubblico sul tema delle trivellazioni e dei depositi di stocaggio sotterranei. venne organizzata a Spresiano (Treviso) dal M5s con la presenza del senatore Girotto, del consigliere regionale Scarabel e di Maria Rita DOrsogna, docente presso la California State University e nota ambientalista. La partecipazione fu numerosa e sensibile alla problematica. Fu messo in rilevo che Il Veneto, già vittima di fenomeni di subsidenza nel rodigino, correva forti rischi legati alle attività estrattive sia in Adriatico che in terraferma, come appunto a Nervesa della Battaglia. Per quanto riguarda lo stoccaggio sotterraneo di gas vi è una una correlazione con sismicità. Per Collalto, dove andrebbe stoccato il gas a Nervesa una dichiarazione del Commissario europeo allAmbiente è stata preoccupante in quanto è situata in una zona con pericolosità sismica media-alta. Attualmente, nel 2018, le aspettative di pochi anni fa sono andate deluse da risultati decisamente insufficienti. Anche il Pozzo Sant’Andrea che aveva l’obiettivo di raggiungere una portata di 50.000 metri cubi di gas al giorno ed era alla rete di distribuzione di Snam Rete Gas è andato produrre portate sempre più basse fino a zero. Comunque Apennine Energy non ha demors0 e ritenendo che la produzione zero sia dovuto solo all’esaurimento di una sacca e non dell’intero giacimento ha richiesto e sta per ottenere alla giunta della regione Veneto la proroga di tre anni del permesso di ricerca di gas definito Carità. La vicenda richiama l’attualità drammatica della relazione tra estrazione di gas e terremoti. Nervesa della Battaglia è ai piedi del Montello, una collina giovane nel cuore della Pedemontana, dove ci sono faglie attive e il rischio di scosse anche di forte entità è alto. Organizzazioni politiche e movimenti ambientalisti di fronte alla richiesta di proroghe dovrebbero prendere posizioni e chiedere al governatore del Veneto, Luca Zaia della Lega e all’assessore all’ambiente Bottacin di Siamo Veneto di non autorizzare estrazione di gas in una zona a medio rischio sismico, come la Pedemontana trevigiana.

Area di ricerca di gas denominata Carità.