Francesco Cecchinni

DANIEL ORTEGA E FIDEL CASTRO, LUGLIO 1980 A MANAGUA.

Il 19 luglio 1979, il Fronte di liberazione nazionale sandinista sconfisse la dittatura di Anastasio Somoza Debayle e iniziò un processo di trasformazione socioeconomica a beneficio della maggioranza del popolo nicaraguense.

L’imperialismo americano e i suoi alleati  in America Latina e Caraibi stano ora intensificando l’ offensiva, creando anche un’opinione pubblica internazionale,  che permetta di rovesciare il governo di Daniel Ortega, eletto meno di due anni fa (novembre 2016) con il 72 percento dei voti. Niente di nuovo sotto il cielo latinoamericano. Quando, il 19 luglio 1979, il Fronte Sandinista sconfisse il regime di Somoza, il presidente Ronald Reagan non esitò un minuto a organizzare un’operazione mafiosa di traffico illegale di droghe e armi , anche oltre quanto autorizzato dal Congresso. dagli Stati Uniti,  per finanziare i &contras& del Nicaragua.

Vale la pena ricordare brevemente la storia di Daniel Ortega, che il 19 luglio 1979 a capo dell’insurrezione che sconfisse il dittatore Anastasio Somoza e divenne un eroe nazionale in Nicaragua.

José Daniel Ortega Saavedraè nacque nel 1945 a La Libertad, non lontano dal lago Nicaragua, nel centro del paese. Suo padre, Daniel Simeón Ortega Cerda, era un contabile in una compagnia mineraria. Si trasferì a La Libertad, attratto dalla ricerca dell’oro. È in questa città che incontra la moglie, Lidia Albertina Saavedra Rivas. Avranno due figli, Sigfrido e Germania, che muoiono in giovane età. Sigfrido muore a due anni, tre giorni prima della nascita di Daniel. Daniel vieene cresciuto dai suoi due genitori borghesi, cattolici, ma oppositori del regime autoritario della famiglia Somoza. Suo padre era un simpatizzante del guerrigliero Sandino, che incontrò e aveva delle sue lettere. Nel 1950, Daniel Ortega e la sua famiglia lasciarono laa regione mineraria di Chontales per stabilirsi nella capitale, Managua. Vivranno dapprima nel popolare quartiere di &Somoza& e poi  prima di  nel distretto di San Antonio, dove il giovane Daniel incontrò molte persone al dittatore. Il padre è un importatore di parti metalliche e filo spinato,  parla ogni giorno di Sandino e suo figlio ne è preso. Negli anni ’60 iniziò a frequentare il giovane partito di opposizione FSLN (Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale), fondato nel 1961 e  ispirato alla lotta armata del generale Augusto Sandino, il grande leader della guerriglia nicaraguense che fu vigliaccamente assassinato dalla Guardia Nazionale nel 1934. Il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale aveva come riferimento anche la rivoluzione cubana ed era caraterizzato da antiimperialismo anti USA. Fin dall’inizio, l’FSLN si organizzò per condurre una guerriglia contro il regime di Anastasio Somoza Debayle. Nel 1967, l’FSLN perse un combattimento a Pancasán. Quello stesso anno, Ortega fu arrestato mentre tentava con i compagni di rapinare una banca per portare fondi al partito. Trascorrerà sette anni in prigione dove sarà torturato ripetutamente. Viene rilasciato insieme ad altri sostenitori dell’FSLN in cambio di ostaggi ,  membri della famiglia Somoza e ambasciatori statunitensi e cileni. Daniel Ortega si unì a tempo pieno alla lotta armata nel 1974, quando l’FSLN iniziò a lanciare operazioni militari più vaste con armi recuperate da un attacco di caserma a Waslala. Ortega prenderà quindi un posto importante nella coorente &insurrezionale& dell’FSLN, che divergeva non sostanzialmente dalla linea  &proletari& e da quella &lunga guerra popolare&. Era però per la riunificazione di questi rami e anche per un allargamento della guerriglia agli altri avversari. Ortega ebbe un ruolo importante. Venne anche colpito da una perdita importante, il  fratello Camilo morì in combattimento all’inizio del 1978, durante la rivolta di Monimbó.  In quel periodo incontrò sua moglie, la poetessa Rosario Murillo, anch’ella impegnato nella lotta armata contro Somoza. Si sposeranno molto più tardi, nel 2005. Dopo la caduta di Somoza e la sua fuga dal Nicaragua l’ FSLN prese il potere e Daniel Ortega nel 1981 divenne coordinatore nazionale.  L’FSLN di ispirazione sociaista  iniziò a nazionalizzare le risorse naturali e le proprietà delle ex famiglie dominanti. Acclamato dalle Nazioni Unite, una grande campagna di alfabetizzazione ridusse il tasso di analfabetismo dal 50% al 13%. I centri di salute gratuiti furono aperti, la pena di morte fu abolita, l’opposizione politica fu accettata. Non appena salito al potere, l’FSLN dovrà affrontare  oppositori organizzati in guerriglia.  I Contras si opponevano alla collettivizzazione della terra, al servizio militare obbligatorio e a molto altro a.cora . Erano finanziati dagli Stati Uniti e tra il 1982 e il 1987 provocheranno la morte di 30.000 persone. Nel 1984 si tennero le elezioni e Daniel Ortega fu eletto per l’FSLN con il 67% dei voti. Ronald Reagan non riconobbe il risultato e decretò un embargo economico al Nicaragua, bloccò i porti per impedire la spedizione di minerali. In quegli anni, il governo di Ortega fu aiutato dall’URSS e da altre nazioni comuniste, Cuba in prima linea. Anche  Il primo mandato fu complicato per Ortega, che dovette affrontare il contesto internazionale in crisi con la guerra fredda e la distruzione causata dalla lunga guerra civile in un paese estremamente povero. Nel 1990 perse le elezioni contro Violeta Chamorro, candidata a un’alleanza anti-sandinista, ottenendo però il 41% dei voti. Jimmy Carter chiese a Ortega di accettare il ballottaggio per il bene del paese, che firmò un accordo di pace anche con i Contras. Tutto ciò fece guadagnare a lui e all’ FSLN fiducia, tanto che Ortega dichiarò continuerà a governare &dal basso& e a privatizzare la proprietà pubblica.

Daniel Ortega perse le elezioni ancora nel 1996 e nel 2002 e le vinse nel  2006, 2011, 2017.  Ma tutto questo è più cronaca che storia.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, pubblicata da Ventura Edizioni Traduce dalle lingue, spagnolo, francese, inglese e brasiliano che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est.

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