Maggio 25, 2020

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Una via d’uscita per il Brasile

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Di Joao Pedro Stedile

 

Il Brasile sta attraversando una grave crisi economica, politica, sociale ed ambientale. Molti fattori hanno contribuito alla comparsa di questa crisi, specialmente la subordinazione della nostra economia alla finanza e ala capitale internazionale che rubano all’intera società.

Il golpe del 2016 [che ha visto la deposizione della presidente Dilma Rousseff] è stato un tentativo da parte della borghesia di salvarsi dalla crisi mettendo il peso di questa sulle spalle della classe operaia. Per fare questo, ha usato i suoi media e il potere giudiziario e parlamentare. Il piano era di rubare le risorse pubbliche, togliere i diritti, subordinare completamente il paese agli interessi internazionali, cedere le risorse naturali come petrolio, minerali e acqua, e le compagnie come Petrobras, Electrobras and Embraer [compagnie nei settori petrolifero, dell’energia elettrica e dell’aeronautica].

Hanno cominciato a fare un lavoro sporco contro la gente nel modo più rapido e subdolo possibile. E quale è stato il risultato? La crisi economica è anche peggiorata. La crisi sociale ha raggiunto livelli di barbarie, con 66 milioni di lavoratori ai margini dell’economia e le sei famiglie più ricche del paese che guadagnano più di 104 milioni di brasiliani. Anche la crisi politica è peggiorata: la popolarità del governo che ha appoggiato il golpe ha raggiunto profondità storiche, e nessuno crede nei politici!

La logica imperante della magistratura ha ribaltato il principio costituzionale: ora tutti sono colpevoli finché non sia dimostrato altrimenti. L’idea che “non abbiamo prove, ma abbiamo una convinzione” ha ottenuto la condizione di legge.

Mentre migliaia di ricercatori corrono il rischio di perdere le loro borse di studio, i giudici come Sergio Moro usano le risorse pubbliche, ricevendo assistenza in materia di alloggi mentre vivono nelle loro case, oltre ad altri privilegi inaccettabili pagati dalla gente.

Il Movimento dei Lavoratori Senza Terra, insieme alle 80 organizzazioni che costituiscono il Fronte Brasiliano del Popolo, crede che il paese abbia necessità di un nuovo progetto di sviluppo affinché la gene mantenga la propria sovranità. Ulteriore subordinazione, sottomissione e sfruttamento delle persone non saranno una via d’uscita per il Brasile.

La gente ha espresso per mezzo di vari sondaggi la loro fiducia nell’alternativa elettorale che è Luiz Inácio Lula da Silva. Questo sia a causa della sua traiettoria e della sua rappresentatività e anche la solidarietà della gente è in empatia con lui a causa della attuale persecuzione che subisce da parte dei media e dei poteri giudiziari, la quale mira a ostacolare la possibilità, per le persone, di una via d’uscita dalla crisi.

Se Lula non sarà un candidato, le elezioni saranno fraudolente, dato che impediranno a un ampio settore del popolo di avere il diritto di scegliere che vuole per la presidenza. La crisi peggiorerà e avremo altri quattro anni di conflitto, di violenza e di peggioramento delle disuguaglianze sociali.

Per costruire un nuovo progetto di paese per noi, con riforme strutturali nella sfera politica, giudiziaria, nei nostri media e nell’economia, è necessario garantire la partecipazione di Lula alle elezioni.

Questo è il motivo per cui i movimenti del popolo hanno fatto uno sciopero della fame a tempo indeterminato dal 31 luglio. Lo scorso venerdì, 10 agosto, c’è stata una mobilitazione nazionale dei lavoratori, richiesta da tutte le federazioni sindacali centrali. I movimenti rurali hanno partecipato a una marcia nazionale verso Brasilia e raggiungeranno la capitale Mercoledì, 15 agosto, quando verrà registrata la candidatura di Lula.

Speriamo che il potere giudiziario ricorderà che, al di sopra delle loro vanità e dei loro interessi, c’è una costituzione che è stata già violata e sottovalutata negli scorsi decenni, che i giudici si sottomettono alla volontà della gente e della Magna Carta, e non agli interessi di Rede Globo (una rete televisiva brasiliana di proprietà del conglomerato dei media) o al progetto di golpe del grande capitale.

João Pedro Stedile è un  economista e  coordinatore nazionale del  Movimento dei Senza Terra e del Fronte Popolare Brasiliano.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/a-way-out-for-brazil

Originale: People’s Dispatch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0