Non era giovanissimo, non sembrava animato dal furore post adolescenziale che porta a volte a fare scelte apparentemente incomprensibili. Non era povero o di bassa istruzione, tanto da poter essere attratto magari da qualche ideale in grado di colmare determinati vuoti nella propria esistenza. Soprattutto, non aveva mai fatto trasparire nulla circa la sua volontà di andare nel Rojava, nel cuore del Kurdistan siriano. Per questo ancora ci si interroga come mai Giovanni Asperti sia voluto andare verso quel campo di battaglia al fianco delle forze curde. E come mai, soprattutto, da lì non sia più tornato

Ad ufficializzare la morte dell’italianoimpegnato nelle forze Ypg, ossia le milizie di autodifesa curde in Siria, è un comunicato della stessa formazione curda. Non si chiariscono però i motivi del decesso. Si sa, e lo si è appreso nelle ore successive alla notizia della morte di Asperti, che lo stesso italiano in qualche modo sapeva di dover morire sul campo. Nello scorso mese di luglio lascia infatti una lettera ai suoi fratelli in cui, tra le altre cose, afferma di andare a combattere nel Rojava: “Faccio conto di non tornare mai più, e non nel senso che vivrò là il resto dei miei giorni: nel senso che cercherò attivamente la morte liberatrice sul campo. Vado a fare la guerra per i curdi”. I suoi fratelli non si spiegano i motivi della scelta. Tutti e tre sono conosciuti nella loro cittadina di origine: Ponteranica, in provincia di Bergamo. Stefano Asperti è preside della facoltà di lettere dell’università La Sapienza di Roma, Carlo Asperti invece lavora per il consorzio aerospaziale Leonardo, infine Andrea Asperti è docente di informatica a Bologna

Continua…

http://www.occhidellaguerra.it/tutto-quello-che-non-torna-dellitaliano-morto-tra-le-milizie-ypg/

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: