Lavoratori di tutto il mondo unitevi. I filosofi hanno solo interpretato il mondo in diversi modi, il punto ora è di cambiarlo.
Karl Marx
Francesco Cecchini
A 201 anni dalla nascita di Karl Marx, nato a Treviri il 5 maggio 1818, questo primo maggio si celebra mentre le contraddizioni del sistema capitalista si acutizzano, preparando il terreno a conflitti sempre di maggiore intensità e dimensione. Il primo maggio non è una giornata di festa, ma di lotta. Le lavoratrici e i lavoratori non hanno nulla da festeggiare con tutti i morti e gli incidenti sul lavoro.
1133 sono stati i morti nel 2018, oltre 3 morti al giorno, a fine marzo 2019 sono stati un centinaio. Sono questi omicidi di cui è complice il profitto capitalistico, con lo sfruttamento nelle fabbriche, con la miseria crescente che ormai riguarda milioni di persone, con la precarietà del lavoro divenuta precarietà delle vite della maggior parte del popolo italiano.
Rifondazione Comunista ha recentemente dichiarato: “E una strage senza fine, una guerra non dichiarata contro le lavoratrici e i lavoratori, una vera e propria mattanza.Del resto in Italia manca ancora un piano nazionale per la sicurezza sul lavoro, un paese, il nostro, in cui si riscontrano ancora limiti inqualificabili, ritardi insopportabili e gravi inadempienze legislative. Laumento della precarietà, la paura di perdere il posto di lavoro, ritmi sempre più veloci e flessibili sono elementi che hanno reso il lavoro sempre meno sicuro e consegnato le lavoratrici e i lavoratori al ricatto. Lo diciamo chiaramente: bene che la manifestazione nazionale del Primo Maggio sia dedicata al tema della sicurezza, ma non basta più. Di fronte a questo dramma serve uno sciopero generale unitario, serve fermare il paese e chiedere al Presidente della Repubblica e al Parlamento, al Governo , di assumere il tema della sicurezza sul lavoro come centrale e prioritario per fermare questo stillicidio. Invece di discutere su come far pagare ancor meno tasse ai ricchi è ora che si discuta di come salvare la vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

Lavoratrici, lavoratori, soggetti politici, sindacali, sociali, di movimento devono scendere in piazza il primo maggio per rivendicare:
— Lavoro sicuro e dignitoso per tutte e tutti.
— Reddito di autodeterminazione adeguato al costo della vita e diritti sociali
— Riduzione dellorario di lavoro e aumento dei salari
— Abrogazione del Jobs Act, della riforma Fornero e della Buona Scuola
— Adeguata retribuzione di stage e tirocini formativi
— Diritto al riposo nei giorni festivi
— Norme volte a tutelare maggiormente le vittime del caporalato
— Forme di welfare per lavoratrici e lavoratori autonomi
— Blocco delle esternalizzazioni in ogni settore pubblico
— Applicazione delle norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro e aumento del personale addetto ai controlli. Basta con le morti sul lavoro!
— Per il diritto alla casa. Per sostenere politiche abitative basate sul recupero e riutilizzo del patrimonio pubblico e privato sfitto. Contro sfratti, precarietà, speculazione
–Il Primo maggio a Taranto vi sarà un grande concerto contro il tradimento del M5s e per la chiusura dell’ILVA per decarbonizzarla.
Anche temi più generali come luscita dalla NATO, labolizione delle ingenti spese militari, la fine di missioni miltari, mascherate da missioni di pace, la solidarietà a popoli oppressi, che rivendicano autonomia e libertà, i saharawi, i curdi, i mapuche vanno agitati.
lL 1° MAGGIO IN PIAZZA PER RIMETTERE AL CENTRO IL CONFLITTO, PER UNA GIORNATA DI LOTTA PER UNA SOCIETA’ SENZA PIU’ CLASSI, PADRONI E SFRUTTAMENTO.

