Maggio 31, 2020

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SERENA PELLEGRINO, RESPONSABILE AMBIENTE DI SINISTRA ITALIANA, E IL VIADOTTO MORANDI.

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Viadotto Morandi dopo il crollo.

Francesco Cecchini


Quella del viadotto Morandi è una storia infinita iniziata con una tragedia che ha distrutto edifici e vite umane e continua dopo quasi un anno con ritardi, tentativi di infiltrazioni della mafia ed altro ancora. Serena Pellegrino, responsabile ambiente di Sinistra Italiana è impegnata a informare sulla situazione del viadotto Morandi. Una settimana fa ha diffuso un importante Esposto firmato da molte persone che ha messo in luce contraddizioni e seri problemi che coinvolgono il viadotto. Il link con l’articolo pubblicato su Ancora Fischia il Vento è il seguente:


https://www.ancorafischiailvento.org/2019/06/16/demolizone-viadotto-morandi-un-esposto/?fbclid=IwAR3aOsSZEhOkEmQsaMvqli26TuFIJ9OVD8hr8qnJJ8b2UdR-5GbAhuElZPI


Attualmente Serena Pellegrino sta diffondendo epromuovendo due interpellanze parlamentari, che ha redatto e stanno per essere presentate. Una versione lunga ed una breve.

Serena Pellegrino Responsabile Ambiente di Sinistra Italiana


Attualmente Serena Pellegrino sta diffondendo promuovendo due interpellanze parlamentari, che ha redatto e stanno per essere presentate. Una versione lunga ed una breve.
In una recente presa di posizione sulle interpellanze Serena Pellegrino dichiara:
In queste settimane le vicende attorno al ponte Morandi si sono, gioco forza, maggiormente acutizzate. Ho partecipato a un dibattito tra tecnici ingegneri e architetti che da mesi stanno studiando sia le carte, i progetti, i calcoli e le analisi lasciate dalling. Morandi, sia gli eventi attorno al crollo del ponte e le cause dello stesso crollo, visionando e analizzando tutta la documentazione a cui è possibile accedere. Ne è scaturito in prima battuta un esposto depositato alla procura di Genova per danno erariale ma successivamente, quanto analizzato e valutato dal gruppo si è scoperto che cera molto più di quello si vuole rendere esplicito alla pubblica opinione. Da tecnico, architetto libero professionista, e da ex parlamentare come vice presidente della commissione ambiente LL.PP. della Camera dei Deputati, ho potuto capire che loro argomentazioni sono assolutamente molto esaustive. Ho così cercato di utilizzare il loro materiale e quanto sono venuta in possesso per elaborare due interpellanze urgenti parlamentari. Con la prima si evidenzia il danno erariale mentre con la seconda, dal momento che il video integrale del crollo non è stato mai reso pubblico e che le cause del crollo non sono ancora state accertate, si chiede al governo che si posticipasse la distruzione dello stesso perché, qualora si procedesse alla sua demolizione (o meglio esplosione), si rischierebbe di seppellire la verità assieme alle macerie. Per una serie di motivazioni queste due interpellanze non sono ancora state depositate. Ringrazio Ancora Fischia il vento e Francesco Cecchini per aver avuto il coraggio di andare contro tendenza verso il main stream che è stato volutamente propinato ai cittadini mentre altri non hanno avuto il coraggio di parlare. Sono consapevole che la vicenda sia complessa dal punto di vista tecnico e spinosa da quello politico, ma la verità che accerti perché 43 persone sono rimaste vittime di un crollo singolare è indispensabile, e la procura, che sicuramente sta facendo tutto quanto necessario, possa avvalersi anche di quello che questi tecnici stanno elaborando.
INTERPELLANZA VERSIONE 1 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti — Per sapere — premesso che: alle ore 11:36 del 14 agosto 2018 la sezione del Viadotto Polcevra, noto anche come Ponte Morandi (dal nome del progettista) che sovrasta la zona fluviale e industriale di Sampierdarena, lunga 149,12 m, è crollata insieme al pilone di sostegno numero 9, provocando 43 vittime. Il Ponte Morandi, inaugurato nel 1967, è un bene dello Stato ed è universalmente considerato opera di grande pregio tecnico ed architettonico e di rilevante interesse storico e culturale, anche quale testimonianza delle capacità tecniche e di innovazione dellItalia del dopoguerra. Come noto, il Viadotto Polcevera è lungo complessivamente circa 1.120 metri ed è costituito da due parti principali di cui una strallata, lato levante, lunga circa 600 metri e divisa in tre sezioni sostenute da tre antenne (indicate 9, 10, 11), mentre la parte restante, lato ponente, è lunga circa 520 metri ed è costituita da impalcati con semplice appoggio su piloni. La situazione ad oggi è che circa il 20% del viadotto è crollato, un altro 20% è sotto controllo, mentre il 60% dellopera persiste, ad un anno dal crollo, in condizioni apparentemente normali e comunque non diverse da quelle della grande maggioranza delle opere presenti sulla nostra rete stradale. Inoltre, le fondazioni dell 80% dellopera appaiono a vista del tutto integre ed in perfetta efficienza. Siamo alla vigilia della demolizione integrale dellopera, in particolare del viadotto lato ponente dalla pila 1 alla pila 8 : demolizione integrale che costituisce quindi una perdita irreversibile per il patrimonio pubblico. La demolizione e ricostruzione nella stessa sede comporta la necessità di demolire preliminarmente gli edifici sottostanti e rende impossibili eventuali ulteriori.
INTERPELLANZA VERSIONE 2
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti — Per sapere — premesso che:
dal 9 febbraio scorso è in giacenza presso il Procuratore Regionale della Corte dei conti della Liguria un esposto urgente firmato da 56 tra ingegneri, architetti e docenti universitari relativo a presunte anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sulla valle del Polcevera (cosiddetto Viadotto Morandi) a Genova; nellesposto urgente i firmatari afferma e motivano che: la decisione della demolizione integrale dellopera e della sua totale ricostruzione, in particolare del viadotto lato ponente dalla pila 1 alla pila 8, non appare razionale né sufficientemente motivata; la procedura di affidamento della demolizione e ricostruzione integrale del Viadotto Morandi appare del tutto anomala in quanto, come noto, è una procedura di negoziazione privata, senza gara o comunque procedura concorrenziale ad evidenza pubblica, per un affidamento superiore ai 200 milioni di euro, in deroga a tutte le norme in materia di appalti pubblici sia nazionali che europee. In ogni caso, le scelte operate non appaiono razionali né sufficientemente motivate;
in sintesi a giudizio degli esponenti, ed in base alle informazioni pubblicamente disponibili, le scelte operate in sede di affidamento appaiono lesive degli interessi pubblici. Tali scelte sembrano infatti comportare, rispetto ad altre possibili soluzioni che non sembrano essere state prese in considerazione, un rilevante aggravio di spesa, il cui addebito al Concessionario è tuttora incerto, oltre a cagionare ingenti danni indiretti alleconomia locale e nazionale per la presumibile maggior durata dei lavori.
Al Ministro in indirizzo
Se è a conoscenza di quanto in premesse e nel caso se non intenda avviare gli opportuni accertamenti, di sua competenza, per verificare le incongruenze ed anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento relativo ai lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sulla valle del Polcevera (cosiddetto Viadotto Morandi) a Genova nonché di attivare i necessari accertamenti e provvedimenti al fine di evitare eventuali danni erariali conseguenti.

LA PRESENTAZIONE DELLE DUE INTERPELLANZE E RISPOSTA DA PARTE DEL MINISTRO SARANO, SENZ’ALTRO UN PASSO IN AVANTI NEL FAR LUCE SULLA TRAGICA VICENDA DEL VIADOTTO MORANDI.