Uribe in prigione


Francesco Cecchini


L’ex presidente colombiano Álvaro Uribe (2002-2010) è stato citato martedì scorso dalla Corte Suprema di Giustizia per un processo aperto contro di lui per presunte frodi procedurali e corruzione di testimoni. Sarà il primo presidente che deve affrontare un processo nella Corte suprema di giustizia e ciò sta avendo un forte impatto nel paese.
Uribe, che divide i colombiani ha vari processi aperti per legami con paramilitari e complicità con massacri.
Questa è una causa che lo stesso Uribe ha presentato cinque anni fa contro il suo antagonista, il senatore Iván Cepeda, del partito di sinistra Polo democratico alternativo di sinistra, che accusò di cercare exparamilitari nelle carceri da usare come falsi testimoni per dichiarare contro di lui, nello specifico per aver fondato un blocco metropolitano delle Forze di autodifesa della Colombia (AUC).
La causa è divenuta un boomerang per Uribe, ora senatore del partito Centro democratico al governo. Il giudice José Luis Barceló non solo archiviò la causa contro Cepeda, ma decise di aprire un’indagine su Uribe per presunta manipolazione di testimoni contro Cepeda,
I testimoni sia dell’accusa che della difesa sono per lo più exparamilitari in prigione, alcuni dei quali hanno affermato di aver ricevuto denaro o promesse di aiuto in cambio di dichiarazioni a favore di Uribe.
Un esempio eclatante, tra i molti. Juan Guillermo Monsalve che faceva parte blocco metropolitano delle Forze di autodifesa della Colombia (AUC) che operava nell’area di Medellín, sta scontando una pena di 40 anni nella prigione di Bogotà a La Picota. Consalve assicurò a Cepeda che in “Guacharacas”, una fattoria che era di proprietà della famiglia Uribe nel dipartimento di Antioquia furono organizzati assassinii eseguiti da paramilitari. Cosa negata da Uribe. Monsalve ha poi scritto una lettera, inviata alla Corte suprema di giustizia, di ritrattazione e considerata fatta sotto pressione da Uribe. Come presunto responsabile della manovra di ritrattazione è l’avvocato criminalista Diego Cadena, noto per aver difeso i trafficanti di droga e per aver visitato le carceri per convincere gli exparamilitari, tra cui Monsalve, a dichiarare a favore di Uribe.
Questo processo, che non sarà breve può portare a causa delle prove finora conosciute in carcere Uribe.
In Colombia c’è una forte mobiliazione della destra, che è forte e al governo, a favore di Uribe.

Uribe è colpevole

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, pubblicata da Ventura Edizioni Traduce dalle lingue, spagnolo, francese, inglese e brasiliano che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est.

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