Il cacerolazo è una parola spagnola che indica una forma di protesta che si realizza percuotendo casseruole (da cui il nome), tegami, pentole, coperchi, mestoli, suppellettili da cucina, o altri utensili simili di uso comune.



Francesco Cecchini


Il 21 gennaio, ritornano i giorni di protesta convocati dal Comitato dello Sciopero (Comité del Paro), iniziati il 21 novembre dell’anno scorso. Sebbene il governo nazionale abbia tenuto sei riunioni con il comitato, composto da sindacati, studenti e altre organizzazioni civili, queste non hanno dato risultati. Tra le richieste del Comitato vi sono, tra altre, principalmente, la riforma del lavoro e delle pensioni, la riforma fiscale e misure per proteggere la vita dei leader sociali e degli ex guerriglieri.
C’è anche un altro problema che ostacola l’inizio di una negoziazione reale, in quanto il Comitato dello Sciopero (Comité del Paro) ha richiesto un tavolo esclusivo di dialogo e di non far parte della Conversazione Nazionale, che è un’istanza creata dal governo di Iván Duque, alla quale partecipano tutti, anche l’oligarchia politico-sociale ed economica colombiana.
In Conversazione Nazionale è stata abilitata una piattaforma digitale in cui sono state ricevute oltre 11.264 proposte di cittadini e per questo primo trimestre sono previste 20 sessioni di conversazione con diversi settori e 15 sessioni nelle regioni. I leader del Comitato Paro assicurano che tutto ciò non risolverà le ragioni delle proteste nelle strade, che hanno causato ingenti perditè economiche e la morte di diverse persone, tra cui il giovane Dilan Cruz, morto a Bogotà dopo essere stato colpito da un proiettile sparato dall’ Esmad.
Per Julio Roberto Gómez, presidente della Confederazione generale del lavoro (CGT), è possibile trovare soluzioni solo se si intende cercare un vero accordo e il governo riconosce che si tratta di un processo di negoziazione.
Uno dei temi ai quali il Comitato dello Sciopero (Comité del Paro) si oppone è il fracking nel paese. Il link con un articolo su Ancora Fischia il Vento è il seguente:
https://www.ancorafischiailvento.org/2020/01/18/il-fracking-in-colombia-nel-2020/

Studenti manifestano


Professori e sudenti hanno detto che si uniranno al cacerolazo del 21 novembre oltre che per problemi specifici inerenti alla scuola contro la disoccupazione, a difesa della vita,rifiutando l’uccisione sistematica di leader sociali e di ex guerriglieri e contro i falsos positivos, contestando la politica della sicurezza dei vertici militari. Contro inoltre le chuzadas: intercettazioni telefoniche, inseguimenti illegali, eredità dell’ex presidente Álvaro Uribe Vélez. A proposito di chuzadas è previsto che a breve il direttore di Human Rights Watch visiterà la Colombia per indagare.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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