Dicembre 3, 2020

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Graviano, la Mafia ed i ‘Poteri forti’

Silvio Berlusconi e Giuseppe Graviano (foto da infosannio.wordpress.com)

La storia italiana è caratterizzata da collusioni e, in taluni casi, da veri e propri legami associativi della ‘Politica’ con ‘Cosa nostra’.

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‘La mia famiglia e il Cavaliere erano soci’, quest’affermazione, subito smentita dai legali di Silvio Berlusconi, è stata fatta dal boss mafioso Giuseppe Graviano

Le rivelazioni fatte nel corso del processo alla ‘ndrangheta che si sta celebrando a Reggio Calabria dal boss mafioso stragista Giuseppe Graviano non sorprendono. La Mafia ha sempre stretto patti con ‘i poteri forti’ e con settori deviati delle istituzioni. Senza queste ‘relazioni’ la criminalità organizzata non avrebbe potuto proliferare ed arricchirsi. La storia italiana è caratterizzata da collusioni e, in taluni casi, da veri e propri legami associativi della ‘Politica’ con ‘Cosa nostra’. Ecco come Giovanni Fasanella e Mario José Cereghino, autori del libro Tangentopoli nera, definiscono i legami tra il Fascismo e la Mafia. ‘Eloquenti anche le informazioni sui rapporti tra il fascismo e la mafia, a dispetto del mito creato dalla propaganda del regime intorno alla figura del <Prefetto di ferro> quel Cesare Mori inviato in Sicilia negli anni Venti per debellare le cosche. In realtà, fin dal 1919, Mussolini ha sistematicamente perseguitato e annientato le vecchie <famiglie> rurali ancora legate ai partiti dell’età liberale, sostituendole con la <giovane mafia> in camicia nera, diretta espressione del Pnf, composta da delinquenti comuni di città provenienti dai ranghi criminali più bassi, ladri, ruffiani, borsaioli, rapinatori, assassini, spacciatori, tutti elementi violenti e aggressivi per indole. Insomma, le stesse tipologie emerse dai rapporti di polizia sulla banda Giampaoli (gerarca fascista). Non è casuale, dunque, che diversi elementi provenienti dall’isola operino nelle squadre d’azione milanesi e di altre città del Nord.

I rapporti affaristici tra il regime e le cosche si ramificano anche oltreoceano e passano attraverso un pezzo da novanta delle famiglie americane di origine siciliana e campana: Vito Genovese, il tramite occulto fra Mussolini e un notissimo editore e costruttore statunitense nato in provincia di Benevento, Generoso Pope. Assieme ai suoi tre figli, dietro la facciata di stimato imprenditore, Pope è in realtà uno dei capi delle organizzazioni criminali italiane negli Usa. Controlla il fronte del porto di New York, ha di fatto il monopolio delle opere edilizie a Manhattan, è proprietario del quotidiano Il Progresso Italo-Americano, ha contatti con gran parte del mondo politico e gode di ampie entrature persino alla Casa Bianca del presidente Franklin Delano Roosevelt. Tra i suoi sodali, oltre a Vito Genovese, c’è anche il terribile Frank Costello. Pope appoggia il fascismo sin dai primordi, tant’è che nei suoi viaggi a Roma ha più volte incontrato Mussolini. È la sua rete criminale, oltre a essere in affari con il Duce ed altri gerarchi, serve anche da supporto occulto per l’intelligence italiana sulla costa orientale degli Sati Uniti. Un patto d ferro che andrà avanti fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale’.

Fonte ‘Tangentopoli Nera’ di Mario José Cereghino e Giovanni Fasanella, editore Sperling & Kupfer

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