Settembre 20, 2020

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Proseguono le primarie democratiche negli Stati Uniti

Pete Buttigieg tra i suoi sostenitori a Somersworth, N.H. Foto: New York Times

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Il turno del New Hampshire

Augurandoci che questa volta vada tutto bene i conteggi dei voti non riservino amare sorprese come in Iowa, tra qualche ora dovremmo sapere quale candidato democratico sarà il preferito nello Stato del New Hampshire. Il piccolo Stato è situato nel Nord – Est degli Stati Uniti, nel cuore della regione del New England e si compone di pittoreschi paesaggi e suggestive cittadine. Si tratta della seconda circoscrizione nella quale i democratici si sfidano. Questa volta il voto sarà segreto; diversamente dai caucus in Iowa, infatti, a Concord e negli altri seggi del New Hampshire le primarie si svolgono in maniera più tradizionale, per così dire.

La situazione

La settimana compresa tra l’incredibile pasticcio in Iowa e il voto nel New Hampshire è stata caratterizzata, sul fronte dem, dal lungo conteggio dei voti del caucus e dagli attacchi personali tra i vari aspiranti alla nomination democratica. Lo scrutinio ufficiale in Iowa, ancora messo in dubbio da qualcuno, ha favorito Pete Buttigieg, il quale ha guadagnato 14 delegati. Al secondo, Bernie Sanders, ne sono stati assegnati 12. Via via gli altri esponenti hanno guadagnato un numero di delegati proporzionale al loro risultato: 8 per Elizabeth Warren, 6 per Joe Biden e 1 per Amy Klobuchar.

Come si sono preparati i principali candidati a questo secondo round? Innanzitutto esaminando i sondaggi. Come sempre, la loro attendibilità non è indiscutibile, eppure sembrano delineare una sorta di replay della situazione nell’Iowa. Buttigieg e Sanders sarebbero i favoriti (il senatore del vicino Vermont, sarebbe l’uomo da battere, con circa il 23% delle preferenze, con Mayor Pete buon secondo, attestato intorno al 20%), Warren sarebbe in vantaggio su Biden, mentre Klobuchar, forte di una buona performance nel dibattito tenutosi qualche giorno fa, starebbe riducendo la distanza con i primi quattro.

Schermaglie e strategie

La battaglia più urlata è stata, in settimana, tra Biden e Buttigieg, i quali si contendono l’elettorato dem più moderato, quello che vede Warren e Sanders come due pericolosi estremisti. Anche Amy Klobuchar punta a questi voti ma il suo stile politico più difensivo tende ad abbassare i toni, e ha infatti preferito concentrarsi sulla sua campagna piuttosto che sugli attacchi ai rivali.

Bernie Sanders, che può invece contare su un elettorato più battagliero, ha caricato i suoi come molle, prendendosela soprattutto con Buttigieg, visto come l’avversario più temibile. Il manager della campagna del senatore del Vermont, Faiz Shakir, ha affermato che chiederà un riconteggio dei voti in Iowa, poiché il conteggio ufficiale differisce da quello interno dello staff di Sanders, il quale aveva visto il 78enne come vincitore. Elizabeth Warren ha percorso una strada diversa, non ha attaccato gli avversari ma ha scelto di ripercorrere la sua storia politica, ricordando ai suoi sostenitori come sia la persona in grado di vincere le sfide considerate impossibili. In passato, in effetti, la senatrice è riuscita in due occasioni a risultare vincitrice di due battaglie considerate politicamente già perse: il Consumer Financial Protection Bureau e la vittoria su Scott Brown nel 2012, che la rese senatrice dello Stato del Massachusetts.

La senatrice avrà davvero bisogno di vincerla questa battaglia, o la sua campagna rischia di arenarsi molto presto.

Chi in un modo, chi nell’altro, tutti i candidati democratici hanno giocato le loro carte nel New Hampsire. L’11 febbraio lo Stato sceglierà con chi schierarsi e, inevitabilmente, il vincitore avrà una rincorsa più lunga per i prossimi appuntamenti. Non appena ci saranno dei voti da analizzare per il New Hampshire, lo faremo in queste righe.