Ottobre 30, 2020

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Gli Stati Uniti fanno la predica al mondo sui diritti umani, mentre i loro poliziotti uccidono impunemente i neri

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“Essere nero in America non dovrebbe essere una condanna a morte”, così da detto il sindaco di Minneapolis Jacob Frey a seguito dello scioccante e orribile omicidio di George Floyd da parte di un ufficiale di polizia per le strade di Saint Paul.

Floyd (46 anni) è stato filmato [in inglese] dai passanti ammanettato e bloccato faccia a terra, mentre un poliziotto gli comprimeva il proprio ginocchio sul suo collo per otto minuti. Nonostante le numerose implorazioni di Floyd per il fatto che non poteva respirare e le proteste dei passanti affinché fosse lasciato andare, il poliziotto l’ha soffocato fino alla morte.

Secondo quanto riferito [in inglese], quattro ufficiali sarebbero stati licenziati a seguito delle ondate di rivolte seguite all’uccisione di Floyd. A Minneapolis e in altre città sono scoppiate rivolte per molte notti a seguito dell’incidente del 25 maggio. Le riprese video mostrano [in inglese] che la vittima non stesse facendo resistenza all’arresto, come invece le forze di polizia avevano inizialmente sostenuto. È stato arrestato in base al sospetto che avesse utilizzato una banconota falsa da 20 dollari in un ristorante. L’uso di una forza così eccessiva da parte della polizia, anche se vi fosse un’effettiva accusa di contraffazione, è oscenamente inappropriata.

Evidentemente George Floyd è stato linciato da un poliziotto bianco per una strada di città in pieno giorno. Il vero “crimine” della vittima era il fatto di essere nero.

Studi sui dati ufficiali dimostrano [in inglese] sistematicamente che i maschi neri degli Stati Uniti, in rapporto alla popolazione, hanno una probabilità molto maggiore di morire durante un incontro con la polizia rispetto alla loro controparte bianca.

Il caso di George Floyd ricorda [in inglese] tristemente quello di Eric Garner, che fu soffocato a morte da un ufficiale di polizia a New York nel 2014. Garner era stato fermato perché sospettato della vendita per strada di sigarette di contrabbando. Anche lui aveva supplicato pietà mentre era nella stretta mortale, dicendo agli ufficiali che non poteva respirare prima di venir soffocato fino alla morte.

Molte morti per mano di agenti delle forze dell’ordine sono comunque causate da armi da fuoco. Immancabilmente la scusa ripetuta a pappagallo è quella che “l’agente ha sentito la sua vita in pericolo” a causa della vittima. Philando Castile è stato ucciso [in inglese] con cinque colpi di pistola al volante della sua auto ferma nel luglio del 2016, perché l’agente del traffico ha ritenuto che Castile stesse muovendo sospettosamente la mano. Ciò avvenne dopo che la vittima aveva detto in maniera calma all’agente che aveva un’arma da fuoco in auto proprio allo scopo di avvertirlo e di evitare l’errore fatale.

La grande maggioranza dei poliziotti accusati di questo tipo di omicidi razzisti non vengono mai processati, oppure vengono assolti.

Michael Brown, un ragazzino, è stato ucciso nel 2014 a Ferguson, nel Missouri, anche se i testimoni [in inglese] dicono che avesse le mani in alto al momento del confronto con l’agente di polizia. Il poliziotto non è stato nemmeno incriminato dopo che un Gran Giurì ha accettato la sua versione di essersi trovato in pericolo.

Tamir Rice, un ragazzo di dodici anni, è stato ucciso a colpi di pistola da due poliziotti a Cleveland, in Ohio, nel 2014. Sospettato [in inglese] di portare armi da fuoco mentre giocava in un parco giochi per bambini. Si è poi scoperto che il bambino stava giocando con una pistola giocattolo. Non sono stati presi provvedimenti contro i suoi assassini.

Questo sistema d’impunità istituzionalizzato per gli agenti di polizia, che sono autorizzati a farla franca nei casi di omicidio, inevitabilmente va a riversarsi in maniera più ampia sulla società. Il sospetto razzista verso uomini neri coinvolti in crimini è invocato di volta in volta da vigilantes armati auto-nominati.

All’inizio di quest’anno, in febbraio, Ahmaud Arbery è stato freddato [in inglese] per strada mentre era uscito Ahmaud Arbery per fare allenamento correndo a Brunswich, in Georgia. I suoi aggressori, padre e figlio bianchi, sospettavano che fosse in connessione con un furto con scasso avvenuto in una casa della zona. Le riprese video mostrano chiaramente come la vittima fosse disarmata e in tenuta sportiva da allenamento. Nonostante questo, è stato ucciso dai colpi di arma da fuoco dei due uomini, uno dei quali è un ex agente di polizia.

Un altro caso [in inglese] noto è quello di Trayvon Martin, un ragazzino che è stato molestato e colpito a morte da colpi di pistola nel 2012 in Florida, per mano di un vigilante di zona, ancora una volta in base al sospetto che stesse commettendo un furto.

La scioccante verità è che il linciaggio di afro-americani negli Stati Uniti è tuttora in uso come lo era durante la segregazione razziale negli stati del sud e le connesse leggi segregazioniste di Jim Crow, che sono ancora vivide nella memoria. Il Klu Klux Klan forse non brucia più le croci apertamente o trascina le sue vittime con le jeep lungo le strade fino allo smembramento dei loro corpi. Le leggi sull’uguaglianza dagli anni ‘60 hanno introdotto una sembianza di uniformità nei diritti di razza e nella protezione legale.

Ma nel mondo reale della società USA, i neri sono ancora sistematicamente [in inglese] più poveri, più disoccupati, malati, vittime di discriminazioni e disagiati. La pandemia di coronavirus ha scatenato il caos negli USA, con più di centomila morti in quattro mesi, e sta colpendo gli afro-americani in maniera sproporzionatamente più forte [in inglese] a causa della loro condizione di impoverimento.

Il soffocare e lo sparare ai neri godendo dell’impunità da parte dei poliziotti o dei vigilantes è parte dell’architettura di sistematico razzismo che pervade gli Stati Uniti. Questo a causa del sistema classista capitalista americano che relega i neri e le altre minoranze ai ranghi più bassi all’interno della classe lavoratrice povera.

Una sinistra manifestazione di tutto ciò è stata vista a seguito da quanto accaduto [in inglese] la scorsa settimana al Central Park di New York: una donna bianca in stato isterico ha chiamato il 911 [numero unico di emergenza USA] ritenendo che la sua vita fosse messa in pericolo da un uomo di colore. L’uomo aveva semplicemente ed educatamente chiesto alla signora di tenere al guinzaglio il proprio cane in linea con il regolamento del parco. La ripresa video raccolta dall’uomo mostra come la donna non fosse stata in alcun modo importunata durante l’episodio. Evidentemente la signora ha accusato falsamente l’uomo di cattive intenzioni e inoltre, arrogantemente, sentiva che il suo reclamo di donna bianca sarebbe stato subito raccolto dalle forze dell’ordine contro il signore nero.

Se il poliziotto avesse risposto abbastanza velocemente per arrivare in tempo su questa scena, probabilmente l’uomo sarebbe stato colpito a morte per resistenza all’arresto, o per il sospetto di avere messo a rischio la loro vita con i suoi cannocchiali da bird-watching. Tutto ciò perché essere neri in America è una condanna a morte.

E tuttavia i politici americani e i media hanno l’audacia di dare lezioni e sanzionare la Cina, la Russia, Cuba, l’Iran ed altre nazioni in nome dei diritti umani.

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Articolo di Finian Cunningham pubblicato su Strategic Culture Foundation il 30 maggio 2020
Traduzione in italiano di Michele Passarelli per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]