Se c’è una cosa su cui i governi, dall’entrata in vigore della riforma Fornero, si sono trovati d’accordo è stato il taglio dei coefficienti di calcolo dell’importo delle prestazioni pensionistiche. Secondo un calcolo fatto dal Corriere della sera, in totale in 11 anni si sarebbe perso circa il 12% del valore delle pensioni per i nuovi beneficiari grazie alle politiche di taglio sugli assegni. Il risultato? Si dovrà lavorare sempre più a lungo per ottenere un assegno che possa permettere una vita dignitosa.
Oggi il 36,3% dei pensionati non arriva a 1000 euro al mese, e con l’avanzare dei lavori discontinui e precari si prospetta un futuro devastante per milioni di lavoratori e lavoratrici, che alla fine della loro vita lavorativa si troveranno con delle pensioni da fame. Redistribuire la ricchezza da un lato e garantire dei lavori degni e sicuri sono condizioni indispensabili per garantire pensioni buone e la stabilità finanziaria dell’INPS.
Basta tagli!
In foto la storia dei coefficienti di trasformazione dal 1996 ad oggi.
Potere al popolo

