Settembre 22, 2020

AFV

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Gente di Beirut: eterno bersaglio

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Riceviamo e pubblichiamo

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Libano 2020, Luglio. Allarme dell’ONU: è una polveriera sul punto di esplodere con conseguenze inimmaginabili per la tenuta economica e sociale e per il rispetto dei diritti umani. Agosto, Giorno 3: le proteste popolari, da  ottobre 2019,  localmente diventano più violente nei principali centri del movimento contro il carovita e il sistema clientelare. Giorno 4: APOCALISSE a BEIRUT

Il Primo Ministro Hassan Diab ha detto che a esplodere sarebbe stato un deposito dI 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio. ‎NH4NO3 è un composto chimico usato come fertilizzante e per produrre esplosivi. Il presidente Michel Aoun ha dichiarato che la sostanza era stata sequestrata sei anni fa e poi  lasciata nel magazzino del porto.

Il nitrato d’ammonio non si attiva senza  un intervento d’innesco. Inizia un mistero che non si scioglierà mai del tutto, essendo i sospetti funzionali alla creazione e mantenimento del caos.

Immediatamente il giorno 4:
1) Comunicazione da fonte politica diffusa dal canale televisivo pubblico israeliano Kan “Lo Stato di Israele non è convolto nell’esplosione al porto di Beirut”.
2) Richard Silverstein (nota*) Breaking: Israel Bombed Beirut  “Israele ha fatto saltare in aria un deposito di munizioni Hezbollah nel porto di Beirut, ma non sapeva in anticipo che un magazzino vicino conteneva un’enorme quantità di nitrato di ammonio. Il governo, sopraffatto dall’entità delle uccisioni e delle distruzioni, si è affrettato a negare il coinvolgimento israeliano, anche prima che qualcuno in Libano incolpasse Israele.”

L’indomani:
Cinque teorie complottiste accusano: Hezbollah, Israele, l’esplosione di un magazzino di fuochi d’artificio, un attacco nucleare di origine sconosciuta, una nave turca che trasportava esplosivi. Argomentazioni nell’articolo Beirut explosion: Five conspiracy theories explained

I giorni seguenti:
Un diluvio di menzogne trabocca dal web. Un’analisi dell’Associated Press rivela che su YouTube e in Twitter un filmato. diventato virale, è  modificato per aggiungere quello che sembra un missile. Il filmato falso è stato pubblicato venerdì quando il presidente Michel Aoun ha affermato che le indagini sull’esplosione avrebbero cercato di determinare se un razzo, una bomba o altre ‘interferenze esterne’ abbiano avuto un ruolo nel disastro.

Asia Times, Pepe Escobar
“Israele ha ammesso che l’Hangar 12 non era un’unità di deposito di armi di Hezbollah. Eppure, cosa cruciale, lo stesso giorno dell’esplosione di Beirut, e in seguito a una serie di sospette esplosioni in Iran e all’alta tensione al confine tra Siria e Israele, il primo ministro Netanyahu [n.d.r. :durante una visita alle forze armate martedì 4] ha detto ‘Avevamo colpito una cellula e ora abbiamo colpito gli spedizionieri. Faremo il necessario per difenderci’ Suggerisco a tutti loro, incluso Hezbollah, di considerare questo” Ciò si collega all’intento, apertamente proclamato alla fine della scorsa settimana, di bombardare le infrastrutture libanesi se Hezbollah danneggia i soldati o i civili israeliani.”

Donald Trump è stato tra quelli che hanno subito  ipotizzato la matrice stragista, già nelle ore immediatamente successive ai fatti, ha definito la tragedia avvenuta nella capitale libanese un chiaro gesto terroristico, affermando che i generali del Pentagono hanno subito pensato a una bomba di “particolare fabbricazione”. Scrive Affari Internazionali:”Pur non pronunciando il nome, l’inquilino della Casa Bianca si riferiva a Hezbollah anche per la coincidenza temporale con l’attesa sentenza sull’uccisione di Rafik Hariri. La Casa Bianca ha giocato la carta della crociata anti-sciita e anti-iraniana per conferire, in chiave elettorale, nuovo vigore alla politica estera del presidente passata in secondo piano a causa del virus e delle vicende interne. “

L’Antiplomatico, Fabrizio Casari “Ciò che si è voluto spacciare come versione più credibile è l’ipotesi che si sia trattato di una violentissima esplosione di nitrato, ma i dati tecnici a supporto non sembrano confermare. Perché una esplosione di nitrato produce fumo nero e non bianco e rosso come si vede nei filmati. Inoltre, indipendentemente dalla quantità di nitrato, in nessun modo una sua esplosione può sviluppare la forma “a fungo” che si è vista nei video, tipica invece di una esplosione atomica, anche a bassissimo potenziale. Da ultimo, per un cortocircuito, per il fuoco o per alta temperatura il nitrato non esplode: serve un detonatore con innesco. E comunque, per quanto forte sia l’esplosione del nitrato, essa non determinerà mai un terremoto di 4,5 gradi della scala Richter, come quello registrato a seguito delle esplosioni. Le esplosioni, va ricordato, sono state due e non simultanee. La probabilità che acquista forza di ora in ora è che si sia trattato di due missili, il secondo dei quali lanciato dopo l’arrivo dei soccorritori. Secondo Hussein Karim, esperto di esplosivi, il primo sembra un missile antinave del tipo Gabriel, il secondo del tipo Dalila. Dunque si sarebbe trattato di un attentato israeliano.”

Dentro Israele
Il paese viene da Quattro settimane di proteste anti- Netanyahu e attraversa una fase pericolosa per la tenuta della democrazia. Scriveva già il mese scorso  l’osservatore politico Chemi Shalev su Haaretz “Un primo ministro più freddo e più fermo avrebbe potuto tentare di disinnescare le proteste accogliendole o, per lo meno, ignorandole. Netanyahu, tuttavia, non solo è paranoico per natura e soggetto a attacchi di isteria quando si trova di fronte a sfide inaspettate, ma sta combattendo per la sua vita politica e forse anche per la libertà personale.”  Al momento Netanyahu è stretto fra le proteste e i processi per corruzione, l’accordo con Benny Gantz scricchiola e la sensazione degli osservatori è che stia manovrando per arrivare ad una quarta tornata elettorale. I diversivi servono.  Ron Prozor, diplomatico israeliano, sul Jerusalem Post guida la  campagna contro Hezbollah “Se l’Europa non agisce ora per salvare il Libano da Hezbollah e dall’Iran, potrebbe non esserci mai un’altra possibilità.”

Dentro il Libano:
L’ampiezza della devastazione è puntualmente e vividamente esposta in Limes da Lorenzo Trombetta, giornalista residente a Beirut e profondo conoscitore del Libano, dal report è tragico intravedere che il settarismo non arretra un passo dinanzi alla catastrofe…

Sabato 8 agosto  Un’ondata di rabbia: i manifestanti a Beirut hanno occupato ministeri, appiccato il fuoco e mentre infuriavano gli scontri con le forze di sicurezza, il primo ministro Hassan Diab ha pronunciato un discorso alla nazione che non lasciava dubbi sul fatto che l’establishment politico è determinato a indagare. Ha offerto elezioni anticipate, proponendo due mesi necessari per ottenere un accordo tra le fazioni politiche.Ma i manifestanti hanno ribattuto  che non vogliono che siano questi politici ad accordarsi sulle elezioni anticipate con lo stesso sistema settario vecchio di decenni.
Domenica 9 agosto:  I leader mondiali riuniti in videoconferenza dal presidente francese Emmanuel Macron, con il sostegno dell’Onu, decidono un finanziamento di 250 milioni di euro da stanziare “prima possibile”.
Lunedì 10 agosto: il Primo Ministro Hassan Diab ha rassegnato le dimissioni. 3 ministri si erano già dimessi nei giorni scorsi.

nota (*) Richard Silverstein: saggistasionista critico e progressista, sostiene il ‘ritiro israeliano ai confini pre-67 e l’accordo di pace garantito a livello internazionale con i palestinesi 

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