Grillo, Di Battista, Casaleggio, Di Maio

Francesco Cecchini

Il cielo del M5s non è stellato, ma nuvoloso. Sopra le nuvole vi sono non stelle, ma polvere di stelle e sotto una grande confusione. M5s non è solo in crisi di consensi, vedi il flop alle ultime regionali, ma è diviso e rischia il suicidio politico.

Divisi, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio si azzuffano di brutto per una questione di soldi. Di Maio ha affermato: “Casaleggio ci ha chiesto un milione e 200mila euro per gestire Rousseau. Così non va, non può andare, non è possibile”. Davide Casaleggio ha risposto arabbiato a Luigi Di Maio. “Non siamo la cassa del Movimento, stop fake news”. Di Maio vuole togliere la cassa a Davide Casaleggio, che si difende anche affermando che i soldi sono stati usati per spese legali di Crimi, Di Maio ed altri.

Se Luigi Di Maio è contro Rousseau e Davide Casaleggio non lo è Alessandro di Battista che ha detto: ” So che Davide ha a cuore i principi del M5s a partire dalla democrazia diretta.” Nel suo programma recentemente presentato Di Battista ha scritto “La piattaforma Rousseau è il cuore del Movimento 5 Stelle: va rafforzata per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta e permettere agli iscritti di esercitare la giusta pressione sui portavoce”.                                            

Poco tempo fa Alessandro Di Battista è sceso in campo  con una serie di proposte ritenute fondamentali e in netto contrasto con la cupula pentastellata Di Maio, Crimi e company. Per esempio alle prossime elezioni politiche M5s deve andare da solo, senza alleanze, perché l’ alleanza con il Partito Democratico è peste nera.

Poi vi sono le divisioni locali come a Roma dove Virginia Raggi ha dichiarato di volersi ricandidare a sindaco, dividendo i grillini romani. Alcuni sono d’ accordo mentre altri sono favorevoli a un patto  con il PD. E così via in altre situazioni.

Mentre infuria la guerra fra il M5s e Davide Casaleggio, con i 5S pronti a usare la via giudiziaria per avere la lista degli iscritti, e aleggiano venti di scissione il 6 e 7 novembre si terrà la Resa dei Conti, che Vito Crimi, che ha deciso la data, chiama Stati Generali. La Resa dei Conti è nella testa dell’ ex capo politico Luigi Di Maio, che vuole tornare ad essere capo politico e allontanare chi si oppone a ciò. Spazzare via il vecchio per fare largo al nuovo Movimento 5 Stelle, quello lontano da Davide Casaleggio e ,forse, anche lontano da Alessandro Di Battista.                                                                

Il 20 ottobre la Resa dei Conti-Stati Generali è stata rinviata  dallo stesso Vito Crimi al 14 e 15 novembre, ufficialmente per ragioni di sicurezza sanitaria dovuta al coronavirus e sarà virtuale. Poi si sa che in M5s tra realta e ufficialità vi sono sempre differenze.

Il capo politico dei Cinquestelle Vito Crimi, nel quartiere Secondigliano a Napoli per dare sostegno al candidato M5s Luigi Napolitano alle suppletive per un collegio al Senato in programma domenica 23 febbraio, 21 febbraio 2020 ANSA / CIRO FUSCO

Vito Crimi

In vista della Resa dei Conti-Stati Generali, oltre al documento di Alessandro Di Battista (vedi sopra) ne sono usciti altri. Uno di ” Parole Guerriere”,  uno di Stefano Buffagni ed un’  altro dell’ eurodeputato Fabio Massimo Cataldo, che  propone per il Movimento un modello tradizionale di partito con una segreteria di 12 componenti. Un grillino malignoso ha commentato con malizia, che tale segreteria non sarebbe ora rappresentativa, ma  piuttosto comprensiva dei pentastellati allo sbando. 

” Dopo il coronavirus la cultura politica del M5s”   è stato presentato in Senato il 19 ottobreda Vito Crimi,  definito dalla giornlista Susanna Turco il Vigile Urbano dell’ organizzazione. Sono 300 pagine scritte dal sociologo Mimmo De Masi, su incarico della senatrice Barbara Fioridia con l’  approvazione di Beppe Grillo, che prospetta per M5s un futuro liberal-socialista e digitale ( Davide Casaleggio, che sta modificando la piattaforma Rousseau, sorride sotto i baffi virtuali) e di fatto è il programma per pezzi grossi pentastellati come Di Maio, Taverna ed altri.                                                   

Per quanto riguarda la politica estera ” Dopo il coronavirus la cultura politica del M5s”    auspica che l’  Italia sia un interlocutore strategico sia per gli Stati Uniti che per la Cina. Un obiettivo ambizioso per un’ organizzazione dai molti litigi interni e significativo del programma di ben 300 pagine che Beppe Grillo, che ora è avvinghiato a un Pd che ha sempre insultato, ha  benedetto.

Ormai le 5 Stelle vanno ognuna per la propria strada, chi verso destra chi verso sinistra, chi avvinghiata a una poltrona, chi in cerca di riciclo. Da costellazione a meteora.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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