Novembre 29, 2020

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Cina: determinate le linee per la modernizzazione del Paese fino al 2035

La quinta sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha determinato le linee guida per la modernizzazione del Paese non solo per la durata del prossimo piano quinquennale (2021-2025), ma fino all’obiettivo a lungo termine del 2035.

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Come avevamo anticipato nel nostro precedente articolo, la quinta sessione plenaria del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha rappresentato l’occasione per tracciare il percorso che il Paese dovrà percorrere per la durata del quattordicesimo piano quinquennale (2021-2025) nell’ottica di un obiettivo più a lungo termine, con scadenza fissata al 2035. I dettagli del progetto sono stati svelati in un comunicato pubblicato giovedì dopo la conclusione del vertice tra i massimi esponenti del Partito. In questo si afferma che la sessione ha adottato le proposte della leadership del Partito per la formulazione del quattordicesimo piano quinquennale (2021-2025) per lo sviluppo economico e sociale nazionale e gli obiettivi a lungo termine per l’anno 2035.

Confermando quelle che erano state le indiscrezioni della vigilia, le principali tematiche affrontate dal Comitato Centrale vi sono l’innovazione tecnologica, l’economia reale, lo sviluppo di un forte mercato interno, la rivitalizzazione rurale e lo sviluppo verde, tutti elementi che dovranno contribuire alla crescita e allo sviluppo della Repubblica Popolare Cinese per i prossimi quindici anni. L’obiettivo finale posto dalla leadership cinese è quello della costruzione di una Cina socialista moderna.

Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese e segretario generale del Comitato Centrale del Partito Comunista, ha tenuto un importante discorso ed ha consegnato alla sessione un rapporto di lavoro dell’Ufficio politico del Comitato Centrale del Partito. Al suo interno, sono stati evidenziati i progressi compiuti negli ultimi cinque anni: il prodotto interno lordo (PIL) cinese dovrebbe superare la soglia dei 100 trilioni di yuan nel 2020; 55,75 milioni di residenti rurali sono stati risollevati dalla povertà; la produzione annuale di cereali è rimasta al di sopra di 650 milioni di tonnellate per cinque anni consecutivi; la Cina, infine, ha costruito il più grande sistema di sicurezza sociale del mondo.

Entrando più nello specifico, il Comitato Centrale ha individuato una serie di obiettivi a lungo termine necessari per raggiungere la modernizzazione socialista del Paese entro il 2035. Innanzi tutto, la Cina dovrà affermare in maniera definitiva la propria leadership a livello globale in materia di tecnologia ed innovazione, permettendo un’ulteriore crescita economica che porterà ad un’ulteriore aumento dei redditi tanto nelle aree urbane quanto in quelle rurali. Lo sviluppo tecnologico porterà anche ad una completa modernizzazione economica e tecnologica in tutto il Paese.

“La Cina diventerà un paese forte in termini di cultura, istruzione, talento, sport e salute”, si legge ancora nel documento, nel quale si nota l’affermazione specifica secondo la quale “il soft power culturale della Cina diventerà molto più forte”.

Nell’ottica di uno sviluppo che sia compatibile con la protezione ambientale, “saranno promosse modalità di vita e di lavoro rispettose dell’ambiente per coprire tutti i settori della società. Le emissioni di carbonio diminuiranno costantemente dopo aver raggiunto un picco, e ci sarà un miglioramento fondamentale dell’ambiente con l’obiettivo di costruire una bella Cina sostanzialmente raggiunto”.

Nel testo si ribadisce poi la necessità di perseguire la strada della cooperazione internazionale tra i Paesi. La modernizzazione della difesa nazionale e dell’esercito verrà perseguita in un’ottica di mantenimento della pace a livello globale. “La Cina terrà alta la bandiera della pace, dello sviluppo, della cooperazione e del vantaggio reciproco e si adopererà per creare un ambiente esterno favorevole e promuovere la costruzione di un nuovo tipo di relazioni internazionali e di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.

Il PIL pro capite raggiungerà il livello dei Paesi moderatamente sviluppati. La dimensione del gruppo a reddito medio sarà notevolmente ampliata. Sarà garantito un accesso equo ai servizi pubblici di base. Le disparità nello sviluppo urbano-rurale, nello sviluppo tra le regioni e nel tenore di vita saranno notevolmente ridotte”. Inoltre, “e persone condurranno una vita migliore e si realizzeranno progressi più notevoli e sostanziali nella promozione di uno sviluppo umano a tutto tondo e nel raggiungimento della prosperità comune per tutti”.

Per quanto riguarda il quattordicesimo piano quinquennale, invece, “la Cina accelererà la promozione di un nuovo modello di sviluppo in cui i mercati nazionali ed esteri possono rafforzarsi a vicenda, con il mercato interno come pilastro”. Seguendo questa linea guida, Pechino perseguirà la strada di uno sviluppo economico sostenibile: “Il Paese mira a fare nuovi progressi nella costruzione di una civiltà ecologica, aumentare il benessere delle persone e migliorare la capacità di governance”.

Al primo posto delle priorità per i prossimi anni troviamo, come anticipato, il mantenimento del ruolo centrale dell’innovazione nella spinta alla modernizzazione e l’attuazione della strategia di sviluppo guidata dall’innovazione. “Il Paese deve anche continuare a considerare l’economia reale come il fulcro del proprio sviluppo economico, trasformarsi in un produttore di qualità e rafforzare la propria forza nel cyberspazio e nella tecnologia digitale”.

[La Cina] deve alimentare un forte mercato interno e stabilire un nuovo modello di sviluppo, approfondire in modo completo le riforme nel perseguimento di un’economia di mercato socialista di alto livello, dare priorità allo sviluppo dell’agricoltura e delle aree rurali, far avanzare pienamente la vitalizzazione rurale e portare avanti uno sviluppo regionale coordinato e un nuovo tipo di urbanizzazione”.

Non poteva mancare un riferimento alle questioni geopolitiche: nel comunicato leggiamo infatti che “la Cina è impegnata a mantenere una prosperità e una stabilità durature a Hong Kong e Macao” e a promuovere la riunificazione nazionale, ovvero il ricongiungimento con l’isola di Taiwan sotto un’unica bandiera.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog