Il metodo usato è sempre lo stesso, nei nomi si autodefiniscono indipendenti o alternativi per catturare i lettori, ma basta seguire da dove proviene il denaro che li sostiene per sapere da chi dipendono e a quale linea editoriale rispondono …

Una rete di decine e decine di media “cubani” dai nomi accattivanti cerca di diffondere tra il pubblico mondiale la visione statunitense e con la loro strategia intossicano costantemente i social network con informazioni travisate su quasi tutto ciò che accade sull’isola e nella Rivoluzione cubana.

Sono classificati come “indipendenti o alternativi”, ma è curioso che tutti coloro che gestiscono CiberCuba, ADN Cuba, Cubans por el Mundo, Cubita Now, Cubanet, Periodismo de Barrio, El Toque, El Estornudo e YucaByte, tra gli altri, risiedano all’estero e nella maggioranza negli Stati Uniti e le loro strategie di comunicazione corrispondono al disegno politico che predomina in quel Paese.

Maykel González, dal sito sovversivo Tremenda Nota, ha dichiarato pubblicamente che, durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, in Ohio, ha frequentato un corso in cui “ho avuto contatti con funzionari del Dipartimento di Stato incaricati di occuparsi di dare direttive alla stampa, avevo un appuntamento privato con il funzionario statale Priscila Hernández”.

Il Dipartimento di Stato, l’Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e il Fondo Nazionale per la Democrazia (NED) di quella nazione, finanziano questa macchina mediatica che ha beneficiato di oltre 500 milioni di dollari che la Casa Bianca ha elargito dall’anno 2.000 per la sovversione a Cuba.

La tecnica per far ricevere rapidamente i finanziamenti a questi siti digitali controrivoluzionari è stata di farli figurare come Organizzazioni Non Governative (ONG) e registrarli in altri Paesi.

È il caso dei siti di El Toque, attraverso il collettivo More, con sede in Polonia, e di El Estornudo legalizzato in Messico.

Abraham Jiménez Enoa, che ha lavorato con il sito Lo Starnuto, ha dichiarato di non sapere a quanto ammonti oggi il finanziamento totale ricevuto dal suo sito, perché tutto è deciso all’estero:
“Quando ci lavoravo io, coloro che facevano la rivista ricevevano uno stipendio mensile di 400 CUC. Fino a quando ero lì, Lo Starnuto era finanziato dalla NED e dalla Open Society”.

Il metodo ha che fare con la fabbricazione di matrici di opinione, che hanno due caratteristiche essenziali: aumentare il malcontento esistente su determinate questioni e indirizzarlo contro il governo, il socialismo e il sistema politico; secondo, cercare di promuovere il pensiero liberale a Cuba, basato sul liberalismo, che è l’ideologia del capitalismo”, ha detto la psicologa Karima Oliva Bello.

Questi media che si definiscono alternativi e indipendenti, perdono la faccia quando viene rivelato da dove viene il loro sostentamento, anche se a volte cercano di distogliere l’attenzione dall’origine del denaro.

Il ricercatore del Center for Hemispheric and United States Studies, Yazmín Vázquez Ortiz, ha spiegato che il denaro, l’indottrinamento e l’assistenza tecnica sono i pilastri per creare movimenti di resistenza che possono favorire il cambiamento di governo auspicato dagli Stati Uniti attraverso organizzazioni con sede negli USA, in Europa o in America Latina.

La vicedirettrice dello stesso Centro, Olga Rosa González Martín, ha sottolineato che siccome queste organizzazioni private ricevono fondi privati è più difficile poi dare la colpa di ingerenze ad un governo specifico, il quale si mimetizza attraverso pagamenti indiretti.

La strategia prevede che i futuri leader decisi da Washington vengano selezionati, addestrati, premiati, finanziati, stimolati e poi resi visibili dandogli spazio sui media amici cosiddetti indipendenti.

«Quello che dicono i direttori di questi media “indipendenti” è che nessuno gli impone cosa devono scrivere. Ma è ovvio, che non devono dirglielo. Se ricevono i finanziamenti è perché quelle cose le hanno già scritte e sanno che se non le dicono e non seguono quella linea anti socialista non riceveranno il finanziamento.

Questa guerra è andata aumentando perché la popolazione mondiale ha oggi maggior accesso ad internet, i giovani si fidano di quello che leggono in rete pertanto la manipolazione con false notizie attraverso questo canale è aumentata per provocare proteste anti governative nei paesi nemici” ha detto Javier Gómez Sánchez, specialista in media audiovisivi.

Il dottor Ernesto Estévez, membro dell’Accademia delle scienze cubana, ha ricordato che questo fenomeno è qualcosa che funziona da molti anni, con l’obiettivo di invertire la rivoluzione cubana, di fare una restaurazione capitalista.

Nel quadro comunicativo vengono arruolati i cosiddetti influencer, persone con milioni di followers, creati per generare ammirazione e tendenze ideologiche in milioni di lettori, attraverso i social network.

Chi legge le notizie pubblicate dai media sovversivi camuffati da indipententi potrebbe arrivare a credere che Cuba sia un Paese che sta crollando e questo è uno degli obiettivi che si vuole raggiungere per demolirne l’immagine e impedire che venga presa ad esempio ed imitata.

Rete solidarietà rivoluzione bolivariana

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Un pensiero su “La mappa dei media finanziati dagli USA contro Cuba”
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