5 luglio 1962, Algeria indipendente.


Francesco Cecchini


Il prossimo cinque luglio saranno 59 anni che l’ Algeria è indipendente. Il prezzo per liberarsi dal colonialismo francese è stato molto alto, basti pensare ai massacri di Setif e Guelma. Con la fine della Seconda guerra mondiale, migliaia di dimostranti scesero per le strade di Sétif avanzando richieste di indipendenza dal governo coloniale francese. Dopo la proclamazione dello stato d’ assedio una quarantina di villaggi furono bombardati e distrutti, i quartieri arabi di Sétif, di Guelma e di altre città vennero incendiati, a centinaia caddero i fucilati senza processo, con 4650 arrestati , vendette sommarie, saccheggi; secondo valutazioni ufficiali di parte francese, la repressione costò agli algerini circa 1500 morti, ma fonti militari parlano di 6-8 mila morti e le fonti nazionaliste sostengono che non meno di 45 mila algerini perirono sotto la furia francese.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha deciso che da mercoledì 10 marzo possono essere declassificati dei documenti secretati per ragioni di sicurezza nazionale relativi al periodo antecedente al 1971. Tra i documenti ci sono quelli che riguardano la guerra in Algeria, che fu combattuta tra il 1954 e il 1962 e si concluse con lindipendenza del paese, dopo 130 anni di colonizzazione francese. Laccesso a questi archivi permetterà agli storici di approfondire e conoscere meglio un periodo della storia francese particolarmente controverso. E’ un’ ulteriore passo di un’ azione che Macron iniziò nel settembre 2018 aveva riconosciuto la responsabilità dello stato francese nella scomparsa Maurice Audin. In una dichiarazione alla sua vedova, Josette Audin, morta in seguito, il presidente aveva ammesso in nome della Repubblica francese, che Maurice Audin fu torturato e poi giustiziato o torturato a morte dai soldati che lo arrestarono a casa sua l 11 giugno 1957.
Se i documenti saranno resi disponibili fino al 1971, oltre a svelare le responsabilità della Francia nei confronti delle atrocità commesse durante il conflitto con lAlgeria: secondo gli storici algerini, durante la guerra dAlgeria sarebbero morti centinaia di migliaia di algerini, per la maggior parte civili, a causa delle violenze dellesercito francese, dovrebbero riguardare anche i test nucleari effettuati dalla Francia che a partire dal 13 febbraio 1960, sino al 16 febbraio 1966, la Francia compì diciassette esperimenti atomici nel Sahara algerino. Tali esperimenti hanno lasciato una drammatica eredità: migliaia di morti e danni ambientali. La nube radioattiva coprì molti paesi africani oltre a raggiungere le coste della Sicilia e della Spagna. Algeria, tra l’ altro non ha mai voluto rivelare i depositi delle scorie nucleari, veture, aerei e altro contaminati.Tutti i docomenti relativi a questa vicenda nel 2007 sono stati bollati come di “incomunicabilità assoluta”.
Per costruire una memoria comune con lo scopo di avere una riconciliazione storica tra Francia e Algeria, il presidente francese Emanuel Macron ha dato l’ incarico a Benjamin Stora di elaborare un rapporto sulla guerra d’ Algeria. Lo stesso ha fatto il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune incaricando Abdelmadjid Chikhi. direttore degli archivi di stato. Benjamin Stora da par suo ha prodotto un buon rapporto. Molti suoi scritti sul tema si possono trovare sul sito:
https://benjaminstora.univ-paris13.fr/
Il rapporto è stato criticato in Algeria da coloro che vogliono dalla Francia le scuse toutcourt per i crimini commessi. In Francia gli Harkis, coloro che hanno combattuto a fianco dei francesi, lo hanno rigettatto, perché a loro avviso non parla di loro.
Abdelmadjid Tebboune non ha presentato nessun rapporto e a vviso di molti, per esempio la ricercatrice franco-algerina Karima Diréche in un’ intervista al Fatto Quotidiano, non lo faranno mai.

Benjamin Stora e Emmanuel Macron


Il popolo algerino è giovane, la maggioranza della popolazione è giovane. I giovani sono la colonna portante del movimento hirak che venerdi 12 marzo è sceso in piazza per la centoottesima volta e si mobiliterà anche il prossimo venerdì. Il movimento Hirak non è interessato ai crimini della Francia in Algeria. Il suo obiettivo è un cambio radicale di regime che ha le sue origini proprio nella guerra di liberazione contro la Francia o negli anni successivi.

L’ Hirak in piazza ad Algeri lo scorso 12 marzo

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, pubblicata da Ventura Edizioni Traduce dalle lingue, spagnolo, francese, inglese e brasiliano che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est.

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