Maggio 12, 2021

AFV

Libera la tua mente

MACRON CONTRO MITERRAND ARRESTA DEGLI ESILIATI ITALIANI.

Da sinistra (dal basso) in senso orario: Enzo Calvitti, Roberta Cappelli, Marina Petrella, Giorgio Pietrostefani (al centro), Giovanni Alimonti, Narciso Manenti, Sergio Tornaghi

Francesco Cecchini

L’ informazione, sia nei giornali che alla televisione, è stata ultimamente invasa dalle parole anni di piombo e terroristi ex brigatisti, che distorgono la storia di quello che è avvenuto. Sono trascorsi una quarantina, cinquantina di anni dai fatti dei quali si parla dopo l’   arresto in Francia di alcuni rifugiati e  va ricordato che quello fu un tempo  di forti conflitti sociali, nel corso del quale vi fu una forte repressione di coloro che lottavano per un cambio politico. Migliaia di compagne e compagne furono incarcerati e molti assassinati dalle forze di polizia e da neo fascisti. Sono stati anche gli anni delle stragi fasciste rimaste al giorno d’  oggi impunite. Mitterand aveva ragione a dire che in Italia non c’erano garanzie e bilanciate regole del diritto per cui riteneva giustificato dare asilo politico ai fuorusciti, infatti l’   Italia non è riuscita ancora, dopo  decenni, a fare chiarezza sulle stragi e sui loro mandanti, quali quelle di Piazza Fontana, Piazza della Loggia a Brescia, Strage di Bologna, treno Italicus e Ustica.

Nell’ ambito dell’   operazione Ombre Rosse Emmanuel Macron ha fatto arrestare a Parigi protagonisti degli anni di piombo in Italia, che allora avevano preso in mano le pistole e anche sparato. Ciò in contrasto con la posizione di François Mitterand, presidente socialista dal 1981 al 1994,  che aveva loro concesso accoglienza a condizione che questi abbandonassero la lotta armata. Nel 1985 l’allora presidente francese aveva dichiarato che “i rifugiati italiani che hanno preso parte in azioni terroristiche prima del 1981 e hanno rotto i legami con la macchina infernale a cui hanno partecipato, hanno iniziato una seconda fase della loro vita, si sono integrati nella società francese… Ho detto al governo italiano che erano al sicuro da qualsiasi sanzione di estradizione”.

Diverse sono le ipotesi, che circolano,  sulle motivazioni che hanno spinto Macron a questo gesto, ma non vi è dubbio che lo ha fatto anche in vista delle Presidenziali del prossimo anno. Per esempio, venti militari in pensione hanno firmato una lettera aperta a Macron sul settimanale di destra “Valeurs actuelles“, dal  titolo “Per un ritorno dell’onore dei nostri governanti” molto critica nei suoi  confronti, al quale si dice “Difenda la patria dall’islamismo… Non è più tempo di tergiversare, altrimenti domani la guerra civile porrà fine a questo caos crescente e i morti, di cui porterete la responsabilità, si conteranno a migliaia”  A questa lettera ne è seguita una sullo stesso tono di colonnelli pensionati. Il contenuto delle lettere è stata fatto proprio dalla esponente di destra Marine Le Pen, in forte rialzo negli ultimi sondaggi. Marine Le Pen leader del Rassemblement National continua a dire che se Macron sarà rieletto portera la Francia al caos generale.

Quindi l’ arresto dei rifugiati, diventati latitanti, può essere interpretato come una risposta di destra di Macron alla destra di Marine Le Pen.

Su quello che è accaduto, oltre a commenti positivi di politici vicini a Macron, come il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Morettin, che ha contribuito agli arresti e  ha dichiarato; “Sono orgoglioso di  prendere parte a questa decisione…”, come il politologo Marc Lazar e altri, vi sono state prese di posizioni fortemente dissenzienti.

Jean-Luc Mélenchon, leader della France Insoumise ha affermato che si tratta di vendetta di stato.

Irene Terrel, l’  avvocata francese di sei dei 10  con mandato d’  arresto in Francia ha dichiarato all’ agenzia Adnkronos che e la  richiesta di estradizione dall’Italia e gli arresti  “sono assolutamente irricevibili sia dal punto di vista giuridico che politico. Non solo questa procedura avviata viola alcuni articoli della dichiarazione dei Diritti Umani ma è in violazione del diritto di asilo conferito dalla Francia intera e non da Mitterrand. L’ allora presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, aveva respinto la richiesta di estradizione di Marina Petrella e non si può dire che Sarkozy abbia qualcosa da spartire con l’ex presidente socialista”.

Diverse  personalità dello spettacolo e della cultura tra i quali Agnès B., Valeria Bruni-Tedeschi, Georges Didi-Huberman, Annie Ernaux, Costa-Gavras, Jean-Luc Godard.in Francia hanno firmato un appello, rivolto al Presidente Emmanuel Macron, nei confronti degli esiliati italiani per cui è stata richiesta l’  estradizione, dei loro figli e delle loro famiglie e lo sollecitano a non comportarsi come avrebbe fatto, al suo posto, un esponente del Rassemblement National, estrema destra.

In Italia il presidente del consiglio Mario Draghi ha ringraziato Emanuel Macron dichiarando: “soddisfazione per la decisione della Francia di avviare le procedure giudiziarie, richieste da parte italiana, nei confronti dei responsabili di gravissimi crimini di terrorismo, che hanno lasciato una ferita ancora aperta”. Esponenti di quasi tutte le forze politiche, da destra al centro-sinistra si sono uniti a riconoscrmenti e ringraziamenti: Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri, Giuseppe Conte, Letta, Luigi Di Maio, Matteo Renzi, etc.,etc..

Oltre i politici si è distinto Giampiero Mughini, 80 anni,  Direttore responsabile del giornale di Lotta Continua durante la campagna contro Luigi Calabresi, ora ospite professionale in programmi spotivi che ha definito gli arrestati a Pargi feccia della sua generazione.

Fuori del coro che ha applaudito vi sono state delle eccezioni. Per esempio, le dichiarazioni del folosofo Massimo Cacciari e un aricolo sul Manifesto del 29 aprile di Francesco Di Tommaso dal titolo “Ombre rosse, la vendetta”.

Comunque gli arrestati in Francia sono già tornati in libertà e sono ai domiciliari. Sonno state accolte dunque le richieste presentate dall’  avvocato Irène Terrel, che aveva chiesto misure alternative al fermo e consentire così il ritorno a casa. Tutti gli  arrestati, sicuramente, rifiuteranno l’  estradizione. Per l’  eventuale rientro in Italia quindi i tempi si faranno particolarmente lunghi, probabilmente due o tre anni. Se infatti la Corte d’  Appello francese emetterà sentenza favorevole all’estradizione, gli avvocati difensori potranno fare appello alla Corte di Cassazione. In caso di successo dell’  accusa nei vari gradi di giudizio, toccherà poi al primo ministro firmare il decreto di estradizione, ma i possibili estradati potranno in questo caso fare ricorso presso il Consiglio di Stato.

Comunque i tempi lunghi potranno favorire in Italia la diffusione di opinioni sulla vicenda pùi equilibrate e corrette, come la dichiarazione del 28 aprile del Partito della Rifondazione Comunista.

ARRESTI IN FRANCIA, UNA VENDETTA INUTILE.

Esprimiamo disappunto nei confronti dei Governi italiano e francese per l’arresto di ex brigatisti e dell’ex militante di Lotta Continua eseguito dalla polizia francese. Non capiamo a cosa serva arrestare, in spregio dell’art. 27 della Costituzione, dopo decenni, persone anziane che in Francia si sono rifatte una vita. Non chiamiamola giustizia. Ci sembra che si stia consumando una vendetta che serve più a fare spettacolo che a difendere la sicurezza collettiva che nessuno degli arrestati minaccia. Non ci pare che vi siano neppure esigenze di indagine alla base di questi arresti. La Francia qualche anno dopo la Comune di Parigi diede l’  amnistia ai comunardi che pure aveva represso violentemente. La Repubblica italiana nata dalla Resistenza fece l’amnistia per i fascisti. Una classe dirigente che ha reso più povero e ingiusto il paese va a caccia di pensionati all’  estero.                              Il mandato di cattura europeo delle persone arrestate si stava avvicinando alla scadenza al punto che per quasi tutti loro nel 2022 non avrebbe avuto più alcuna possibilità di essere eseguito. Tutto questo ha senso?                                                       Nel rispetto della vittime va chiusa la stagione del diritto emergenziale e approvato un provvedimento generale di clemenza.                                    Maurizio Acerbo, segretario nazionale                               Gianluca Schiavon, responsabile giustizia            del Partito della Rifondazione Comunista

Parigi, primo maggio. Libertà, no alla vendetta di stato contro gli esiliati italiani.

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