Il Sahara Occidentale non è Marocco.

Francesco Cecchini

Il 10 maggio il Fronte  Polisario, il movimento di liberazione del popolo saharawi che lotta per  ottenere l’indipendenza dal Regno del Marocco,  ha compiuto 48 anni.  E’ una data storica e il Fronte sta vivendo un momento particolare della guerra di liberazione contro il Marocco. Il 13 novembre 2020, il Marocco ha rotto il cessate il fuoco, la tregua fu firmata nel 1991,  perseguitando alcuni pacifici manifestanti saharawi, tradendo così un impegno preso. Da lì il popolo saharawi ha ritenuto suo diritto difendersi, riprendendo in mano le armi. Sono 7 mesi che il Fronte Polisario sta attaccando l’ invasore marocchino nella zona che illegalmente occupa. Tutti i siti e le posizioni militari marocchine lungo il  muro sono state colpiti,  nel nord, centro e sud hanno subito attacchi a sorpresa. È vero che diverse vite sono state perse, per esempio il  capo di stato maggiore della gendarmeria del Fronte Polisario, Addah Al-Bendir, è stato ucciso da un attacco di droni marocchini a Tifariti, nella zona liberata del Sahara Occidentale, ma questi sacrifici sono affrontatoi con coraggio. La guerra non si fermerà finché non vi saranno garanzie che la volontà del popolo saharawi sarà rispettata e che potrà vivere libero nella sua terra. Tutto ciò porterà, prima o poi,  la Repubblica Araba Saharawi Democratica (SADR) da un lato e il regno del Marocco dall’ altro a sedersi per negoziare. 

Ma non vi è solo la lotta armata, un’  importante iniziativa è la Marcia per la Libertà del Popolo Saharawi che si terrà in Spagna dal 19 maggio al 19 giugno. Questa iniziativa nasce per rivendicare e dare visibilità alla lotta del popolo saharawi e, in questo modo, sensibilizzare i diversi gruppi politici e, soprattutto, l’opinione pubblica sulla situazione di emergenza che sta vivendo la popolazione saharawi, che da più di quarant’  anni cerca la pace ed è stata costretta a esercitare ancora una volta una legittima difesa contro la flagrante aggressione militare delle forze armate marocchine.

Il Sahara occidentale ha trascorso più di 45 anni tra repressione, esilio e occupazione senza una soluzione efficace in conformità con il diritto internazionale, data questa situazione derivata dalla violazione del “cessate il fuoco” da parte del Marocco e dall’omissione del governo della Spagna insieme al silenzio dalle Nazioni Unite, il Manifesto Marcia per la libertà del popolo saharawi stabilisce quanto segue: la violazione dei diritti del popolo saharawi da parte dell’  esercito marocchino è fortemente condannata, il governo spagnolo è esortato ad adempiere ai suoi obblighi di amministrazione del territorio potere affinché il popolo saharawi raggiunga la libertà e l’indipendenza e fermi la vendita di armi da parte della Spagna all’  esercito marocchino, oltre a denunciare i crimini contro l’umanità che il Marocco ha commesso nel Sahara occidentale e le molestie e le persecuzioni subite dalla società civile. Agli osservatori internazionali dei diritti umani è richiesto di agire per garantire il rispetto dei diritti fondamentali del popolo saharawi. Per questo motivo, la Spagna è tenuta a mediare affinché i prigionieri politici saharawi vengano rilasciati, e anche le compagnie spagnole sono esortate a fermare il saccheggio che stanno compiendo nel territorio. Per tutto ciò, il governo spagnolo è tenuto ad essere coerente e coerente nella sua difesa della legalità internazionale e nel rispetto del legittimo diritto alla libertà del popolo saharawi, nonché nel riconoscimento dello status diplomatico del Fronte Polisario, come unico e legittimo rappresentante della Repubblica Araba Democratica Saharawi.

Conclusione. La Marcia quindi denuncia l’occupazione genocida marocchina, il saccheggio delle risorse naturali e le violazioni dei diritti umani nei territori occupati del Sahara occidentale e chiede all’  ONU, all’  Unione Europea e al governo spagnolo di completare il processo di decolonizzazione e porre fine all’impunità con cui il Marocco.

E’ importante che la Marcia per la Libertà del Popolo Saharawi in Spagna  venga seguita  ovunque, anche in Italia, e i suoi obiettivi siano sostenuti da tutte le organizzazioni democratiche.

Marcia per la Libertà del Popolo Saharawi

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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