Gennaio 19, 2022

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L’Argentina ricorda alla Corte penale internazionale che non fa parte del gruppo Lima e ritira il suo sostegno all’accusa contro il Venezuela

Il Governo argentino ha confermato ieri di aver deciso di ritirare l’accusa che l’ex presidente di destra filostatunitense, Mauricio Macri, aveva presentato alla Corte Penale Internazionale dell’Aia contro il Venezuela per presunti crimini contro l’umanità. Fonti diplomatiche di Buenos Aires hanno confermato la notizia diffusa per prima dal portale Russia Today, chiarendo che il governo ha ritirato l’accusa contro il Venezuela il 25 marzo, un giorno dopo che l’Argentina ha lasciato il gruppo dei Paesi di Lima, formatosi con l’intento di far cadere il presidente venezuelano Nicolás Maduro.Il ritiro a cui allude la lettera è la denuncia presentata dai Paesi del Gruppo di Lima (Canada, Cile, Colombia, Paraguay, Perù e Argentina) nel 2018, per indagare sul governo del Venezuela per la presunta commissione di crimini contro l’umanità. All’epoca, la denuncia fu un’azione senza precedenti, poiché mai un gruppo di Stati aveva citato in giudizio uno Stato terzo dinanzi a quella Corte. Cambiamento di politica Se il presidente Macri era all’epoca uno dei promotori dell’assalto diplomatico contro Caracas, che acquistò più vigore dopo che i membri del Gruppo di Lima non riconobbero l’elezione di Maduro e sostennero l’autoproclamazione del golpista Juan Guaidó come “presidente ad interim”, l’arrivo del nuovo presidente Fernández ha generaro un cambiamento nella politica estera rispetto a Caracas.Il fallimento del “mandato provvisorio” di Guaidó unito all’ “effetto devastante” delle sanzioni statunitensi contro la popolazione venezuelana, come confermato dalla relatrice per i diritti umani delle Nazioni Unite (ONU), Alena Douhan, ha fatto sì che l’Argentina abbia chiesto sia l’uscita dal Gruppo di Lima, sia la sua esclusione dal procedimento contro Caracas dinanzi alla Corte Penale Internazionale.Inoltre, dopo l’arrivo della pandemia, Buenos Aires ha insistito sugli effetti dannosi “delle sanzioni e dei blocchi imposti al Venezuela e alle sue autorità”, poiché danneggiano “il godimento dei diritti umani della popolazione”.All’inizio di questo mese, la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodríguez, ha offerto una conferenza stampa in cui ha denunciato che dopo uno studio condotto da esperti di Big Data, è stato stabilito che attraverso i social network, principalmente Twitter, è stata costruita una calunniosa matrice di opinione contro Caracas, generata con notizie false e manipolate dagli Stati Uniti.

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