Rifondazione Comunista denuncia che con il ddl Ciriani si sta portando avanti un’iniziativa liberticida come non si vedeva dal ventennio fascista. L’annuncio trionfale da parte dell’esponente dell’estrema destra della calendarizzazione e delle audizioni in commissione dà l’idea che da parte del Pd e di altri partiti non vi sia stata finora opposizione.
Si tratta di un tentativo palese di criminalizzare la ricerca storica e di imporre alla storiografia italiana il divieto di smontare le tante balle che sono state diffuse dalla destra intorno alle vicende del confine orientale.
Si conferma che facemmo bene a non votare la legge istitutiva del Giorno del Ricordo che ha aperto le porte a una operazione di revisionismo storico che si è trasformata in senso comune.

Purtroppo sono state le stesse istituzioni e le più alte cariche dello stato negli ultimi 20 anni ad avallare il luogo comune che chi contesta la narrazione che fu messa in circolazione dall’estrema destra nel dopoguerra faceva negazionismo storico.

Paragonare la storiografia seria al negazionismo dei crimini nazisti è un’assurdita’ abnorme quanto l’equiparare la vicenda delle foibe ad Auschwitz e alla “soluzione finale”.

È vergognoso che un progetto di legge di un partito che conserva nel simbolo la fiamma neofascista prosegua il suo iter senza nessuna vera opposizione.

Mentre invoca la libertà di opinione per difendere il razzismo e l’intolleranza contro omosessuali, lesbiche e trans il partito di Giorgia Meloni prepara la museruola per gli storici e le stesse università.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Partito della Rifondazione Comunista

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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