Giugno 23, 2021

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JOSE’ MARIA ARGUEDAS, PEDRO CASTILLO E IL ROMANZO “TODAS LAS SANGRES”*.


Francesco Cecchini

Pedro Castillo

Todas las sangre è stato pubblicato in Italia nel 1974 da Einaudi con il titolo Tutte le stirpi. Traduttore U. Bonetti. E’ uno dei romanzi più riusciti di José María Arguedas, perché ritrae fedelmente la realtà delle Ande, che trasforma in un racconto attraverso le storie che collega con la sua capacità di scrittore e la sua preoccupazione per il problema che fu la causa di tutto il suo lavoro e della sua vita: l’ invasione dell’ imperialismo e la sparizione del mondo indigeno originario
Articolo di Alberto Pascual, professore, economista ed ecologista peruviano, tradotto da Francesco Cecchini per Ancora Fischia il Vento. Il link con l’ articolo originario è il seguente:
https://www.alainet.org/es/articulo/212532
PERU’: UN GOVERNO DI TODAS LAS SANGRE.
Pedro Castillo afferma: “La Costituzione della dittaturaha anch’ essa una matrice coloniale e ignora le istituzioni politiche e culturali dei popoli indigeni e delle comunità contadine”.
José María Arguedas (1911-1968), è stato scrittore, poeta, educatore, antropologo, etnologo, traduttore, giornalista, musicista. Ha dato un immenso contributo alla cultura peruviana con le sue traduzioni di poesie e racconti quechua in spagnolo. Il suo lavoro come antropologo e ricercatore sociale ha occupato un posto importante nella sua vita intellettuale e ha influenzato la sua opera letteraria. Il suo contributo alla rivalutazione dell’arte indigena è stato molto importante, soprattutto nella musica (huayno) e nella danza. I suoi romanzi e racconti narrno le esperienze della sua vita nel mondo culturale andino. Le sue opere letterarie e antropologiche furono più di 400. La sua preoccupazione più che artistica fu quella di testimoniare l’ ingiustizia. È considerato un “eroe culturale” per aver sovvertito un ordine sociale ingiusto attraverso la letteratura. Per il suo contributo alla letteratura peruviana e universale, José María Arguedas è considerato con il poeta di valore universale, Cesar Vallejo, il più grande rappresentante della letteratura peruviana.
CONFLITTI ETNICI E CULTURALI IN PERU’.
La questione fondamentale che si pone nelle sue opere è il conflitto tra le due culture più importanti del paese: quella andina di origine quechua e aymara, e quella occidentale, portata dagli spagnoli. I grandi dilemmi, le angosce e le speranze che questo conflitto suscita sono al centro del suo lavoro. La particolare circostanza di essere stato educato all’ interno di due tradizioni culturali, quella occidentale e quella indigena, insieme alla sua grande sensibilità, ha permesso a José María Arguedas di comprendere ed esprimere come nessun altro intellettuale peruviano la complessa realtà degli indigeni, con i quali si identificava pienamente. La sua esperienza di vita rispetto alle differenze nel trattamento degli “occidentali” agli indigeni lo ha fatto soffrire molto e ha lottato tutta la vita perché questa situazione cambiasse. Il suo contributo è stato fondamentale in questo senso. C’è un “prima” e un “dopo”… in José María Arguedas. Ha cambiato la mentalità di molti peruviani e intellettuali. Poiché la cultura indigena è intimamente legata alla “Madre Terra, la MAMAPACHA” e alla Natura: il suo lavoro è completamente impregnato di ECOLOGIA, che gli ha permesso di essere un visionario, più in là di molti.
TODAS LAS SANGRES.
Nel 1964 pubblicò l’opera letteraria che esprimeva il suo più grande desiderio e la sua visione per il futuro del Perù: Todos las sangres, romanzo di ottima consistenza narrativa, in cui José María Arguedas ha voluto mostrare tutta la varietà di etnie che compongono il Perù e i conflitti culturali e sociali interni; e, in cui eleva il suo ideale di una società giusta e integrata per il Perù, multietnica e multiculturale. Il valore e l’importanza di questo romanzo è che oltre al suo significato come opera artistica, il suo titolo è stato usato in Perù, come la necessità dell’unione di tutti i peruviani.
PEDRO CASTILLO E UN GOVERNO DI TODAS LAS SANGRES.
Pedro Castillo nel suo “Piano di governo del Perù per il Bicentenario – No alla corruzione”, sottolinea quanto segue: “Oggi il nostro Paese è in un momento decisivo della sua storia… È definito… se costruiamo un cambiamento nella democrazia , in pace, ascoltando le varie voci del nostro Paese, ascoltando soprattutto coloro che in tutti questi anni si sono resi visibili e messi a tacere. La nostra proposta racchiude la speranza di cambiamento per i popoli e si afferma in un cammino di cambiamento progressivo ma profondo, veramente democratico, guidato dalla ricerca di diritti e opportunità per tutti, con giustizia e pace.La nostra proposta di cambiamento… è la proposta dei popoli che vogliono un cambiamento a beneficio di tutte le famiglie del Perù… vogliamo convocare tutti coloro che aspirano a quel cambiamento, per costruirlo insieme. Il Perù merita di commemorare i suoi 200 anni di indipendenza con un governo che fa i cambiamenti tante volte rimandati, con un governo del popolo e per il popolo. … Ed è anche urgente iniziare a ricostruire le nostre istituzioni sulla base di nuovi valori, giustizia, uguaglianza, solidarietà, è urgente recuperare il vero significato della democrazia: la sovranità del popolo e il dialogo – nessuna imposizione o violenza – strumento principale per costruire un consenso di base che ci permetterà di avanzare come società. La Costituzione della dittatura fujimoristaha anch’ essa una matrice coloniale e ignora le istituzioni politiche e culturali dei popoli indigeni e delle comunità contadine. La Costituzione della dittatura deve lasciare il posto a una Costituzione della democrazia, redatta da TUTTE LE VOCI E DA Todas las SangresGUE…. La nuova costituzione che verrà creata dalla volontà del popolo avrà il colore e il sapore del popolo. Ha anche sottolineato che: Oggi chiediamo a tutte le sorelle e ai fratelli di unirsi a noi nella nostra lotta frontale contro la corruzione… Abbiamo bisogno di tutti per rigenerare la nostra patria. Solo un popolo organizzato e vigile potrà impedire che la dittatura di Fujimori si ristabilisca…. Non avrei mai pensato che un maestro di scuola rurale e contadino sarebbe stato oggetto di un feroce attacco solo per portare un messaggio di speranza e per recuperare la patria e renderla sovrana per il bene di tutti i miei fratelli peruviani. Il 28 luglio, con la fiducia che mi darete, poseremo la prima pietra di una Patria sovrana con sicurezza giuridica, dove tutti noi potremo vivere in pace, con libertà e giustizia sociale. Solo così potremo vedere in faccia e senza vergogna per i nostri discendenti….
NOTA DEL TRADUTTORE.
L’ idea di Alberto Pascual di paragonare il programma di Pedro Castillo con il romanzo di José María Arguedas Todas las Sangres è ottima non solo per le affinità, ma anche per il prestigio che lo scrittore gode in Perù. Un esempio recentee organizzazioni indigene hanno dichiarato il portavoce di Keiko Fujimori Fernando Rospigliosi Capurro “persona no grata” e hanno messo in guardia sul pericolo che rappresenta per la democrazia ei diritti delle popolazioni e delle comunità indigene. Con una dichiarazione pubblica hanno respinto le dichiarazioni di Rospigliosi come principale esponente in materia di Sicurezza e Ordine interno di una forza politica che aspira a governare il Perù.

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