Giugno 23, 2021

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Germania: schiacciante vittoria della CDU in Sassonia-Anhalt

I risultati delle elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt danno fiducia alla CDU in vista delle elezioni federali di settembre.

Dopo il Baden-Württemberg e la Renania-Palatinato, la Sassonia-Anhalt è stato il terzo Land tedesco ad andare al voto nel 2021, anno che per la politica teutonica culminerà in settembre con le elezioni legislative federali, che oltretutto saranno le prime senza Angela Merkel. Proprio per questo, il clima nella CDU non è stato dei migliori negli ultimi mesi, anche per via dei cali registrati dal partito centrista proprio nelle elezioni in Baden-Württemberg e Renania-Palatinato.

A rincuorare la dirigenza dell’Unione Cristiano-Democratica di Germania (questo il nome completo del partito, in tedesco Christlich Demokratische Union Deutschlands) sono giunte proprio le elezioni della Sassonia-Anhalt, un Land dell’ex Germania orientale, che la CDU ha sempre governato dal 1990 ad oggi con l’unica eccezione dei due mandati tra il 1994 ed il 2002, quando la carica di ministro-presidente venne occupata dal socialdemocratico Reinhard Höppner.

Guidata dal ministro-presidente Reiner Haseloff, in carica dal 2011, la CDU ha ottenuto una schiacciante vittoria, imponendosi in 40 dei 41 collegi elettorali in cui è suddiviso il Land, con il 34,24% dei consensi. Questo ha permesso alla CDU di ottenere altrettanti seggi, 40 sui 97 che compongono l’emiciclo di Magdeburgo, capitale della Sassonia-Anhalt. Il risultato è stato definito “sensazionale” anche da Paul Ziemiak, segretario generale del partito dal 2018.

Vista la schiacciante vittoria della CDU, agli altri partiti non è rimasto che concorrere per spartirsi i 57 seggi attribuiti con i voti di lista. Tra questi figuravano anche il Partito Socialdemocratico di Germania (Sozialdemokratische Partei DeutschlandsSPD) ed Alleanza 90/I Verdi (Bündnis 90/Die Grünen), le due forze che sostenevano il governo di Haseloff nella precedente legislatura, e che con ogni probabilità faranno altrettanto nella nuova. Le due formazioni di centro-sinistra hanno subito destini alterni visto che la SPD (8,40%) ha subito un leggero calo, passando da undici a nove seggi, mentre gli ecologisti (5,90%) sono passati da cinque a sette rappresentanti.

Come spesso accade nei Länder orientali, la principale forza di sinistra resta Die Linke, che pur mantenendo il terzo posto tra i partiti più votati, subisce un calo di oltre cinque punti percentuali e di quattro seggi rispetto al 2016. La lista guidata da Eva von Angern si ferma così al 10,97% delle preferenze, eleggendo dodici rappresentanti.

A destra, invece, mantiene il secondo posto alle spalle della CDU il partito nazionalista Alternativa per la Germania (Alternative für DeutschlandAfD), che pur perdendo consensi riesce comunque a superare la soglia del 20%, raggiungendo il 20,89% ed eleggendo ventitré deputati, uno in meno della precedente legislatura. AfD ha ottenuto uno dei suoi seggi imponendosi nell’unico collegio elettorale non vinto dalla CDU, quello di Zeitz.

Entra per la prima volta nel Landtag di Magdeburgo, invece, il Partito Liberale Democratico (Freie Demokratische ParteiFDP), che cinque anni fa non era riuscito a superare la soglia di sbarramento del 5%: questa volta, FDP ottiene il 6,42% ed elegge sette rappresentanti, facendo segnare il miglior incremento percentuale tra tutte le forze in campo ad esclusione della CDU.

Come detto, Reiner Haseloff non dovrebbe avere problemi nella formazione di un nuovo governo, probabilmente sostenuto nuovamente da SPD e Verdi, ma con la possibilità, questa volta, di entrare in trattative anche con FDP, nel caso in cui voglia optare per una colazione più moderata e orientata verso il centro-destra.

Il risultato della Sassonia-Anhalt, però, risulta incoraggiante per il partito democristiano soprattutto in vista delle elezioni federali di settembre, quando Armin Laschet sarà chiamato a proseguire la striscia di vittorie elettorali ottenute negli ultimi anni da Angela Merkel. Per la CDU si tratterà di un grande cambiamento, in quanto, oltre alla stessa Merkel, almeno altri trenta membri del parlamento federale appartenenti al partito hanno già fatto sapere che non si ricandideranno: tra questi, figurano l’ex ministro degli Interni, Thomas de Maizière, l’attuale ministro della Cooperazione Economia e dello Sviluppo, Gerd Müller, e l’ex leader parlamentare della CDU, Volker Kauder. Per quello che può contare, gli attuali sondaggi danno la CDU in testa con un risultato attorno al 25%, tallonata dai Verdi, mentre la SPD potrebbe attestarsi intorno al 15%.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog

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