Algeri. Passante non fa caso ai manifesti elettorali, come quasi tutto il popolo algerino.


Francesco Cecchini


L’ Algeria vive da anni repressioni e violazioni delle libertà da parte dei governi, prima di Abdelaziz Bouteflika e ora di Abdelmadjid Tebboune, oltre all’ applicazione di politiche neoliberiste responsabili della situazione economica e sociale che sta vivendo il popolo algerino, e che sono state all’origine del rifiuto del regime e della rivolta popolare di Hirak. Per questo motivo il PST, Partito Socialista dei Lavoratori, ritiene necessaria una convergenza tra il movimento popolare che costituisce l’ Hirak e le lotte sociali esistenti, puntando anche su un’ Assemblea Costituente Sovrana che permetta l’ emergere di un’ alternativa democratica, antiliberale e antimperialista.
Già lo scorso marzo Louisa Haoune del PT, Partito del Lavoratori, annunciò che il suo partito non avrebbe partecipato alle elezioni del 12 giugno, anzi le avrebbe boiccottate. Louisa Hanoune ritiene che queste elezioni, in un contesto politico, sociale ed economico esplosivo, non servono a superarlo.
Venerdì 11 giugno in occasione del 121 hirak, nonostante la represione che tenta di soffocarlo si sono avute manifestazioni di massa a Tizi Ozou, Bejaia e Annaba. In tutte queste mobilitazioni la parola d’ ordine è stata NO ALLE ELEZIONI.
Sicuramente una piccola parte dei 24 milioni di elettori andrà alle urne, ma in questa battaglia d’ Algeria vincerà l’ astensionismo del popolo algerino.

No alle elezioni.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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