Le notizie che giungono dal Perù, con la vittoria del socialista Castillo, che dopo 5 giorni ancora non viene proclamato presidente, dicono 2 cose: che gli USA stanno perdendo un Paese alleato dopo l’altro in Sudamerica per merito della volontà popolare e che le manovre di colpi di Stato sono sempre vive.

La Fujimori, che se non verrà eletta rischia 31 anni di carcere per corruzione ed andrà a fare compagnia a suo padre, il genocida dittatore in prigione condannato a 25 anni, da giorni segue le orme di altri autoproclamati presidenti sudamericani caduti in disgrazia nonostante il sostegno di Washington.

Le accuse di brogli formulate dalla Fujimori contro il maestro Castillo, si stanno rivelando ovviamente senza fondamento e la sua posizione si aggrava ogni giorno.
È di ieri la denuncia penale contro di lei di 600 cittadini per aver promesso su una pagina web denaro pubblico a tutti coloro che si fossero iscritti alla pagina lasciando i propri dati personali in caso di sua vittoria.
https://www.facebook.com/100008269298236/posts/2924709471148001/?sfnsn=scwspwa

Nel frattempo, da lunedì scorso, migliaia di peruviani vegliano senza sosta fuori al palazzo dell’organo elettorale a Lima in difesa del voto e chiedono che Castillo sia proclamato presidente poiché lo spoglio è stato ultimato al 100%.

Interessante notare come il maestro della sierra andina abbia vinto in 49 dei 50 distretti elettorali più poveri del Perù ed in 9 di quelli ha vinto con oltre il 90% dei voti.

Rete solidarietà rivoluzione bolivariana

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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