Settembre 20, 2021

AFV

Libera la tua mente

ERNEST HEMINGWAY CUBANO.

Ernest Heningway e Fidel Castro


Francesco Cecchini


Habana a tus pies No sabría como amarte de otra forma Habana a tus pies Pasa el tiempo y tu recuerdo no se borra Habana, tu piel Oh, habana, tu piel Canzone di Fito Paez
Ernest Hemingway nacque il 21 luglio 1899 a Oak Park. sobborgo di Chicago, e il 2 luglio di 60 anni fa si suicidò a Ketchum, Idaho, con un colpo di fucile, esploso nel silenzio di una domenica mattina, ponendo così fine a una vita di passioni e avventure. Aveva 62 anni. Visse in molti luoghi e molte situazioni drammatiche.
Durante la prima guerra mondiale, Ernest Hemingway si offrì volontario per servire in Italia come autista di ambulanze, con la Croce Rossa americana. Nel giugno 1918, mentre gestiva una mensa mobile che distribuiva cioccolato e sigarette ai soldati, fu ferito da colpi di mortaio austriaci. “Poi c’è stato un lampo, come quando si apre la porta di un altoforno, e un ruggito che è iniziato bianco e diventato rosso”, ha scritto in una lettera a casa. Nonostante le sue ferite, Hemingway ha portato in salvo un soldato italiano ferito ed è stato nuovamente ferito dal fuoco della mitragliatrice. Per il suo coraggio ricevette la Medaglia d’Argento al Valor Militare dal governo italiano, diventando uno dei primi americani ad avere questa onorificenza. All’ ospedale americano di Milano, subì numerose operazioni e qui si innamorò dell’ infermiera Agnes von Kurowsky; l’ amore e l’ esperienza della guerra ispirarono la trama del romanzo “Addio alle Armi”.
Hemingway ebbe un amore duraturo con la Spagna e il popolo spagnolo, quindi non sorprende che quando il fascismo si diffuse in tutta Europa, Hemingway si interessò particolarmente quando scoppiò la guerra civile in Spagna. In Spagna, Francisco Franco, con l’appoggio della Germania e dell’Italia, usò le sue forze nazionaliste per guidare una rivolta contro il governo ei fedeli alla Repubblica. Quando scoppiò la guerra civile, Hemingway tornò in Spagna come corrispondente per la North American Newspaper Alliance, a volte con la giornalista Martha Gellhorn, che sarebbe diventata la sua terza moglie. Mentre era in Spagna, Hemingway ha collaborato con il famoso fotografo di guerra Robert Capa. Le fotografie di Capa di Hemingway durante questo periodo fanno ora parte dell’ampio archivio audiovisivo della collezione di Hemingway di oltre 10.000 fotografie. Tra le altre con il regista Jori Ivens, con Rafael Alberti, con John Dos Passos e con María Teresa León . La copertura di Hemingway della guerra fu decisamente contro Franco e i nazionalisti. In una lettera del 1951 a Carlos Baker, Hemingway lo spiegò in questo modo. “C’erano almeno cinque partiti nella guerra civile spagnola dalla parte della Repubblica. Ho cercato di capire e valutare tutti e cinque (molto difficile) e non appartenevo a nessuno … non avevo altro partito che un profondo interesse e amore per la Repubblica … Politicamente, sono sempre stato dalla parte della Repubblica dal giorno in cui è stata dichiarata. ” . Il suo romanzo “Per chi suona la campana” è ambientato durante la guerra civile spagnola.
Dunque gli Stati Uniti, l’ Italia, la Francia, la Spagna, etc., etc., ma nella sconfinata geografia della sua vita il centro fu Cuba e L’ Avana, dove visse una ventina d’ anni. Nel 1928, quasi per caso andando in Spagna Ernest Hemingway mise piede per la prima volta, a L’ Avana, vi rimase 3 giorni e soggiornò all’ Hotel Ambos Mundos. Vi ritornò una decina di anni dopo e, a parte alcuni soggiorni in giro per il mondo, abitò nell’ isola fino a prima di ritornare negli Stati Uniti per suicidarsi.
Ernest Hemingway a L’ Avana non si sentì un’ espartiato, uno straniero, tanto che nel 1960, all’ aeroporto internazionale della città Rodolfo Walsh lo sentì dire: “Noi cubani vinceremo” e dopo in inglese: ” I am not a yankee, do you know?”. ” Non sono uno yankee, sai?”. Hemingway vide in diretta la dittattura di Batista, lo sfruttamento e il calpestare dei diritti umani ed era convino che la rivoluzione avrebbe dato dignità al popolo cubano, con il quale si identificava.
Importante nella vita cubana di Ernest Hemingway è stata la Finca La Vigia, una tenuta che comprò nel dicembre 1940 per se stesso e la terza moglie Martha Gellhorn, a San Francisco de Paula, pochi chilometri a Sud di L’ Avana. Molti anni prima fu un fortino spagnolo di vigilanza, da lì il suo nome Vigia.
Finca La Vigia fu il suo quartier generale e anche un luogo dove scrisse. Scrisse “Per chi suona la campana” e nel 1951 “Il vecchio e il mare”.
Con Hemingway la Finca che prima era proibita ai ragazzi e ai ragazzini, che vivevano vicini, dei cani feroci li tenevano a bada, venne loro aperta per poter raccogliere manghi. Dovevano raccoglierli con le mani e non tirare sassi. La Finca ricevette in visita molte persone, uomini e donne, tra i quali un paio di volte lo scrittore inglese Graham Greene, che incontrò anche nel set del film “Our Man in Havana”, in Plaza Vieja centro città.
La Finca era anche un allevamento di galli da combattimento. Ernest Hemingway scometteva e spesso vinceva, ma più che altro amava vedere i galli combattere. A Hemingway oltre i galli piacevano gatti e cani. Decine vivevano nella Finca, erano ben nutriti, ben trattati e chiamati per nome. Quando morivano venivano sepolti, i cani vicino alla villa e i gatti alla piscina. Comunque Ernest Hemingway non passava tutto il tempo nella Finca La Vigia a guardare galli e ad acarezzare cani e gatti, la sua passione era la pesca e l’ amore della sua vita fu Il Pilar, una barca a motore di 12 metri, varata nellaprile del 1934 e pagata da Hemingway ai tempi ben 7495 dollari. Da Cojimar, paesino di pescatori che dista solo sette chilometri dalla capitale. salpava con la sua barca per andare a pesca specialmente i marlyn, pesci grandi dimensioni in grado di raggiungere anche 5 metri di lunghezza..
Il Pilar non fu soltanto barca da pesca, si trasformò anche in nave da ricerca scientifica e in seguito nave spia per intercettare gli U-Boat tedeschi nelle acque dei Caraibi. Il tratto di mare dove lo scrittore pescava, tra il Morro, un forte alla fine del Malecon dell’Avana, fino a Cojimar, è stato battezzato «Il miglio di Hemingway».
Durante i suoi anni trascorsi a Cuba, Hemingway diventò un icona. Molti dei luoghi in cui Hemingway trascorse le sue giornate sono stati lasciati come erano. Da Finca Vigia e la sua camera allHotel Ambos Mundos, al ristorante di Las Terrazas e ai bar della Bodeguita del Medio, El Floridita e Dos Hermanos. In alcuni locali si serve ancora il daiquiri “Papa Hemingway” fatto con limone, pompelmo, maraschino e doppio di rum, senza zucchero.
Ernest Hemingway ha amato Cuba e il suo popolo ed è stato ricambiato. Innanzi tutto dal lider maximo della rivoluzione, Fidel Castro, che in un’ intervista rilasciata a Ignacio Ramonet, allora direttore di Le Monde Diplomatique, alla domanda: ” Avete conosciuto bene Ernest Hemingway?” rispose: ” Avrei voluto conoscerlo di più. Amava Cuba. Amava quest’ isola. E’ vissuto qui e ci ha lasciato molte cose, uraHo potuto parlare con lui due volte, durante il primo anno della rivoluzione, nel 1959, ma brevemente. Mi sarebbe piaciuto che fosse vissuto più a lungo, per avere il tempo di parlare e costruire un legame d’ amicizia. Ho letto e riletto molti dei suoi romanzi. … L’ ho conosciuto poco, ma mi ha lasciato l’ impressione di essere un uomo dai gesti e dalle abitudini molto umane. Ho sempre amato molto la sua letteratura. Nei suoi libri traccia un autoritratto; racconta le sue avventure vissute ed anche quelle che avrebbe amato vivere. Francamente ammiravo la sua sete di avventure”.
Precedentemente nell’ intervista a Ignacio Ramonet, Fidel Castro aveva detto che nella Sierra la lettura di “Per chi suona la campana” lo aveva aiutato molto a portare aventi la guerra di guerriglia. Il romanzo si svolge durante la Guerra Civile di Spagna, nelle retrovie, dove non si combatteva una guerra regoare.

Statua di Ernest Hemingway al Floridita, L’ Avana.