Foto del 1928 di Tina Modotti: contadini leggendo El machete, organo del Partito Comunista Messicano


Francesco Cecchini


Un mondo marcia verso dove marciavi tu, sorella Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi Col tuo cuore valoroso Pablo Neruda
Tina Modotti, rispondendo il 27 gennaio 1932 a domande del Comitato Esecutivo dell’ Internazionale Comunista, KOMINTERN, dichiarò: ” Il Partito Comunista è il primo partito nel quale ho militato. In Messico nel 1927 sono entrata nel Partito Comunista Messicano, dopo essere stata per qualche tempo simpatizzante. Prima sono stata membro della Lega Antimperialista e della Lega Antifascista, sempre in Messico.”
Il partito è stato fondato nel 1917 come Partito Socialista dei Lavoratori (Partido Socialista Obrero, PSO) da Manabendra Nath Roy, un indo-bengalese di sinistra. Il PSO cambiò la sua denominazione in Partito Comunista Messicano nel novembre del 1919, un paio di anni prima di quello cinese.
Nel 1923 i Xavier Guerrero, David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera divennero membri del comitato centrale e, artisti, contribuirono a dare una vita più vivace all’ organizzazione. Innanzitutto Diego Rivera il più creativo, non solo artistico, dei tre, costantemente alla ricerca del nuovo anche in politica. Xavier Guerrero e David Alfaro Siqueiros erano più propensi a seguire le direttive di Mosca. Tina ModottI conobbe Diego Rivera, fotografò i suoi murales e posò per lui. Con Xavier Guerrero, un vero e proprio funzionario di partito, ebbe una storia d’ amore fino a quando andò in Unione Sovietica; fu lui a farla entrare nel Partito Comunista Messicano. Sempre in prima fila nelle manifestazioni e presente in tutte le iniziative come organizzatrice dedicò parte del suo tempo alla redazione di El Machete, traducendo articoli e analisi di politica estera. Il giornale, che era nato come espressione di artisti e scrittori rivoluzionari era diventato organo ufficiale del Partito Comunista Messicano.

El machete, organo del Partito Comunista Messicano


Mentre le prime foto di Tina Modotti furono still life oggetti, fiori, architetture, ritratti, imparando da Edgar Weston la tecnica a mettere a fuoco a misurare la luce e ad inquadrare il soggetto, ora la sua Graflex diventò un occhio sullo sfruttamento, sulla miseria ed anche sulla rabbia, sulla protesta che tutto ciò provocava.
Dopo l’ addio con Xavier Guerrero Tina Modotto amò Julio Antonio Mella. Di lui Tina aveva letto di un suo sciopero della fame allAvana, poi a Città del Messico lo aveva visto e ascoltato in un atto di protesta contro lassassinio di Sacco e Vanzetti. Nel 1925 Mella aveva partecipato alla fondazione a Cuba della Lega Antimperialista e poi del Partito Comunista di Cuba. Nel novembre del 1925 per ordine del dittatore Gerardo Machado fu messo in prigione con laccusa di essere un terrorista. Il 5 dicembre 1925 inizio uno sciopero della fame che durò 18 giorni e lo fece conoscere in tutto il mondo.Per evitare la vendetta di Machado Mella abbandonò Cuba e si rifugiò in Messico. Qui divenne membro del Comitato esecutivo della Lega Antimperialista e del Partito Comunista.
Il primo vero incontro tra Mella e Tina, avvenne in un giorno di giugno del 1928 e i due caddero l’ un l’ altra innamorati. Anni dopo in Spagna Tina confidò ad una sua amica: Lincontro con Mella mi aveva tanto confuso che mi sentivo incapace di pronunciare una sola parola, ero come paralizzata e non potevo ragionare normalmente. “Tinissima” la chiamava Mella.
La relazione con Mella non condizionò né la sua attività di fotografa né il suo impegno politico. A Antonio Julio Mella piacevano le foto di Tina e si faceva fotografare, era giovane, bello e fotogenico. Inoltre era un militante comunista a tempo pieno e lui e Tina si convolgevano reciprocamente nell’ attività rivoluzionaria. Il loro legame dura pochi mesi, perché la sera del 10 gennaio 1929 Mella venne ucciso dai sicari del dittatore di Cuba Gerardo Machado proprio mentre stava rincasando con Tina, tornando da una riunione politica. Tina Modotti oltre ad essere ingiustamente accusata dell’ assassinio dell’ uomo che amava dovette subire una campagna scandalistica. A proteggerla intervenne il suo amico e compagno nel Partito Comunista Messicano, Diego. L amore di Tina per Julio Antonio durò tutta la sua vita, quando nel 1942 morì a Città del Messico aveva nella borsetta una sua foto.

Macchina da scrivere di Antonio Mella fotografata da Tina Modotti nel 1928. Nel rullo c’é un foglio già battuto: è il testo di uno scritto di Lev Trotzskij sul rapporto tra arte e tecnica moderna.


Nel 1929 venne organizzata alla Biblioteca della Università Nazionale di Città del Messico che riconobbe il valore del lavoro fotografico di Tina Modotti e venne chiamata”Prima Esposizione della Fotografia Rivoluzionaria”. Per l’ occasione Tina Modotti scrisse un breve saggio ” Sulla fotografia”, dovea in conclusione affermò:” Se a questo aggiungiamo sensibilità e conoscenza dei temi, assieme a un’ idea chiara del luogo che occupa nello sviluppo storico, il risultato sarà degno, credo di occupare un posto nella produzione sociale, alla quale tutti dobbiamo contribuire.”
Nel 1930 Il Partito Comunista Messicano venne messo fuori legge. Il 5 febbraio 1930 Tina venne ingiustamente accusata di aver partecipato a un attentato contro il nuovo capo dello Stato, Pasqual Ortiz Rubio e fu arrestata ed espulsa dal Messico. Per poco tempo in Germania praticò la fotografia, per poi abbandonarla. Non abbandonò però la militanza comunista, durante la guerra civile in Spagna fu responsabile del Soccorso Rosso.
Tina Modotti ebbe una vita breve, 46 anni, e intensa, Italia, Austria, Italia, Stati Uniti, Germania, Unione Sovietica, Spagna, ma la sua terra fu il Messico e il suo partito, il Partito Comunista Messicano.

Tina Modotti e le sue fotografie rivoluzionarie

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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