Il governo socialista boliviano ha respinto martedì scorso un possibile ritorno della Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense nel Paese sudamericano, a causa dei migliori risultati del proprio sistema di eradicazione del traffico di droga proprio dopo l’espulsione della agenzia USA.

“Abbiamo dimostrato in modo affidabile, con risultati numerici, che non è necessario che la DEA entri nel territorio nazionale.
Grazie al nostro modello di lotta al narcotraffico, l’anno scorso abbiamo sequestrato 20 tonnellate di cocaina, mentre la DEA registrava sequestri medi annui di 12 tonnellate, usando esclusivamente un modello repressivo che ha causato 33 morti e 567 feriti tra forze dell’ordine e cittadini.
Non abbiamo bisogno soltanto della politica repressiva, ma di una politica coordinata tra governo e sviluppo sociale, lavoro e assistenza alle popolazioni che oggigiorno esiste all’interno del territorio nazionale”, ha affermato il ministro del governo boliviano Eduardo del Castillo durante la conferenza stampa.

Il governo dell’ex presidente socialista Evo Morales espulse l’ambasciatore degli Stati Uniti e gli agenti della DEA dalla Bolivia nel 2009 per ingerenza nella politica interna del paese. Allo stesso modo, sospese la DEA a tempo indeterminato per atti di spionaggio.
“Gli Stati Uniti seguono sempre la stessa ricetta ed usano la DEA per installare basi militari in diversi paesi, giustificando la loro ingerenza abusiva nella politica interna di altre nazioni, promuovendo i loro tentativi di colpo di stato e le invasioni.
Gli Usa usano la lotta alla droga come scusa per invadere i paesi.
Il loro metodo è chiaro: dapprima cercano di screditarci politicamente e poi di eliminarci fisicamente.
L’operazione politica segue lo stesso copione, per eseguire il Piano Condor hanno accusato i governi democratici e popolari di essere “comunisti”, e per saccheggiare le risorse naturali, hanno accusato i presidenti socialisti di essere “terroristi” ha pubblicato Evo Morales su Twitter la scorsa settimana.

Il deputato del partito di governo Movimento per il Socialismo, Héctor Arce, ha poi ricordato che la Bolivia ha espulso la DEA per azioni cospirative e sediziose: “li abbiamo espulsi per una questione di sovranità, la DEA è stata espulsa dal territorio nazionale, così come l’USAID, poiché entrambi hanno cospirato contro il governo nazionale, hanno compiuto azioni di sedizione.
La Colombia è il più grande produttore di droga al mondo e il più grande esportatore verso gli Stati Uniti, in quel paese ci sono molte basi militari statunitensi da anni e non sono state mai in grado di controllare il fenomeno, proprio come in Perù, gli Stati Uniti non dicono nulla di entrambi i paesi, ma invece accusano sempre la Bolivia. Queste sono le incongruenze di quel Governo che è spietato con il nostro Governo e contro il nostro modello economico”.

https://www.hispantv.com/noticias/bolivia/537601/dea-eeuu-lucha-drogas

rete solidarietà rivoluzione bolivariana

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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