Ogni giorno arrivano notizie discordanti sulla possibilità di fermare la guerra e arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina. Appena 48 ore fa ll consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak affermva in un briefing con i giornalisti che la guerra “potrebbe finire prima che l’Ucraina liberi tutti i territori con mezzi militari.” Opinione condivisa da una parte importante dello stato maggiore USA. Ma, dopo le dichiarazioni del Capo di S.M. USA gen. Milley, (gli ucraini non possono fare di più, avviare trattativa) sono arrivate dichiarazioni di segno opposto del Segretario di Stato Blinken.

Ma resta centrale il ruolo degli Stati Uniti nella strada che porta ad un accordo per la cessazione delle ostilità. E ad una più attenta analisi, gli USA potrebbero avere ottime ragioni per arrivare a trattative tra russi e ucraini, anche se comportassero alcune concessioni territoriali a Mosca.

Le condizioni per fermare la guerra: Putin più debole

Washington ha già raggiunto uno degli obiettivi “non dichiarati”, ovvero creare instabilità nel sistema di potere di Vladimir Putin. Il protagonismo di alcuni personaggi come Prigožin, del gruppo Wagner, non è passato inosservato ma, allo stesso tempo, indebolire troppo la Russia potrebbe essere controproducente perchè potrebbe spingerla in mano a leader ultra-nazionalisti e a stringere ulteriormente i rapporti con il vero rivale americano, cioè la Cina.

Nuova offensiva russa

Il secondo fattore di rischio è, come suggeriscono diversi analisti militari, è la possibilità di una nuova potente offensiva russa.

Tra pochi mesi i 300mila riservisti mobilitati a settembre saranno pronti al combattimento e altri potrebbero venire richiamati in caso di necessità mentre la disponibilità “umana” di Kiev è già gonfiata ai limiti per le continue mobilitazioni generali e la presenza di personale militare estero

Inoltre la pressione del fronte NATO potrebbe indurre Mosca a passare a un’economia di guerra riversando tutto il peso della Federazione sui fronti ucraini, cosa per ora volutamente evitata per non destabilizzare ulteriormente la percezione dell’opinione pubblica

Il collasso economico ed energetico di Kiev

Il governo di Kiev è al collasso in termini economici e di distruzione delle infrastrutture e senza il sostegno economico dell’Occidente crollerebbe in poche settimane ma, con il prolungamento del conflitto potrebbe risultare sempre più insostenibile per USA ed Europa continuare a fornire con la stessa continuità gli aiuti.

Sullo sfondo, con l’arrivo del grande freddo, c’è la possibilità che milioni di ucraini provino a lasciare il paese riversandosi nei paesi dell’UE generando ulteriore instabilità politica.

Le resistenze di Kiev

Le resistenze maggiori a una trattativa arrivano da settori importanti del governo di Kiev poiché potrebbe minacciare la stabilità del gruppo di potere intorno a Zelensky.

Dopo aver messo fuorilegge 12 partiti, libertà di stampa e ogni forma di opposizione con l’accusa per tutti i dissidenti di essere filo-russi, il regime potrebbe andare allo scontro con gli ultra-nazionalisti se accettasse di negoziare con Mosca

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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