Le elezioni presidenziali in Guinea Equatoriale si sono trasformate in un plebiscito a favore di Teodoro Obiang Nguema, unico padrone del Paese da 43 anni.

Teodoro Obiang Nguema Mbasogo è uno dei capi di Stato più longevi del mondo. Insieme al camerunense Paul Biya, infatti, il presidente della Guinea Equatoriale e leader del Partito Democratico della Guinea Equatoriale (Partido Democrático de Guinea Ecuatorial – PDGE) si contende il primato di leader non monarchico più longevo del mondo. 

Obiang salì al potere il 3 agosto 1979, più di 43 anni fa, quando fu autore di un colpo di Stato ai danni del governo guidato dallo zio, Francisco Macías Nguema, primo presidente del Paese dopo l’indipendenza dalla Spagna, raggiunta nel 1968. A causa di una faida interna alla famiglia, infatti, Macías aveva ordinato l’assassinio di diversi componenti della stessa, tra cui il fratello di Obiang. Dopo il colpo di Stato, Macías venne condannato a morte, mentre Obiang divenne il padrone assoluto del Paese. Dopo tre anni di transizione militare, Obiang ha ufficialmente assunto la presidenza della Guinea il 12 ottobre 1982, oltre quarant’anni fa e poche settimane prima di Paul Biya, divenuto presidente del Camerun il 6 novembre dello stesso anno.

Nel 1989, Obiang concesse per la prima volta dalla sua ascesa al potere le elezioni presidenziali, ma il presidente in carica fu l’unico candidato alla propria successione. Da allora, le elezioni presidenziali si sono svolte regolarmente ogni sei o sette anni, con Obiang che ha sempre conquistato percentuali di consenso ben superiori al 90%. Anche quest’anno, nonostante la partecipazione di due candidati dell’opposizione, il presidente-padrone della Guinea Equatoriale ha superato il 99% delle preferenze, risultato che naturalmente lascia forti dubbi circa la regolarità delle elezioni.

Per la cronaca, i candidati dell’opposizione erano Buenaventura Monsuy Asumu, del Partito della Coalizione Socialdemocratica (Partido de la Coalición Social Demócrata, PCSD), e Andrés Esono Ondó, leader della Convergenza per la Democrazia Sociale (Convergencia para la Democracia Social, CPDS). Asumu, in particolare, viene considerato come il principale oppositore di Obiang, essendosi già candidato nelle cinque elezioni precedenti. 

Abitata da circa 1,5 milioni di persone, la Guinea Equatoriale rappresenta un importante Paese produttore di petrolio e gas naturale che, nonostante la lunghissima presidenza di Obiang, intrattiene rapporti economici e commerciali con le principali compagnie petrolifere occidentali. Proprio per questa ragione, Obiang è stato spesso sostenuto in quanto garante della stabilità del Paese. Allo stesso tempo, il presidente viene accusato di essersi appropriato della maggioranza dei proventi provenienti dalla vendita degli idrocarburi, che rappresenta circa i tre quarti delle entrate nello stato membro dell’OPEC, mentre la maggioranza della popolazione vive sotto la soglia della povertà. 

Tuttavia, la produzione di petrolio ha fatto registrare un forte calo a partire dal 2015, e il Paese ora si trova a dover fronteggiare la prospettiva della fine delle proprie risorse energetiche. Come se non bastasse, l’economia della Guinea Equatoriale ha anche subito le pesanti conseguenze della pandemia di Covid-19, mentre ora si trova a dover affrontare l’aumento dei prezzi dei beni alimentari sui mercati internazionali. 

Secondo gli osservatori, l’attuale presidente starebbe già preparando la propria successione, avendo affidato la vicepresidenza del Paese al figlio Teodoro Nguema Obiang Mangue, che potrebbe presto prendere il posto dell’ormai ottantenne presidente. Il figlio di Obiang è stato condannato da un tribunale francese nel 2020, considerato colpevole per appropriazione indebita di alcuni beni compresi un guanto ricoperto di cristalli indossato da Michael Jackson, una limousine Rolls-Royce blindata e uno yacht.

Detto questo, nello scorso mese di settembre, il governo della dinastia Obiang Nguema ha anche fatto un importante passo in avanti, approvando un nuovo codice penali che, tra le altre misure, abolisce la pena di morte. Il provvedimento è stato votato da 99 dei 100 parlamentari del Paese, con l’unico deputato di opposizione che ha bocciato il nuovo codice penale. Secondo gli oppositori, infatti, Obiang avrebbe proposto questo provvedimento con l’unico obiettivo di ripulire la propria immagine a livello internazionale. Ufficialmente, l’ultima condanna a morte in Guinea Equatoriale era stata eseguita nel 2014, ma il governo viene tuttora accusato di sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie e torture.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog

Di Giulio Chinappi - World Politics Blog

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora. Nel suo blog World Politics Blog si occupa di notizie, informazioni e approfondimenti di politica internazionale e geopolitica.

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