(Foto di Amnesty International)

Natale Salvo

I padroni di tutto il mondo si uniscono, anche in Algeria! Qui, nel marzo 2022 è stata introdotto il diritto sociale all’indennità per i giovani inoccupati, la protesta dei capitalisti compare sui mass media.

E la storiella raccontata è sempre la stessa che in Italia per il cosiddetto “Reddito di Cittadinanza”: « le aziende faticano ad assumere a causa dei suoi effetti sul mercato del lavoro »!

« I candidati rifiutano il lavoro », qui come in Italia, dichiara sul giornale compiacente un imprenditore a TSA-Algerie [1].

« Il cambiamento nel mercato del lavoro dall’introduzione delle indennità di disoccupazione è stato avvertito in modo concreto dalla sua azienda », continua Saïd Sais, padrone di Biscuiterie SAI, che commercializza il marchio Qaada.

Capitalisti minacciano: maggiore costo del lavoro, maggiori prezzi

« La riluttanza dei candidati a rispondere alle richieste dell’azienda può avere il suo impatto sul costo del prodotto », “minaccia” il padrone di fatto ammettendo la necessità di proporre salari più alti, magari dignitosi, ai lavoratori per scomodarli dal “divano”.

« Non riuscendo a trovare dipendenti a Bordj Bou Ariridj, abbiamo dovuto allargare il campo a M’sila offrendo il trasporto personale per un’ora di macchina. Insieme al costo del noleggio del veicolo, del carburante e della manutenzione, queste spese influiranno sul costo del prodotto e quindi sul suo prezzo », spiega il capitalista.

Sembra insomma che anche in Algeria i giovani preferiscano non essere sfruttati come schiavi.

Algeria: un Reddito di … Cittadinanza di 87 euro mensili ai giovani

Invero in Algeria i giovani disoccupati non stanno sul “divano”, non sempre almeno.

« Tutti i beneficiari dell’indennità di disoccupazione sono tenuti a seguire una formazione in presenza per un periodo da 3 a 6 mesi. La formazione si concentrerà sui mestieri in cui vi è una carenza di manodopera sul mercato del lavoro algerino », ci fa sapere l’agenzia Ecofin [2].

« Questa indennità, istituita per la prima volta nel Paese lo scorso marzo – precisa Ecofin –, ammonta a 13.000 DA al mese, ovvero 90 dollari [ 87 euro ]. È rivolta a disoccupati in cerca di prima occupazione, di età compresa tra i 19 ai 40 anni e residenti in Algeria ».

Una cifra modesta, in un paese nel quale il PIL lordo pro-capite è di circa 13.002 dollari annui, ovvero 990 euro al mese. Eppure sempre troppa, per i capitalisti schiavisti mondiali.

Fonti e Note:

[1TSA Algeria, 8 maggio 2023, Zine Haddadi, “Allocation chômage et emploi en Algérie : le revers de la médaille”.

[2Agenzia Ecofin, 26 settembre 2022, Vanessa Ngono Atangana, “Algérie : les bénéficiaires de l’allocation chômage désormais contraints à suivre une formation”.

L’articolo originale può essere letto qui

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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