Durante un concerto a Napoli dei 99 Posse alla festa dei Carc sono state esposte sul palco le bandiere delle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Dato che sulle locandine della festa c’era anche il logo si è scatenata la polemica da parte dei sostenitori della guerra per procura della NATO che hanno preso a bersaglio l’ANPI accusata per l’esposizione di “bandiere filo-russe”.

Innanzitutto va detto che la polemica con l’@Associazione Nazionale Partigiani d’Italia è fuori luogo. L’ANPI partecipa a migliaia di iniziative di partiti, gruppi, associazioni antifasciste senza per questo doverne condividere tutte le posizioni. Infatti è presente ovunque a feste del PD pur non condividendo il sostegno alla guerra da parte di quel partito. Quindi attaccare l’ANPI per quel che fanno i 99 posse sul palco è una stronzata. Ovviamente il nervo scoperto per gli atlantisti è che l’associazione si sia schierata contro l’invio di armi e per una soluzione di pace. Per questa scelta coraggiosa di fedeltà all’articolo 11 della Costituzione dobbiamo ringraziare l’ANPI. Approfitto per consigliare il mio intervento al congresso nazionale dell’#ANPI:

Ma poi è così grave aver esposto quelle bandiere?

Io dico di no. Il principio di autodeterminazione se è valido per l’Ucraina lo è anche per le sue regioni orientali e per la Crimea.

Quelle bandiere ricordano che la vicenda ucraina è molto più complicata del racconto manicheo che, da una parte e dall’altra, serve a giustificare la guerra.

Non si può raccontare la genesi del conflitto facendo finta che tutto sia cominciato nel 2022 con l’invasione decisa da Putin.
Sullo sfondo c’è lo scontro geopolitico tra USA e Russia con l’espansionismo della NATO a est. Ma c’è anche il ruolo del nazionalismo ucraino sostenuto dall’Occidente.

Le repubbliche nel 2014 non nacquero per iniziativa di Putin – gli oligarchi russi avrebbero continuato a fare affari con l’Occidente dove trascorrono gran parte del loro tempo e dove erano soliti investire – ma da una rivolta popolare seguita all’ondata di nazionalismo anti-russo seguita a Euromaidan.

Sulla genesi delle repubbliche separatiste invito a leggere il resoconto che Boris Kagarlitsky scrisse nel 2014.

Boris Kagarlitsky non può essere accusato di essere filo-Putin essendo in questo momento in galera per la sua opposizione alla guerra. Approfitto per invitare a firmare l’appello che ho lanciato a fine luglio per la liberazione di questo grande intellettuale militante https://ilmanifesto.it/per-la-liberazione-di-boris-kagarlitsky Consiglio anche di leggere il suo libro edito da Castelvecchi editore L’Impero della periferia che aiuta a comprendere la Russia molto più degli articoli degli scribacchini guerrafondai.

Cosa scriveva Kagarlitsky? Eccovi la traduzione del suo articolo del 2014:
http://www.maurizioacerbo.it/blogs/?p=6919

Se l’informazione italiana fosse meno manichea qualche talk avrebbe invitato la nostra ex-europarlamentare Eleonora Forenza che nel 2016 ha visitato le repubbliche con la Carovana antifascista e per questo finì nel mirino del governo ucraino.

Maurizio Acerbo PRC UP

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