(Foto di Por un Sahara Libre.org)

Redacción Madrid

In una recente dichiarazione, Nafi Ahmed Mohamed, Segretario Generale dell’Unione dei Giornalisti e Scrittori Saharaui ha denunciato la crescente repressione marocchina nel Sahara Occidentale. La libertà di espressione, considerata un crimine dall’occupazione marocchina, ha fatto sì che diversi giornalisti Saharaui affrontassero detenzioni illegali e condizioni inumane dietro le sbarre.

Mohamed ha sottolineato la difficile situazione dei professionisti dei media Saharaui, ingiustamente incarcerati nelle carceri marocchine, pagando il prezzo della libertà di espressione. Durante una pausa nella campagna contro la candidatura del Marocco alla presidenza del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, l’Unione dei Giornalisti e Scrittori Saharaui  ha rivelato la persecuzione sistematica dei giornalisti Saharaui. Le case sono assediate, si controllano le telefonate e gli account nelle reti sociali, il tutto con l’obiettivo di mettere a tacere la verità.

L’Unione dei Giornalisti e Scrittori Saharaui ha lanciato un appello urgente alle organizzazioni internazionali per liberare i detenuti politici Sahraui, specialmente quei giornalisti che, protestando contro le condizioni disumane di detenzione, stanno facendo scioperi della fame. La repressione marocchina secondo Mohamed è una tattica per minare il morale del popolo Saharaui e attaccare la sua identità in una guerra psicologica.

In un momento in cui il Marocco cerca di presiedere il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, la comunità internazionale deve unirsi per affrontare gli abusi nel Sahara Occidentale. L’Unione dei Giornalisti e Scrittori Saharaui lancia un appello a scrittori e professionisti dei mezzi di informazione per difendere la giustizia della lotta del popolo Saharaui e resistere alle politiche coloniali. L’occupazione marocchina si intensifica e cerca di minare l’unità Sahraui, ma si trova ad affrontare la resistenza di coloro che cercano la verità e la giustizia mentre la regione viene chiusa agli osservatori internazionali.

Traduzione dallo spagnolo di Andrea De Lotto

Revisione di Anna Polo

L’articolo originale può essere letto qui

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, pubblicata da Ventura Edizioni Traduce dalle lingue, spagnolo, francese, inglese e brasiliano che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: