(Foto di Diego Fulcheri)

Era poco più di una settimana fa quando su questa testata registravamo la notizia dell’ennesimo increscioso episodio di persecuzione giudiziaria nei confronti di Nicoletta Dosio: volto ben noto del movimento NoTav in Val Susa, già condannata a 1 anno e 1 mese di prigione nel 2020 (detenzione poi mitigata con i domiciliari causa-Covid) per degli episodi di disobbedienza civile risalenti dalla fine del 2016; e di nuovo costretta ora ai domiciliari per 1 anno e nove mesi (!), per supposti reati di ‘evasione’ durante i ‘trascorsi’ (ormai da un pezzo) domiciliari… A tutto questo si aggiunge proprio oggi l’ingiunzione di ennesime misure restrittive, che vietano alla Dosio il permesso di visitare o sostare nei comuni di Venaus, San Didero, Bruzolo, Chiomonte, Giaglione (che coincidono con gli abituali luoghi di assemblea e riunione del Movimento No Tav in Val Susa) in quanto “persona socialmente pericolosa … responsabile di plurimi atti di danneggiamento, lancio di razzi, resistenza a Pubblico Ufficiale (…) mentre con altri sodali con il volto travisato, assaltava il cantiere …” ecc eccetera. Un caso di accanimento letteralmente surreale, ai limiti del ridicolo se non fosse scandaloso, considerata l’età anziana e totale innocuità della ‘perseguita’ e considerata anche l’inconsistenza del capo d’accusa che già in passato era stato definito ‘espressione di dissenso’ ma tant’è: così funziona la Giustizia in Italia, ed è solo in forza di simili misure repressive che una Grande Opera ripetutamente documentata come Inutile oltre che gravemente impattante per l’ambiente, viene imposta giorno dopo giorno alla popolazione della Val di Susa. 

A seguire il testo della Petizione su Change (https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-nicoletta-dosio?source_location=search) che è stata lanciata pochi giorni fa da Linda Maggiori (giornalista eco-femminista) della Rete delle Mamme da Nord a Sud, insieme a numerose associazioni ambientaliste italiane e disponibile anche in lingua francese e spagnola grazie all’adesione proprio ieri del Collectif des Mères Solidaires di Parigi e delle Madres Contra la Represion di Madrid. La petizione ha già superato le prime mille firme.

Invitiamo chi ancora non l’avesse firmata ad aggiungere senz’altro la sua firma e a diffonderla il più possibile sulle proprie reti.

“Come “rete delle mamme da nord a sud” (donne che in tutta Italia si battono per la salute e l’ambiente), esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Nicoletta Dosio che è di nuovo agli arresti domiciliari a 78 anni dopo aver già scontato un anno e mezzo di carcere.
Una donna mite e coraggiosa, partigiana della terra e del futuro. La cui unica colpa è avere protestato con metodi nonviolenti e aver messo in pratica la disobbedienza civile contro i cantieri della Tav, grande opera inutile e devastante, senza però aver mai fatto male a nessuno.
L’accanimento su di lei è pari all’impunità di cui godono i potenti che inquinano e devastano.
I cantieri della Tav hanno già inquinato acqua, terra e aria, abbattuto boschi. Recentemente sono stati trovati Pfas nei comuni della Val di Susa. Noi che veniamo da territori contaminati da queste e altre sostanze, zone sacrificate per il profitto, noi che lottiamo ogni giorno per salvare i nostri figli e figlie dai veleni, noi che spesso siamo abbandonate e osteggiate dalle istituzioni, ora chiediamo ad alta voce la liberazione di Nicoletta Dosio e la fine di ogni ingiustizia ambientale.
«Ho visto le ruspe sradicare gli antichi giganti, ancora verdi, ancora capaci di produrre in abbondanza frutti dolcissimi – raccontava Nicoletta – Ora in quel deserto di cemento si muovono solo ruspe e blindati della polizia, ma ai margini le radici del bosco si insinuano sotto l’asfalto, riemergono in superficie, con la forza della vita che resiste, paziente, irriducibile. 

Dalla natura noi donne abbiamo imparato la tenacia».

Grazie Nicoletta Dosio. Siamo tutte con te. Da te abbiamo imparato la tenacia.
Liberatela!
La Rete delle Mamme da Nord a Sud

Adesioni:

Mamme No Pfas (Veneto), Acqua Bene Comune (Pistoia), Alleanza Beni Comuni, Obiettivo Periferia,
Presidio No Inceneritori No Aeroporto (Firenze), Associazione ADiC Toscana Aps, Faenza Eco-logica, Comitato Acqua e Salute di Capriolo (Brescia), Mamme Salute Ambiente ODV (Venafro),
Comitato residenti Colleferro, Comitati cittadini per l’ambiente (Sulmona), Associazione Progetto Nascere Meglio, Oltre la piazza della Val di Cornia (Piombino), Biodistretto del Montalbano,
Area teatro, Comitato Acqua SiCura (Val di Susa), Mamme in Piazza per le Libertà del Dissenso (Torino), Associazione Culturale La Credenza (Bussoleno), Madri per Roma Città Aperta (Roma), Madri contro la Repressione (Cagliari), Rete Internazionale di Madri Antifasciste, Collectif des Mères Solidaires (Paris), Madres Contra la Represion (Madrid), Collettivo ‘Vallekas Obrera’ (Madrid). 

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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